Di Chiara Cavalieri
ROMA. Il ministro degli Esteri egiziano, Badr Abdelatty, ha confermato l’impegno del proprio Paese nella lotta contro la migrazione irregolare, sottolineando la necessità di un approccio globale che affronti le cause profonde di questo fenomeno.
Durante la sessione di apertura della 10^ edizione dei Med Dialogues, un Forum internazionale organizzato dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) e dall’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (ISPI), oggi a Roma, Abdelatty ha evidenziato l’importanza di sviluppare percorsi di migrazioni regolari e di promuovere investimenti in ambito di sviluppo.

Il ministro ha sottolineato come la questione della migrazione rappresenti una “priorità assoluta” per molti Paesi del Mediterraneo, inclusa l’Italia, Stato ospitante dell’evento.
Abdelatty ha richiamato l’attenzione sugli sforzi dell’Egitto per contenere e fermare i flussi migratori irregolari e illegali delle sue coste e dei suoi confini, risultato ottenuto con successo a partire da settembre 2016.
Inoltre, il ministro ha informato che l’Egitto ospita oltre 9,5 milioni di rifugiati, i quali godono dello stesso accesso ai servizi di base degli egiziani, compresi assistenza sanitaria e istruzione.
Abdelatty ha ribadito l’intenzione del suo governo di continuare a contribuire all’alleviamento delle sofferenze dei rifugiati e di tutti coloro che si trovano in difficoltà nel Paese.
L’adesione dell’Egitto a questa causa globale dimostra l’importanza della cooperazione internazionale nel gestire un tema così complesso e urgente come quello della migrazione, mirato non solo a garantire la sicurezza delle frontiere, ma anche a proteggere i diritti umani dei migranti e dei rifugiati.
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