Emirati Arabi Uniti: Un cambiamento in atto per normalizzare le relazioni con il resto del mondo

Di Giusy Criscuolo

“Non è la specie più forte o la più intelligente a sopravvivere, ma quella che si adatta meglio al cambiamento”. (Charles Darwin)

Abu Dhabi. In una terra in cui la legge Islamica è sempre stata molto severa, in cui a imporre usi, costumi e vita troviamo il Corano e la Sunnah (il libro in cui sono descritte le pratiche, gli usi e le tradizioni lasciate dal Profeta), viene alla luce una notizia che per noi occidentali sembrava di impossibile realizzazione.

A creare scalpore nel mondo arabo, nei Paesi del Golfo e nel mondo islamico tutto, una nuova riforma di legge promossa dagli EAU sui rapporti tra donne e uomini, sull’utilizzo degli alcolici e per le pene dettate sull’adulterio.

Secondo i più radicali, che accusano gli Emirati Arabi Uniti di allontanarsi dall’Islam occidentalizzandosi, promettendo Fatwa per la scelta effettuata, i giuristi emiratini avrebbero messo mano sulle intoccabili leggi della Shariah. Dall’altro lato troviamo i più moderati che vedono questi cambiamenti come rivisitazioni fattibili sulla base della Fiqh (la scienza della giurisprudenza).

Bandiera Emirati Arabi Uniti

La bomba mediatica lanciata sull’argomento in questione, ha visto raccogliere numerosi consensi dal mondo occidentale e dalle frange moderate dell’Islam e altrettante critiche da chi il cambiamento non lo vuole. A livello nazionale, su twitter e sui social è stato possibile testare con mano che le leggi hanno scatenato polemiche tra i sostenitori e gli oppositori, mentre i media affiliati a gruppi politici estremisti dell’Islam hanno accusato gli Emirati Arabi Uniti di invocare il decadimento morale, allontanandosi dalla “strada maestra”.

Stiamo parlando di un cambiamento epocale, il primo nel suo genere, che affronta l’argomento delle libertà personali. “Il rafforzamento delle libertà personali è un segno di grande cambiamento per questo Paese”.

Sheik Khalifa bin Zayed Al Nahyan

A darne notizia le agenzie di stampa degli Emirati lo scorso sabato. Le stesse hanno annunciato che lo sceicco Khalifa bin Zayed Al Nahyan, presidente degli Emirati Arabi Uniti, ha emesso una serie di decreti che prevedono modifiche legali alle leggi sullo stato della libertà personale e sulle procedure penali federali, tutte rivolte ai non musulmani che lavorano nel territorio.

Una riforma rivoluzionaria che consentirebbe alle coppie non sposate di convivere (quando un manager si spostava per lavorare negli emirati, se aveva una compagna l’unico modo per farla entrare e fermare era il certificato di matrimonio – così come accade in tutti i Paesi in cui è in vigore la Shariah). Questa legge permetterebbe a chi non appartiene all’Islam di poter convivere con la propria compagna interrompendo le consuete “regole”. Si parla altresì di una riforma che consentirebbe l’allentamento delle restrizioni sull’alcol e che criminalizzerebbe i cosiddetti “delitti di onore”, andando a creare una legge che tutela in modo più evidente le donne.

Questi cambiamenti sono però da vedersi nel loro complesso e sembrerebbero il riflesso di una nuova politica statale e della società. Tutto in linea con le nuove necessità economiche della regione, con le richieste di mercato e con le aperture di dialogo in essere tra il Paese del Golfo e Israele. Infatti non potrebbe esistere uno Stato che adotta il principio della libertà economica, mentre la sua legislazione naviga controvento.

Il post dice – Negli Emirati Arabi Uniti con le nuove leggi bere alcol e andare a convivere non sarà più un reato

Va da se che alla luce di questa premessa ci deve essere una continuità di fondo che permetta a chi tiene il timone di poter andare a favore di vento per gonfiare le vele e navigare in acque più ricche. Dove investitori e turisti non abbiano il timore di approdare.

Prima che queste leggi venissero avallate, ci sono stati dei cambiamenti ulteriori a livello legislativo che hanno visto approvare nuovi meccanismi legati alla richiesta di residenza nel Paese. Legge rivolta a tutti gli investitori, pensatori, creatori e persone competenti nei propri campi di lavoro. Con il fine di concedere loro permessi di soggiorno a lungo termine per stabilizzare la loro situazione e attirare nuovi investitori ed investimenti. Nello specifico, gli emendamenti adottati sullo status personale consentono agli stranieri non cittadini, di fare riferimento alle leggi dei loro paesi in materia di transazioni civili.

Partendo dall’alcol, la legge penale n. 3 del 1987 che è stata abolita, prevedeva che per beneficiare di bevande alcoliche ogni cittadino straniero doveva ottenere una licenza. Una condizione legale che multava coloro che non la rispettavano. Bere in luoghi pubblici era soggetto a reclusione e multa. Ma la licenza permetteva a chiunque fosse in possesso della stessa di poter consumare nei luoghi autorizzati. Lo stesso valeva per chi li commercializzava, dando a ciascun emirato locale l’autorità di emanare regolamenti in merito. I nuovi emendamenti hanno rimosso l’obbligo, per i non musulmani, di ottenere questa autorizzazione preventiva per l’acquisto di alcolici, revocando la pena che era prevista per questo. La sanzione sarà limitata solo al consumo, al servizio o alla vendita di alcolici ad una persona di età inferiore ai 21 anni e a coloro che hanno acquistato alcolici per conto di una persona di età inferiore ai 21 anni.

Giornata Nazionale degli Emirati Arabi Uniti – Credit راءد

Nelle leggi sul buon costume, le nuove modifiche stabiliscono che la pena per aver commesso atti contro la morale pubblica sarà una multa invece della reclusione. La legge consentirà il principio della convivenza tra persone non sposate, cosa fino ad oggi inconcepibile. I rapporti consensuali non saranno penalizzati dalla legge secondo le nuove modifiche. Tuttavia saranno puniti i rapporti con i minori di 14 anni, la violenza su persone non consenzienti, dotate di disturbi mentali o disabilità e l’abuso operato su minori della famiglia di appartenenza. La pena di morte si applicherà a chiunque sia condannato per aver abusato di un minorenne o con un ritardo mentale.

Premettendo che ciò che ho riportato e che mi accingo a scrivere è fortunatamente lontano dal mondo in cui viviamo. Diventa importante comprendere come, in un paese in cui alcune situazioni sono viste ancora con “occhi medioevali”, anche un cambiamento che per noi può sembrare ovvio o ancora troppo lontano dalla “realtà”, per loro è un cambiamento epocale. Il primo nel suo genere.

Tra i più importanti emendamenti c’è quello sull’adulterio, che ha previsto l’abolizione dell’articolo 344 del codice penale emiratino, che mitigava i cosiddetti “crimini d’onore”. Secondo l’articolo abolito, se un uomo o una donna trovava il proprio congiunto o un familiare in condizione di adulterio e lo uccideva assieme all’amante per lavarne l’onta subita, veniva messo in galera per pochissimo tempo e poi scarcerato. Oggi questo reato viene considerato un omicidio a tutti gli effetti e chi compie il “crimine d’onore” sarà arrestato e processato come assassino. Si noti che la legislazione degli Emirati Arabi Uniti ha intrapreso la strada dell’uguaglianza tra marito e moglie, entrando in contrasto con alcune legislazioni arabe che concedono l’attenuante solo nel caso del marito.

Si tratta di un importante cambiamento legale che conferma l’impegno degli Emirati Arabi Uniti a proteggere i diritti delle donne e garantire lo stato di diritto.

l intesa di pace e coesistenza tra religioni durante la visita di Papa Francesco negli EAU – I principi Emiratini e l’Imam

Gli EAU hanno dunque legato queste modifiche legali, al loro desiderio di fornire un ambiente legislativo compatibile con le diversità culturali in essere nel Paese, sottolineando l’importanza di creare un ambiente sicuro a livello legale, per i nuovi turisti e soprattutto per i futuri investitori. Se da una parte c’è dunque chi appoggia il cambiamento, dall’altra c’è una realtà “Intransigente ed estremista” che non concepisce neppure l’idea di un cambiamento.

Un esempio lampante è lanciato dal Emirates Centre for Studies (EMASC), che ha accusato il regime di cercare di promuovere una falsa immagine di tolleranza per coprire le violazioni dei diritti umani che sta praticando contro il popolo degli Emirati e i popoli della regione.

Ma i rapporti e gli indicatori internazionali considerano gli Emirati Arabi Uniti i primi nel Golfo in materia di uguaglianza di genere, in quanto sono arrivati ​​primi nel mondo arabo nell’indice INSEAD (Business School for the world) sul talento e la parità di genere.

Una vecchia foto del 1960 scattata ad Abu Dhabi – Credit Facebook

Per quanto riguarda l’indice di partecipazione politica nel Golfo, emesso dalla Gulf House for Studies and Publishing, gli Emirati Arabi Uniti hanno raggiunto un ranking avanzato nella partecipazione delle donne in posti fino ad ora ricoperti solo da uomini.

Se già prima del dialogo con Israele gli EAU avevano messo mano ad alcuni emendamenti, ritenuti dagli attivisti per i diritti umani necessari per un cambiamento, dopo l’apertura al dialogo, c’è stata un aumento dell’andatura sulla direzione della metamorfosi, che sta portato gli Emirati Arabi Uniti a cavalcare l’onda dell’apertura verso “il non musulmano”.

Ma per un fronte di apertura verso l’esterno, si apre un fronte interno di contrasti. Purtroppo questi cambiamenti hanno già creato il malumore di molti “fratelli” ed è risaputo che dietro grandi rivoluzioni si nascondo grandi insidie. La notizia, se pur di ampio respiro, va comunque presa con le pinze. Prima che questi emendamenti possano trovare piena realizzazione è presumibile che il Regno emiratino dovrà affrontare non poche difficoltà interne. Sarà difficile far accettare alla moltitudine ciò che per secoli è stato definito “sbagliato”. Ma da qualche parte bisognerà pure iniziare.

 

  • Gli approfondimenti sulle leggi sono stati confrontati con un articolo scritto per la CNN Arabya dal Dr. Habib Al-Mulla, CEO dello studio legale degli Emirati Arabi Uniti “Baker MacKenzie-Habib Al Mulla”.

 

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