Esercito: a Roma celebrato il Centenario del monumento dedicato ai caduti dell’Arma del Genio durante la Grande Guerra

ROMA. Ieri, nell’Istituto Storico e di Cultura dell’Arma del Genio, a Roma, si è svolta la cerimonia commemorativa per il Centenario del Monumento ai Caduti dell’Arma del Genio durante la Prima Guerra Mondiale.

Il monumento dedicato ai ai Caduti dell’Arma del Genio durante la Prima Guerra Mondiale.

La ricorrenza è stata presieduta dal Comandante Territoriale Nazionale dell’Esercito e decano dell’Arma del Genio, Generale di Corpo d’Armata Gianpaolo Mirra, che ha deposto una corona d’alloro.

Alla cerimonia hanno partecipato il presidente dell’Associazione Nazionale Genieri e Trasmettitori d’Italia (ANGET), Generale di Brigata (aus). Luigi Infussi, il Comandante del Genio, Generale di Brigata Gianluca Dello Monaco, il Comandante delle Infrastrutture, Generale di Brigata William De Matteis, una rappresentanza di Genieri e Trasmettitori, in servizio e in congedo, e gli ufficiali frequentatori del corso Tecnico Applicativo delle due armi dell’Esercito.

Il Comandante Territoriale Nazionale dell’Esercito e decano dell’Arma del Genio, Generale di Corpo d’Armata Gianpaolo Mirra,

Il Comandante Territoriale Nazionale nel suo intervento ha evidenziato come “Cent’anni non sono soltanto una ricorrenza numerica, sono un ponte tra generazioni, un intreccio di storie, sacrifici, conquiste tecniche e umane. Ce lo ricorda questo monumento e soprattutto l’attiguo museo, nato per custodire la nostra memoria, e diventato nel tempo un luogo vivo, dove si incontrano passato e futuro, tradizione e innovazione, identità e servizio”.

Il discorso del presidente dell’Anget, Generale di Brigata (aus). Luigi Infussi

Il Presidente dell’ANGET rivolgendosi ai presenti ha affermato: “L’Arma del Genio, e poi in seguito quella delle Trasmissioni, hanno rappresentato e rappresentano per il nostro Paese, Armi che sono sempre state un potente anello di raccordo fra le istituzioni militari e civili, che hanno sempre privilegiato obiettivi concreti, interpretando l’autentica vocazione degli italiani al fare e al costruire”.

Il monumento, un’opera che da un secolo custodisce la memoria dei 9.204 militari del Genio caduti nella Prima Guerra Mondiale, fu inaugurato nel 1925 ai piedi di Castel Sant’Angelo.

Successivamente, nel 1937, il monumento fu trasferito nell’attuale collocazione nel Quartiere della Vittoria, rafforzando il legame simbolico tra l’opera e la memoria del primo conflitto mondiale.

Sul basamento è incisa la motivazione della Medaglia d’Oro al Valor Militare conferita all’Arma dopo la Grande Guerra: tenace, infaticabile, modesta, parole scolpite che definiscono un’eredità morale che continua a orientare i militari dell’Arma del Genio nel loro agire quotidiano al servizio del Paese.

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