Di Gianfranco Salvatori
PIACENZA. Gli antichi capannoni dello stabilimento, la costruzione risale al 1911, contengono la tecnologia e i sistemi d’arma – artiglieria e veicoli da combattimento – più evoluti in uso all’Esercito. E a mantenerli efficienti e ripararli ci sono circa 300 tra tecnici civili e militari, guidati degli ufficiali del Corpo ingegneri dell’Esercito (ingegneri e fisici).
Il Polo ha un gemello al Sud, che si trova a Nola (Napoli).

I VEICOLI E GLI ARMAMENTI
Il Polo dipende dal Comando logistico dell’Esercito e, dal 2015, ha alle proprie dipendenze anche il 3° Cerimant di Milano e il 15° di Padova oltre alla Serimant di Treviso.
All’interno del Polo di mantenimento pesante Nord, a Piacenza, il passato si mescola al presente, con armonia, e avanza in un flusso ininterrotto di continua innovazione.
Le persone che operano sui mezzi sono altamente specializzate, oltre che costantemente aggiornate, e garantiscono l’uso di tanti asset come il Pzh2000, l’obice FH70, il blindo Centauro (ci si sta preparando ad accogliere anche i nuovi Centauro 2), i blindati VCC Dardo e il carro armato Ariete.

Oltre a questi, il Polo cura anche i natanti dei Reggimenti del Genio e il Pgm (Ponte galleggiante motorizzato) del 2° Reggimento Genio pontieri (che si trova sempre a Piacenza).

Il lavoro dei professionisti, però, non si ferma qui perché i tecnici intervengono anche nei teatri fuori area, per le riparazioni, con le Squadre a contatto (Sac).
Il personale si occupa a 360 gradi dei componenti dei vari sistemi d’arma (scafo, motore, artiglieria), inclusi i sistemi ottici, elettronici e optoelettronici. E per quest’ultimo settore, è in corso la riapertura di un laboratorio dedicato a questa delicatissima branca che studia l’interazione tra l’ottica e l’elettronica.

Un aspetto che desta qualche preoccupazione riguarda la pianta organica, più volte sottolineata dai sindacati. Una visita di due senatrici, nel novembre del 2024, aveva sottolineato come fosse necessario velocizzare i bandi per i tecnici «per professionalità specifiche che operano in ambiti tecnologici complessi come quelli di Piacenza, divenuti strategici nel panorama geopolitico attuale» avevano spiegato le rappresentanti del Senato.
E l’attenzione al Polo è stata sottolineata anche, nel giugno dello scorso anno, dalla visita di Fabio Mattei, segretario generale della Difesa. Mattei ha avuto un confronto diretto, con i vertici dell’Ente e con il personale, sulle sfide legate al ricambio generazionale dei tecnici civili e di come questi ultimi abbiano bisogno di un costante supporto per garantire con continuità l’efficienza del sistema logistico.

LA FORMAZIONE
A Piacenza, si trovano competenze e professionalità uniche, anche in virtù del lungo passato di questo stabilimento nato nel 1910 come officina per la costruzione di artiglieria. E i segni della storia si respirano camminando per i larghi viali con gli edifici in mattoni, il verde ben curato, i tanti cannoni della Prima e Seconda Guerra mondiale prima restaurati con sapienza e poi esposti (all’interno esiste anche un museo che racchiude alcuni gioielli nati dalle mani degli specialisti).


Al comando, ma si chiama direttore, c’è il Brigadier Generale Roberto Cernuzzi, un alpino che ha sempre operato nella logistica: “Sono onorato e sono un orgoglioso comandante di uomini e donne che al Polo di mantenimento ogni giorno servono con disciplina e onore le unità della Forza armata, ovunque si trovino. Con la loro preparazione tecnica, portano avanti l’esperienza di un passato che li ha sempre visti, come cittadini prima e come servitori dello Stato dopo, al servizio di istituzioni e città di Piacenza”.
La formazione è uno dei pilastri del rinnovamento delle Forze armate e anche qui non si fanno eccezioni.
“Svolgiamo attività – continua Cernuzzi – a supporto di quelle condotte da personale civile e militare, che viene a specializzarsi per operare in altri reparti della Forza armata. I prossimi bandi di concorso potranno costituire una reale opportunità per i cittadini delle province limitrofe, ma anche per tutti gli italiani, per poter fare la differenza in un tessuto connettivo che ha sempre visto l’impresa al centro. Qui si dà un metodo per formarsi”.

La professionalità di chi opera al Polo è molto elevata e i giovani possono contare su una crescita professionale sicura e affascinante. D’altra parte, la tradizione centenaria dell’arsenale – a Piacenza viene chiamato ancora così – ha portato alla nascita di tante figure tecniche, alcune delle quali oggi obsolete come i sellai o persone che lavoravano il legno e la pelle, artigiani e artisti al tempo stesso. Persone in grado di creare anche gli strumenti e le attrezzature necessarie per il lavoro.
Tecnici, come avviene ancora oggi, fondamentali proprio per il valore aggiunto delle loro competenze.
Il personale opera all’interno del Polo, ma anche nelle missioni fuori area con le Squadre a contatto (Sac) composte di tecnici e militari che si recano sul posto per riparare i mezzi.

L’AGGIORNAMENTO
L’aggiornamento obbliga all’adattamento e alla conoscenza delle nuove tecnologie.
L’IA (Intelligenza artificiale) si pone nell’ottica delle priorità del nuovo Esercito che guarda a operabilità, ammodernamento e governance.
L’IA – è in corso un progetto interno – vuole facilitare i processi che migliorano la performance.
Le conoscenze basilari del personale come la meccanica, l’elettronica, la optoelettronica, la chimica, fisica ed informatica hanno portato lo stabilimento ad avere competenze anche su nuovi sistemi d’arma non convenzionali. Tra i tanti, c’è il sistema di puntamento dell’obice FH70, gestito dal computer, che ha visto la prima fase di ammodernamento proprio al Polo piacentino.

“Dobbiamo essere – spiega il Brigadier Generale – sempre più vicini alle esigenze dei reparti. Siamo decisivi e funzionali alle Forze armate, come ha detto anche il capo di Stato maggiore dell’Esercito, il generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello”.

La gestione del Polo di Mantenimento Pesante Nord di Piacenza, viene svolta come una grande e moderna azienda industriale cui è devoluta l’aggiornamento, la revisione e la manutenzione di molti apparati, mezzi e sistemi d’arma con un contenuto tecnologico sempre più elevato. Soluzioni migliorative che avvengono in sinergia con l’industria privata.
LA STORIA
Il 1° luglio 2011 lo stabilimento ha compiuto 100 anni.
Nel luglio del 1911 viene costituita a Piacenza l’Officina di Costruzioni di Artiglieria.
Con lo scoppio della Prima guerra mondiale la Direzione d’Artiglieria diventa anche centro di smistamento e favorisce la crescita dei settori meccanico e siderurgico.

Nel 1926 l’Officina di costruzioni d’artiglieria diventa Arsenale Regio Esercito e vive un periodo fecondo: 700 dipendenti e presa in carico della costruzione di cannoni, mortai, obici e supporti per il trasporto e la manovra dei cannoni.
Nel 1940, la sede si amplia e i lavoratori toccano le tremila unità. Nel 1944 l’Arsenale, arrivato a contare circa 4.000 operai.
Dell’antico Castello Farnesiano di Pierluigi Farnese, della seconda metà del 1500, restano tre bastioni (erano 5) i cui sotterranei sono accessibili e si possono visitare.
Negli anni, d’intesa con la Sovrintendenza alle Belle Arti, sono stati avviati e conclusi numerosi lavori di recupero e restauro tra cui: i Cavalli del Mochi, la cancellata in ferro di Palazzo Farnese e numerosi altri manufatti e opere d’arte.
I cavalli del Mochi (che rappresentano Alessandro e il figlio Ranuccio Farnese) vennero restaurati una prima volta dopo gli eventi bellici nel 1945, poi ancora nel 1984 e nel 1995, smontati e trasportati nelle officine.

Nel 1928 e nel 1940 si verificarono due incidenti mortali che causarono molte vittime.
Nel novembre del 2011 il Consiglio comunale di Piacenza ha conferito al Polo la cittadinanza onoraria.
Il PolMant, nel maggio 2025, è diventato socio onorario del Comitato di Piacenza dell’Istituto per la storia del Risorgimento italiano.
Numerose sono le aperture al pubblico in occasione di feste nazionali come pure diversi sono i contatti con le scuole e le visite organizzate dal FAI.
All’interno del Polo c’è un museo che raccoglie oggetti d’epoca e molte realizzazioni degli stessi operai, veri capolavori in legno, ferro o bronzo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

