Esercito: il 2° Genio pontieri tra i quattro d’élite Nato per superare grandi corsi d’acqua inguadabili

Di Gianfranco Salvatori

PIACENZA. Il Reggimento Pontieri non poteva che nascere a Piacenza, lungo le rive del Po.

“Un aspetto fondamentale sia per l’addestramento dei Genieri sia per la posizione baricentrica e strategica rivestita da sempre dalla Città di Piacenza sin dall’epoca della costituzione del Regno d’Italia”.

Il colonnello Daniele Paradiso è orgoglioso del Reggimento che dal 1883 è di stanza nella città al confine tra Emilia-Romagna e Lombardia, lungo il Po, e della storica caserma “Filippo Nicolai” che racchiude uno stupendo chiostro riedificato in chiave rinascimentale.

Il Reggimento oggi è un connubio di tecnologia ed efficienza ed è uno dei pochi in Europa, in ambito NATO ad avere asset e competenze per poter superare grandi corsi d’acqua inguadabili insieme con Gran Bretagna, Francia, Germania e Paesi Bassi.

Una caratteristica ben definita dal motto “Per ogni ponte una superba sfida”.

Alcuni Lince attraversano il fiume Po sul Pgm – Ponte galleggiante motorizzato (foto Gisimage)

Cos’è e cosa fa

Il Reggimento è un’unità di supporto generale al combattimento alle dipendenze del Comando Genio di stanza a Roma, a sua volta dipendente dal Comando delle Forze di supporto al combattimento.

“Siamo un reggimento di supporto generale al combattimento, un elemento abilitante in chiave NATO per una Divisione o un Corpo d’Armata” spiega il colonnello Paradiso.

Il Comandante dei Pontieri, Daniele Paradiso, osserva le operazioni notturne dell’esercitazione Argo (foto Gisimage)

I Pontieri, come tutti i genieri, hanno quattro compiti da soddisfare: garantire la mobilità, la contromobilità, la protezione (sia attiva sia passiva) e dare supporto allo schieramento delle truppe nei vari teatri operativi.

C’è, poi, il compito peculiare della specialità che è quello di superare corsi d’acqua inguadabili e di grandi dimensioni, compito che assolve con materiale da ponte galleggiante tipo PGM (Ponte galleggiante motorizzato) sia in modalità traghetto sia in configurazione ponte, da sponda a sponda.

Naturalmente, i Pontieri hanno utilizzato il ponte Bailey, oggi sostituito con il nuovo ponte su appoggi fissi Janson Panel Bridge, di cui il reparto è stato il primo a dotarsi.

Varo del Pgm dalle sponde del Po (foto Gisimage)

Fondamentale, in ambito NATO, è il supporto degli elementi abilitanti (Genio, Artiglieria terrestre e contraerei, Trasmissioni, Logistica) perché, continua il comandante del 2° Pontieri, “senza  questi assetti le forze di manovra non potrebbero svolgere il loro compito. E noi, come riconosciuto in ambito Alleanza Atlantica, siamo tra i pochi eserciti a poter superare corsi d’acqua di grandi dimensioni”.

Blindocentauro attraversano il Po sul Pgm durante un’esercitazione (foto Gisimage)

Ordinato su un Battaglione, il 2° reggimento Genio Pontieri ha diverse componenti, a partire dagli asset necessari alla navigazione fluviale come il ponte PGM, natanti e motobarche da spinta, o ai lavori sul campo di battaglia  con macchine movimento terra e autocarri a cassone fisso e ribaltabile, oltre a un plotone EOD per la bonifica di ordigni convenzionali (CMD) e improvvisati (IEDD).

Gli artificieri del 2° Pontieri operano, in Italia, su nove province di competenza tra Emilia-Romagna, Toscana e Liguria, un impegno senza sosta per garantire la sicurezza dei cittadini.

Pontieri impegnati nella realizzazione di un ponte nelle zone terremotate del Lazio nel 2016

Con un addestramento continuo del personale, il 2° Pontieri ha partecipato a numerose missioni fuori area ed è intervenuto più volte in casi di emergenze idrogeologiche.

Un compito che i genieri svolgono sin dalla loro costituzione in caso di calamità, terremoti, inondazioni, perché dispongono di mezzi specialistici che, seppur disegnati per le operazioni militari, ben si adattano anche in occasioni di somma urgenza  (cosiddetto impiego dual use).

L’impegno Fuori area

La prima missione dopo la Seconda Guerra mondiale vide il reggimento impegnato in Kosovo nel 2004, con molteplici compiti a favore della popolazione e di un Paese che aveva subito gravi danni nella sanguinosa guerra del 1999.

Ma le capacità dei pontieri sono state utili anche in Afghanistan (realizzarono diversi collegamenti viari e una base operativa avanzata (Fob). Purtroppo, il 24 novembre 2007, perse la vita in un attentato il primo maresciallo Daniele Paladini. Aveva 35 anni.

Il sottufficiale morì vicino a Kabul, nella Valle di Paghman, a causa di un attentato durante l’inaugurazione di un ponte.

Nel 2008, a Paladini la presidenza della Repubblica concesse a Paladini la Croce d’onore alla vittime di atti di terrorismo o di atti ostili impegnate in operazioni militari e civili all’estero.

Il comando della prima missione Fuori area, dalla fine della Seconda Guerra mondiale, del Reggimento in Kosovo nel 2004. Il primo a sinistra è l’allora Colonnello Paolo Coricciati (foto Gisimage)

Tuttora, gli specialisti del 2° Pontieri sono impegnati in vari teatri per svolgere lavori propri del genio e un assetto si trova oggi in Libano, sotto il Comando di UNIFIL, per incrementare le misure di protezione delle basi italiane in una fase caratterizzata da grande instabilità tra Libano e Israele.

“Oggi – riprende il colonnello Paradiso – c’è una forte esigenza operativa della specialità pontieri, anche alla luce della situazione geopolitica nel Fianco Est della NATO, una terra ricca di fiumi”.

Il Colonnello Daniele Paradiso, attuale Comandante del 2° Reggimento Genio Pontieri (foto Gisimage)

Interoperabilità

E l’addestramento non può che essere vocato all’interoperabilità con altri Paesi NATO, per condividere metodologie d’impiego anche se ognuno poi opera con i propri asset:

“Un fattore chiave per il successo nelle operazioni militari, perché nessuno oggi ce la può fare da solo” afferma Paradiso.

Riprendendo le parole del capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di Corpo d’armata Carmine Masiello, “lo strumento militare si sta trasformando adattandosi alle nuove minacce e agli attuali scenari internazionali” scandisce il comandante dei pontieri.

Il Pgm in versione traghetto trasporta alcuni veicoli durante un’esercitazione (foto Gisimage)

Anche nel Genio il termine innovazione spicca su tutti.

Un esempio è il nuovo ponte su appoggi fissi Janson Panel Bridge, in grado di superare senza pile intermedie distanze di circa 80 metri ed è percorribile da mezzi ruotati e cingolati.

Il Reggimento è stato il primo ad acquisirlo, perché soddisfa appieno i requisiti chiesti dalla NATO.

Inoltre, nell’Arma del Genio è in corso un importante processo di ammodernamento e rinnovamento delle proprie capacità in chiave di supporto al combattimento, che riguarda anche la specialità pontieri.

I Pontieri in Libano nel 2009: si ripara una strada in un uliveto danneggiata da forti piogge (foto Gisimage)

L’innovazione, però, non può prescindere dalla formazione.

A Piacenza nascono i Pontieri, provenienti dalla scuola di formazione del Genio di Roma.

Oltre a una grande esercitazione multinazionale in Germania, sul fiume Reno, Grand Crossing 2025, insieme con il Reggimento Genio ferrovieri e altri Paesi NATO (Gran Bretagna, Germania e Paesi Bassi), i Pontieri hanno partecipato anche all’esercitazione nazionale “Argo 2025”, sul fiume Po a Piacenza realizzando, in ambiente notturno, un traghetto e un ponte.

I Pontieri in Kosovo, nel 2025, impegnati in lavoro a infrastrutture civili e militari

La storia

Al di là della ricchezza artistica della Caserma “Nicolai”, il Reggimento vanta soldati illustri: su tutti, due medaglie di bronzo nella Prima Guerra mondiale: l’allora Sottotenente Paolo Caccia Dominioni (ingegnere, scrittore, storico e divulgatore delle più aspre battaglie dei soldati italiani in Nord Africa nella Seconda guerra) e il parigrado Giovanni Ponti, che negli anni divenne conosciuto nel mondo come l’architetto Giò Ponti.

I Pontieri sfilano nel piazzale della caserma, dietro di loro il monumento al pontiere che porta un’àncora: la modernità ha le radici nella tradizione

La bandiera di guerra è decorata di due medaglie di Bronzo al Valor militare e una medaglia d’Argento al Valor civile.

Nel 1983, per il centenario della costituzione, al 2° Reggimento Genio Pontieri viene concessa la cittadinanza onoraria di Piacenza.

La caserma è intitolata al tenente Filippo Nicolai medaglia d’oro al valor militare, caduto combattendo a Petrowka (Fronte russo) il 21 febbraio 1942.

“Voglio ricordare – conclude il colonnello Paradiso – i tanti genieri caduti costruendo ponti sotto il fuoco nemico o in fasi critiche lanciandosi all’assalto loro stessi come fanti dopo aver accantonato i loro arnesi di lavoro. Perché prima di essere genieri, siamo soldati”.

 

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