Esercito: il Comando delle Truppe Alpine celebra a Bolzano i 152 anni di costituzione del Corpo

BOLZANO.  E’ stato celebrato, oggi a Bolzano, il 152^ anniversario del Corpo degli Alpini  dal Comando delle Truppe Alpine.

Un momento della celebrazione dei 152 ani di fondazione del Corpo degli Alpini

Sempre oggi nel 1872  fu firmato a Napoli il decreto di costituzione delle prime 15 Compagnie dei soldati di montagna italiani.

La cerimonia commemorativa – con la messa e la deposizione di una corona sulla lapide dei Caduti – si è tenuta al Palazzo Alti Comandi ed è stata presieduta dal Generale Michele Risi, Comandante delle Truppe Alpine, con il presidente della Sezione di Bolzano dell’Associazione Nazionale Alpini Pasquale D’Ambrosio, insieme agli uomini e le donne del Comando da cui dipendono i diecimila militari appartenenti alle brigate Taurinense e Julia – di stanza rispettivamente a Torino e Udine – e al Centro Addestramento Alpino di Aosta.

Il Corpo degli Alpini è nato nel 1872 per difendere le frontiere attraverso unità snelle ma compatte e logisticamente autonome, formate da uomini già abituati alla vita ed alle fatiche della montagna.

L’addestramento consiste in lunghe marce in montagna, in condizioni spartane. Il battesimo del fuoco avviene però lontano dalle Alpi: nel 1896 un corpo di spedizione partecipa alla campagna di Eritrea. La Grande Guerra vede migliaia di Soldati di Montagna italiani battersi in prima linea sulle Alpi venete, trentine e friulane in condizioni climatiche e ambientali estreme.

Gli alpini impegnati in un’esercitazione in ambiente artico

Nella Seconda Guerra mondiale le Divisioni alpine sono impiegate su più fronti: Francia, Albania, Grecia, Jugoslavia, Unione Sovietica, dove si distinguono per valore.

L’episodio più significativo e drammatico è senz’altro la Campagna di Russia, nell’inverno 1942-1943.

Gli Alpini vengono schierati lungo il Don, in pianura. Un’imponente offensiva russa costringe l’armata italiana a ripiegare sulla difensiva, e saranno gli Alpini a proteggere lo sganciamento del grosso delle forze. Sottoposti ad un intenso fuoco nemico, le Divisioni Julia, ‘Tridentina e Cuneense subiscono perdite ingenti: interi reggimenti verranno decimati dagli attacchi dell’Armata Rossa e dal gelo dell’inverno russo, ma alla fine, la Tridentina riesce – a Nikolajewka – a vincere l’accerchiamento sovietico e ad aprirsi la strada verso Ovest.

Dopo le parentesi dell’8 settembre 1943 e della Liberazione, alla quale gli Alpini forniscono un contributo importante, le Truppe Alpine rinascono nel dopoguerra, con la costituzione delle Brigate Julia, Tridentina, Cadore, Orobica e Taurinense. Continuano lo spirito e l’addestramento di specialità in montagna: gli Alpini si ripropongono come truppe scelte che durante la Guerra Fredda entrano a far parte della forza mobile della NATO, e partecipano alla missione ONU in Mozambico nel 1992-94 con personale di leva.

Verso la fine degli anni ’90, l’Esercito evolve verso un modello professionale: viene sospesa la leva e gli Alpini sono reclutati su base volontaria a livello nazionale. I reparti contano attualmente su una forza di 10 mila unità, rappresentando una delle più moderne realtà dell’Esercito Italiano: le brigate Julia e Taurinense sono grandi unità proiettabili che, con i propri reggimenti, hanno partecipato alle principali operazioni all’estero, sotto l’egida di ONU, NATO ed Unione Europea.

Gli istruttori militari di alpinismo della Taurinense al lavoro

Con la penna nera innestata sull’elmetto, gli Alpini hanno operato in Albania, Bosnia, Kosovo, Afghanistan e Libano, per citare le missioni più importanti, oltre ad essere schierati sul fianco orientale dell’Alleanza Atlantica in chiave di dissuasione e deterrenza.

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