Esercito: Il Polo di mantenimento pesante Nord festeggia i 115 anni con cultura, solidarietà ed efficienza

Di Gianfranco Salvatori

PIACENZA. Una serata all’insegna della buona musica e della solidarietà, ai piedi di uno dei bastioni del castello farnesiano illuminato dai colori della bandiera italiana.

Così l’ex arsenale (oggi Polo di mantenimento pesante Nord) ha festeggiato i 115 anni di vita, con una serata intitolata “Piacenza e il suo Castello, accordi solidali sotto il segno dei Farnese”.

Un evento che ha visto anche l’ingresso di oltre una ventina di nuovi dipendenti che inizieranno il lavoro nello storico stabilimento piacentino, nato nel 1911.

Le autorità intonano il Canto degli italiani sul palco del Polo di mantenimento pesante Nord che ha festeggiato i 115 anni di vita (fotoservizio Salvatori)

Sul palco si sono avvicendati la banda dei Trasporti e materiali dell’Esercito, diretta dal maestro il Maresciallo Ordinario Domenico Guida, e il quintetto d’archi “Il melograno” alla sua prima apparizione.

Al termine, i due ensemble si sono uniti e, grazie alla potente voce della soprano Teresa Sparaco, hanno deliziato i tanti ospiti con brani di Morricone (splendida l’Estasi dell’oro, brano dal film Il buono, il brutto e il cattivo) e, al termine, con il Canto degli italiani.

La Banda dei Trasporti e materiali dell’Esercito con il quintetto il Melograno e la soprano Sparaco eseguono brani di Ennio Morricone

Un successo per il direttore del Polo, il Brigadier Generale Roberto Cernuzzi. Una serata che ha visto presente anche il Tenente Generale Sergio Santamaria, ispettore degli assetti capacitivi dell’Esercito, già al comando del Polo piacentino dal 2019 al 2021.

Da sinistra, il Tenente Generale, Sergio Santamaria, ispettore degli assetti capacitivi dell’Esercito e il Brigadier Generale Roberto Cernuzzi

Il risvolto, toccante, della solidarietà ha avuto il volto di Carlo Rasi, un ragazzo scomparso per un tumore a 14 anni, a cui è stata dedicata la serata.

Il papà di Carlo, Mario, lo ha ricordato con numerose immagini, sottolineando la sua ironia, la forza, il coraggio, la passione per i viaggi, la curiosità con cui ha vissuto. E una parte di lui era sul palco, perché uno dei due violoncelli del quintetto era suonato dalla sorella Vittoria.

La famiglia di Carlo ha dato vita a una fondazione che raccoglie fondi destinati all’Ospedale Rizzoli, di Bologna, per lo studio del particolare sarcoma che ha colpito il figlio.

Il ricavato va al Laboratorio di ricerca della struttura di Osteoncologia, Sarcomi dell’Osso e dei Tessuti Molli e Terapie Innovative.

Una Blindo Centauro e un Pzh 2000 esposti davanti alle officine del Polo di mantenimento pesante Nord

Cernuzzi, che ha la penna sul cappello, ha spiegato il perché dei tanti girasoli: sono dedicati a tutti gli alpini caduti, e decorati, nelle missioni internazionali.

Il Polo di mantenimento pesante dipende dal Comando logistico dell’Esercito e, dal 2015, ha alle proprie dipendenze anche il 3° Cerimant di Milano e il 15° di Padova oltre alla Serimant di Treviso.

Centro di alta tecnologia, il Polo è composto di circa 300 tecnici, tra civili e militari, sotto la guida degli ufficiali del Corpo ingegneri dell’Esercito (ingegneri e fisici).

In questo Polo si riparano i sistemi d’arma – artiglieria e veicoli da combattimento, tra cui obici FH 70, Pzh 2000, Blindo Centauro, Dardo, carri armati Ariete – e ci si occupa a 360 gradi dei componenti dei vari sistemi d’arma (scafo, motore, artiglieria), inclusi i sistemi ottici, elettronici e optoelettronici. Stretta, inoltre, la collaborazione con le industrie della difesa. Gli specialisti del Polo garantiscono l’assistenza ai mezzi nei teatri fuori area dove sono impiegati asset italiani, operando con squadre a contatto (Sac).

Durante la serata Antonio Iommelli, direttore dei Musei civici di Palazzo Farnese, ha spiegato l’origine del Castello Farnesiano, nato nel Medioevo come monastero e poi trasformatosi nei secoli – anche Napoleone lo visitò durante la campagna d’Italia – catturando l’attenzione del pubblico grazie anche a mappe foto d’epoca.

Il pubblico presente alla serata per i 115 anni del Polo di mantenimento pesante Nord

La Banda dell’Esercito, e la soprano Sparaco, hanno proposto diversi classici, mentre il quintetto ha proposto brani di Schubert.

“Una bella serata di sentimenti – ha sottolineato il direttore Cernuzzi – che ha unito ruolo istituzionale e memoria. Bisogna, però, anche divertirsi e ricordare le persone non con una lapide, ma con atti concreti che aiutino altre persone. Dico grazie al sistema Piacenza, ma soprattutto al personale, uomini e donne, che hanno reso possibile questo evento. La banda è sempre al top, incredibile il soprano: ma questo è solo un punto di partenza. C’è un format che potrà essere replicato e il Polo, come Piacenza, si candida a capitale della Cultura”.

Le mura illuminate di uno dei bastioni rimasti del Castello farnesiano

Infine, sul nuovo personale che lavorerà al Polo, il Generale Cernuzzi ha affermato che “non è la quantità, ma la passione che ci mettono. Ci sono tanti giovani. Abbiamo svolto un career day nelle scuole piacentine per spiegare le opportunità esistenti in un luogo ad alto contenuto tecnologico nel solco delle traduzioni dell’arsenale, cioè che è un futuro possibile a Piacenza, lavorando a Piacenza”.

@RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna in alto