Esercito: la “Una Acies” finalizza le conoscenze tecnico-pratiche nella pianificazione e condotta di attività addestrative. Colonnello Ivan Falasca (Scuola Sottufficiali Viterbo): “Il nostro Istituto fornisce una formazione orientata al combattimento in scenari operativi sempre più complessi”

VITERBO. Il Comando per la Formazione e la Dottrina dell’Esercito, a conclusione delle attività formative per l’ano accademico 2025-2026 degli Istituti di formazione della Forza Armata  nell’ambito delle campagne tattiche estive e delle attività addestrative d’Arma fino al prossimo 3 ottobre ha stabilito di condurre addestramenti specifici previsti dagli iter formativi, effettuati in più aree di operazioni individuate in alle d’Aosta, Trentino Alto Adige, Piemonte, Friuli Venezia Giulia, Toscana, Lazio, Umbria, Campania e Puglia.

Gli allievi si addestrano nelll’ambientamento montano

Tutte queste attività sono raggruppate in un’unica federazione di attività addestrative denominate “UNA ACIES 2026”.

Questa attività viene svolta per condurre esercitazioni prioritariamente a livello di squadra/pattuglia, plotone/sezione e secondariamente a livello di compagnia/batteria in bianco e a fuoco, anche continuative.

La “Una Acies” ha lo scopo di uniformare, standardizzare ed elevare l’addestramento e la preparazione tecnico-professionale degli Ufficiali frequentatori, degli Allievi Ufficiali e Marescialli e Cadetti delle Scuole Militari, che si trovano ancora nello sviluppo del proprio iter formativo.

Tutte le attività addestrative vengono svolte con l’obiettivo di far conseguire a tutti gli Allievi e frequentatori (Ufficiali e Marescialli a vario titolo) la capacità di svolgere le attività tattiche terrestri del combattimento offensivo e difensivo, di stabilizzazione e abilitanti (con l’ausilio dei moderni mezzi e sistemi d’arma, di simulazione alcuni ad alto contenuto tecnologico), per il futuro impiego sia sul territorio nazionale che in missioni estere in contesti NATO e multinazionali.

Report Difesa ha intervistato il  Colonnello Ivan Falasca, Comandante del Reggimento Allievi Marescialli presso la Scuola Sottufficiali dell’Esercito di Viterbo.

Colonnello Ivan Falasca, Comandante del Reggimento Allievi Marescialli, Scuola Sottufficiali di Viterbo

Comandante, in questi giorni tutti gli allievi degli Istituti di formazione dell’Esercito sono impegnati nella “Una Acies”. In particolare, quali sono le attività che gli allievi Marescialli del 28° Corso “Impeto” e del 27° corso “Volontà” stanno facendo?

Gli Allievi Marescialli della Scuola Sottufficiali dell’Esercito in questo periodo sono fortemente impegnati in una serie di esercitazioni di livello squadra/plotone, continuative a fuoco e in bianco, al fine di raggiungere gli obiettivi addestrativi stabiliti per il I (28° corso “Impeto”) e II anno accademico (27° corso “Volontà”).

In particolare, gli Allievi Marescialli del 27° corso, dopo aver conseguito il brevetto di pattugliatore scelto presso la Scuola di Fanteria e l’abilitazione al lancio con paracadute presso il Centro di Addestramento Paracadutismo di Pisa, hanno condotto una complessa esercitazione tattica, in uno scenario warfighting ovvero a partiti contrapposti, finalizzata a far acquisire la capacità di combattimento nella condotta di attività difensive e offensive del livello plotone, secondo una graduale progressione addestrativa.

L’esercitazione, sviluppata grazie al supporto del Centro Addestramento Tattico (CAT) di Monteromano, e resa ancora più realistica grazie all’impiego del Virtual Battle Space (VBS), consente, in completa sicurezza, di simulare azioni da combattimento in un ambiente addestrativo integrato di moderna concezione e testare sul campo le capacità di comando e controllo dei futuri comandanti, pronti per operare sia sul territorio nazionale sia in missioni estere a guida NATO o multinazionale.

Attività di rock drill

Per il 28° corso, invece, nel solco ormai consolidato della formula “Una Acies” che stabilisce una serie di attività confederate in varie aree addestrative nazionali, è stato un  momento per finalizzare le conoscenze tecnico-pratiche nella pianificazione e condotta di attività addestrative del livello squadra che, avvalendosi anch’esse in una prima fase del VBS, hanno previsto la condotta di una missione con inserzione in area di operazioni, avvicinamento agli obiettivi, acquisizione delle posizioni avversarie, attacco a fuoco e consolidamento in difesa della postazione.

Nel complesso, si tratta di attività addestrative di particolare rilievo, integrate e moderne, che consentono agli Allievi Marescialli di confrontarsi con contesti operativi realistici e progressivamente più complessi, rafforzando preparazione tecnica, capacità decisionale, spirito di corpo e attitudine al comando.

Rispetto agli anni passati, che novità sono state introdotte?

In linea con gli assi di sviluppo (addestramento, valori e tecnologia) individuati dal capo di Stato Maggiore dell’Esercito, le attività confederate “Una Acies” hanno visto la partecipazione attiva, fin dalla fase di pianificazione, degli assetti specialisti del 9° Reggimento Sicurezza Cibernetica “Rombo”, del 33° Reggimento Electronic Warfare e del 17° Reggimento “Sforzesca” che hanno sviluppato i principi dell’ Intelligence Driven Operations (IDO) ovvero l’integrazione delle informazioni provenienti dal campo di battaglia, gestite attraverso il nuovo sistema di Comando e Controllo “Argo” che rappresenta un elemento determinante per il processo decisionale.

Gli Allievi Marescialli, futuri comandanti di plotone e ricettori sul terreno di numerosi informazioni del livello tattico, hanno apprezzato la complessità dell’attuale campo di battaglia, orientando l’operato del plotone al rispetto dei protocolli di sicurezza cyber e garantendo, al contempo, velocità e continuità al flusso informativo in una prospettiva multi-dominio.

Questo dimostra la grande attenzione della Forza Armata verso la formazione, dove tecnologia, innovazione, dottrina e addestramento convergono in un unico percorso che prepara i futuri Comandanti ad affrontare i nuovi scenari operativi altamente digitalizzati e sempre più interconnessi.

Addestramento a lancio con il paracadute

I moderni scenari richiedono al militare una serie di conoscenze. Che tipo di formazione e di addestramento fornisce la Scuola Sottufficiali ai futuri Comandanti di Plotone?

Il percorso formativo dell’Allievo Maresciallo dell’Esercito si svolge principalmente presso la Scuola Sottufficiali dell’Esercito di Viterbo ed integra abilmente la preparazione militare, la formazione tecnico-professionale e la crescita etico-comportamentale.

L’iter, della durata di 3 anni, prevede il conseguimento della laurea in “Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali” in collaborazione con l’Università della Tuscia e coniuga la didattica universitaria con un impegnativo programma di attività tecnico-professionali, teoriche e pratiche, svolte in sede e presso i Comandi/Scuole/Centri di Specialità dell’Esercito con lo scopo di far acquisire agli Allievi Marescialli la necessaria preparazione per assolvere la funzione di comandante di plotone.

In particolare, la Scuola Sottufficiali fornisce agli Allievi una formazione da subito orientata verso la preparazione al combattimento in scenari operativi sempre più complessi, dinamici e multidimensionali.

Da un lato, gli Allievi acquisiscono competenze tecnico-tattiche sulla pianificazione e condotta di attività militari (difesa CBRN, conoscenza e contrasto agli ordigni improvvisati, armi, topografia, apparati radio e coordinamento con la terza dimensione e l’impiego dei droni) nonché procedurali e organizzative necessarie alla gestione del personale e all’impiego del plotone; dall’altro, sviluppano capacità decisionali, senso di responsabilità, leadership e attitudine al comando.

Le attività esercitative, individuali e collettive, mirano poi a rafforzare la prontezza operativa, la capacità di lavorare in squadra, la gestione dello stress e l’assunzione di decisioni in tempi rapidi.

Un corso per la difesa CBRN

Accanto agli aspetti strettamente militari, la Scuola cura anche la crescita culturale e valoriale, indispensabile per comprendere il contesto sociale, giuridico e internazionale in cui oggi l’Esercito Italiano è chiamato ad operare. I moderni scenari, infatti, richiedono comandanti non solo tecnicamente preparati, ma anche capaci di comunicare, coordinarsi con altri attori istituzionali e agire nel pieno rispetto delle norme e dei valori dell’Istituzione.

Nel futuro questi giovani dovranno lavorare con ufficiali, altri sottufficiali, con graduati e con la truppa. Come li preparate?

Prepariamo i giovani Allievi innanzitutto a comprendere che il Maresciallo dell’Esercito è una figura storica, centrale e fondamentale all’interno dell’organizzazione militare in quanto raccordo sinergico tra il livello dirigente e il personale inquadrato nei plotoni operativi.

Pertanto, dovrà saper collaborare con gli Ufficiali, coordinarsi con gli altri Sottufficiali, guidare i Graduati e dialogare in modo efficace con la nuova generazione di giovani che scelgono di arruolarsi nelle fila dell’Esercito (VFI).

Una postazione difensiva

Per questo la formazione non è soltanto tecnica, ma anche caratteriale, etica e relazionale.

Gli Allievi Marescialli vengono educati al rispetto della gerarchia, ai valori di disciplina, onore e lealtà verso l’Istituzione, all’esercizio continuo e progressivo del comando quale capacità di assumere decisioni ponderate per il bene del Paese.

Accanto allo studio delle materie professionali, svolgono quindi anche attività pratiche per lo sviluppo attitudinale, nelle quali imparano a lavorare in squadra, a comunicare correttamente, a gestire situazioni complesse e a esercitare una leadership equilibrata, fondata sull’esempio più che sull’autorità formale.

L’obiettivo è formare Sottufficiali capaci di guidare responsabilmente il personale alle dipendenze, in modo autorevole e mai autoritario, profondi conoscitori delle dinamiche umane e pienamente coscienti della responsabilità a loro affidata per il conseguimento della missione dell’Esercito: preparare al combattimento il plotone assegnato, sperando che questa eventualità non debba mai verificarsi.

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