Esercito, “LARAN 2019”: testata con ottimi risultati la piattaforma BV206

Di Giusy Criscuolo

Poligono di Monteromano (Viterbo). Si è conclusa, due giorni fa, l’esercitazione “LARAN 2019”, dove la Brigata Alpina TAURINENSE, è stata proiettata in uno scenario full spectrum, con tutte le componenti pluriarma di cui è dotata.

Il Comandante delle Truppe Alpine incontra gli Alpini e i Dragoni della Taurinense – Credits ESERCITO

Oggi è stata verificata – in maniera più che soddisfacente – la capacità delle Truppe Alpine di sapersi adattare ai moderni scenari strategici, totalmente diversi dalla tradizionale tipologia di impiego degli Alpini” ha dichiarato al termine dell’esercitazione il Generale Davide Scalabrin, Comandante della Brigata Taurinense “La capacità di movimento e di combattimento in montagna, insieme alle esperienze e alle professionalità che ne derivano, restano comunque essenziali sia dal punto di vista tecnico sia mentale, rendendoci ancora più in grado di adattarci con flessibilità ed efficacia ad ogni tipo di missione”.

 1° Rgt Artiglieria da Montagna durante il fuoco – Credits Giusy Criscuolo

Una compagnia del 3° Reggimento Alpini di Pinerolo, rinforzata da elementi del reggimento Nizza Cavalleria (1°) di Bellinzago Novarese, del 1° Artiglieria terrestre (da montagna) e del 32° Genio Guastatori di Fossano, sostenuti nella fase di movimento e di schieramento dal Reggimento Logistico di Rivoli, si sono esercitati in un ambiente differente dalle montagne piemontesi.

Ciò che è stato evidenziato con questa attività, è che le Truppe Alpine sono capaci non solo di muoversi e combattere in montagna, ma sono anche in grado di soddisfare le richieste dei teatri operativi dove sono pretese competenze aggiunte.

VB206D6 in movimento – Credits Giusy Criscuolo

Come? Utilizzando ciò che le Truppe hanno a disposizione e in primis il BV206 S7. L’impiego del BV206 non è prettamente da neve, ma può essere sfruttato in qualsiasi tipo di terreno e a differenza di molti altri mezzi blindati ed è in grado di muoversi ovunque, in particolare dove altri mezzi non arrivano.

Sfruttando al massimo le sue capacità è in grado di percorrere crinali che raggiungono pendenze fino a 45°. Questo significa che il blindato può arrivare al 100% delle sue capacità verticali in terreni particolarmente ripidi e difficilmente raggiungibili. Questa piattaforma non è stata solamente impiegata come mezzo tattico per il trasporto del personale, ma per la sua blindatura, per la sua potenza di fuoco ha dimostrato di poter essere utilizzato al meglio dalla Brigata TAURINENSE, riuscendo a soddisfare esigenze che possono nascere in altri territori, venendo adoperato come veicolo da combattimento vero e proprio, in grado di dare supporto alle truppe leggere una volta appiedate.

La versatilità del BV206 su ogni tipo di terreno – Credits ESERCITO

Unitamente al blindato, per la potenza di fuoco è stato deciso di reintrodurre e reimpiegare, a distanza di 15 anni, il “cannone d’assalto” Obice 105/14, che ha dimostrato la sua estrema flessibilità. E’ stato evidenziato come in situazioni di JAMMING (azioni di disturbo elettromagnetico) o in situazioni in cui la parte elettronica potrebbe essere uno svantaggio anziché un vantaggio, questo pezzo di artiglieria non particolarmente evoluto, può essere altamente utile allo scopo di impiego richiesto. Uno strumento in più che l’arma base può avere.

Il 105/14 grazie alla sua capacità di impiego in tiro diretto e indiretto, come abbiamo avuto modo di vedere durante l’esercitazione, è risultato essere fondamentale per delle Unità Alpine come quelle della Brigata TAURINENSE, permettendo di porre in evidenza la sua flessibilità.

Il BV206S7 base di fuoco per le truppe a terra – Credits ESERCITO

La trainabilità e la capacità di muovere il 105 su qualsiasi tipo di terreno, grazie all’impiego del BV206, ne ha reso più semplice l’utilizzo. Questo pezzo di artiglieria perfettamente aderente sul terreno, facilmente trasportabile, elitrasportabile e aviolanciabile, ha inoltre dimostrato di poter essere impiegato come supporto di fuoco in situazioni in cui altre piattaforme o altri sistemi di artiglieria (come i sistemi controcarri) non sono di facile impiego, proprio per la natura stessa del terreno.

Operatori in fase di smantellamento postazione – Credits Giusy Criscuolo

Come ci è stato spiegato, un Blindo Centauro in certe circostanze non riesce ad essere aderente, come per esempio su un terreno altamente fangoso. La dimostrazione pratica è avvenuta durante l’esercitazione nel penultimo giorno, che ha visto le compagini militari esercitarsi sotto grandi acquazzoni e in condizioni climatiche non del tutto favorevoli. Questo ha permesso di testare ulteriormente la piattaforma BV206 dimostrando come il 105/14 a traino del blindato sia perfettamente aderente alle Truppe e all’arma base, riuscendo a dare un supporto di fuoco immediato.

La mobilità dell’obice da 105 trainato da BV206D6 – Credits ESERCITO

La “LARAN 2019” è stata un’attività federata che ha sincronizzato e combinato esercitazioni multiple minori come: la SCORPIONE 4/19, RESOLUTE MOUNTAIN SCOUT, BALISTA 19, FRENIR 19, METIS 19. L’esercitazione della durata di circa 48 giorni si è svolta al Poligono di Monte Romano in uno scenario warfaiting caratterizzato da terreno complesso. L’obiettivo è stato quello di combinare attività tattiche a livello complesso minore pluriarma di tipo offensivo/difensivo/abilitante per incrementare la capacità di manovrare con flessibilità su tutti i tipi di terreno impiegando i mezzi e i sistemi d’arma caratteristici delle unità alpine.

La “LARAN 2019” ha richiesto l’impiego di 470 militari, 1350 metri lineari di mezzi e materiali su convogli ferroviari, 73 MEZZI TATTICI e 42 MEZZI LOGISTICI.

Zona gestita dal Reggimento Logistico “Taurinense” – Gli operatori mentre in fase di manutenzione motore Blindo Centauro – Credits Giusy Criscuolo

Lo sforzo logistico utilizzato per questo tipo di attività è stato ragguardevole. Anche l’utilizzo dei 1.350 metri lineari di convoglio (3 treni per una lunghezza complessiva di 1 Km e 300 metri circa), è stato per i militari della Brigata TAURINENSE un ulteriore esercizio.

Il tutto nell’ottica dell’autonomia e dei possibili impieghi. Ciò ha permesso ai militari di comprendere di essere in grado di potersi spostare da una sede come quella abituale alpina del Piemonte in altri tipi di terreni e zone come quelli di Monte Romano nel Lazio.

Gli uomini della Brigata giunti sul posto hanno avuto modo di montare un campo logistico perfettamente avanzato e altamente funzionale. Questo ha permesso loro di testarsi sul terreno come fossero in una reale situazione fuori dai confini patri, preparandoli a vivere e superare al meglio tutte quelle che potrebbero essere le future difficoltà in una reale Missione estera.

Accampamento gonfiabile dotato di tutti i servizi necessari – Credits Giusy Criscuolo

Grazie anche all’alta preparazione dei militari, che hanno prestato servizio nel campo logistico, sono stati effettuati oltre un centinaio di interventi sui mezzi utilizzati nella “LARAN”.

In questo specifico caso, il Reggimento Logistico “Taurinense” ha dimostrato autonomia ed eccellente operabilità, sottolineando la grande capacità di effettuare il ripristino e il mantenimento dei mezzi. Peculiarità, queste, richieste ad un’attività dura e severa come quella di Monte Romano, dove c’è la necessità di avere un’efficienza dei mezzi assolutamente elevata.

Sempre grazie all’utilizzo della piattaforma BV, è stato possibile testare un’altra grande novità legata alle attività Esploranti di Cavalleria, che hanno evidenziato come sia possibile mantenere il ritmo dell’azione al pari dell’Unità di Fanteria.

Sistemi d’arma controcarri del 3° Alpini – Credits ESERCITO

Per poter arrivare alle capacità acquisite nella “LARAN”, si è partiti nel secondo semestre del 2018 con un’attività concettuale, che ha permesso attraverso dei working group di analizzare le peculiarità della Brigata, comprendendo come sviluppare a pieno le proprie capacità, rimanendo sempre aderenti allo scenario globale a cui sono invitati a partecipare.

Attraverso questo si è sviluppata una seconda fase propedeutica che ha permesso di avvicinarsi al Target per step. Sia con il fine di poter portare anche il personale ad operare in simbiosi integrata, sia attraverso un processo di familiarizzazione con sistemi d’arma come con il 105/14.

In questo contesto è stato anche permesso alle unità di Cavalleria di poter utilizzare la piattaforma BV206, permettendogli di arrivare preparati e pronti all’impiego.

Soldatessa 1° Rgt Artiglieria da Montagna – Credits Giusy Criscuolo

Il tempo tecnico per preparare gli artiglieri all’utilizzo dell’obice è stato di due mesi a Fossano, dove i militari hanno preso familiarità con il pezzo di artiglieria grazie anche alla professionalità di Comandanti che avevano già utilizzato in passato il mezzo di fuoco. Di fatto, negli ultimi due giorni dell’attività, gli obice impiegati a Monte Romano hanno fatto la loro prima scuola tiro dopo 15 anni di inattività (maggio del 2004). Il caso ha voluto che che a sparare il primo colpo sia stata una soldatessa. Il lavoro è stato effettuato su obiettivi già noti. Essendo questi ultimi già registrati, gli operatori non hanno avuto la necessità di fare tiri di accertamento, ma si sono limitati a lavorare su tiri di efficacia avendo già a loro disposizione le coordinate del Target.

Grazie all’alta preparazione delle compagini militari, presentate con grande onore e soddisfazione dai rispettivi Comandanti, abbiamo avuto modo di osservare le grandi capacità in essere alla Brigata TAURINENSE.

Blindo Centauro del Nizza in azione – Credits ESERCITO

Abbiamo assistito ad attività di disturbo di postazioni nemiche effettuate dal 3° reggimento Alpini, alla ricognizione di un plotone di Cavalleria che ha condotto attività di ricognizione e di bonifica dell’area, alla presenza di forze soverchianti poste in profondità, che hanno reso il plotone esplorante oggetto di fuoco.

Grazie all’utilizzo di un monocolo e binocoli altamente performanti, è stato possibile osservare a 2 km circa di distanza, che il plotone mandato in avanscoperta, non avendo le forze di fuoco per neutralizzare le unità soverchianti, ha ripiegato con delle sequenze di fuoco-movimento al fine di ritirarsi su posizioni favorevoli.

Target: essere scavalcato da un Plotone di Fanteria già presente sul posto.

La nuova manovra sperimentata è stata quella dei Plotoni Esploranti montati sui BV206, piattaforma utilizzata per la prima volta per quelli che sono definiti esploratori blindo leggeri, i quali a loro volta sono stati accompagnati a distanza dai Blindo Centauro.

Questo binomio perfettamente riuscito, ha implementato la piena integrazione del Reggimento Nizza Cavalleria nell’ambito della Brigata Alpina TAURINENSE e delle Truppe Alpine.

Questo di Monte Romano è stato il momento culmine di questo anno di preparazione e ha permesso di dare massimo risalto a questo tipo di attività.

“Sempre legati alle tradizioni, ma con lo sguardo al futuro”

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