ESERCITO: SPECIALE MARTE 02/2020, 36 ore da Diavolo Giallo

Di Giusy Criscuolo

Bracciano (Roma)-  nostro servizio particolare. “AMAT VICTORIA CURAM” … Il successo ama la preparazione e questo ce lo hanno dimostrato i Diavoli Gialli durante l’Esercitazione “Marte 02/2020” conclusasi lo scorso 31 luglio e atta a verificare la preparazione e la prontezza del 185° Reggimento Artiglieria Paracadutisti “Folgore”. Capacità altamente operative ed elevate, richieste come standard dall’Esercito Italiano e ampiamente dimostrate durante la valutazione delle singole competenze.

Alcuni dei Diavoli Gialli durante la vestizione prima del lancio – Credit Giusy Criscuolo

Le esercitazioni “Marte” sono verificate almeno 2 volte l’anno e servono per appurare tutte le competenze operative in essere al Rgt, che nasce come unità di supporto di fuoco della Brigata paracadutisti “Folgore”.

Questa appena conclusasi è una combat rediness evaluetion (CREVAL) di 36 ore ininterrotte, che mi ha vista accanto ai paracadutisti artiglieri del 185° Reggimento “Folgore”, senza sconti e senza facilitazioni. Coinvolta a 360° come un Diavolo Giallo. Per comprendere non basta osservare ma è necessario vivere e provare sulla propria pelle cosa significa mantenere questo alto grado di preparazione e di operatività.

Durante l’imbarco sul CH47-C – Credit 185° RgtA Paracadutisti “Folgore”

Viene da se che è necessario possedere una base di allenamento improntato almeno su protocolli funzionali, oltre ad una buona base di autocontrollo e motivazione senza le quali non sarebbe possibile sostenere lo sforzo psicofisico richiesto durante la valutazione. Valutazione che non viene fatta a caso, ma che ricrea una situazione reale all’interno della quale tutti i paracadutisti devono essere in grado di saper rispondere al 100% alle singole capacità su cui il Rgt e l’Esercito Italiano hanno investito per la preparazione dei singoli specialisti.

In questo specifico caso l’attività addestrativa si è mostrata in linea con le capacità operative richieste alle aviotruppe.

La prima sortita del 185# Rgt Artiglieria Paracadutisti “Folgore” – Credit Giusy Criscuolo

Il giorno antecedente l’inizio dell’Embedded, sono stata briffata dal Comandante dei Diavoli Gialli, il Col. Mauro Bruschi, ufficiale altamente qualificato e di ampia esperienza sul campo, che lo ha visto coinvolto nel passato in Teatri operativi con DEFCON (Defence Readiness Condition) di livello elevato. Si capisce da subito che non sarà una passeggiata, perché vengo immediatamente trattata come una di loro. Al briefing di presentazione del 185° Rgt Artiglieria paracadutisti “Folgore”, si sussegue l’esposizione del piano di lavoro che verrà svolto da lì alle successive 36 ore.

Senza possibilità di errore, vengo continuamente interrogata sulle procedure spiegate 10/15 minuti prima, questo per evitare di dimenticare ciò che i Diavoli Gialli, ed io con loro, si appresteranno ad eseguire.

Razione K – La spazzatura prodotta si mette in un sacchetto e si ripone nello zaino fino a missione finita – Credit Giusy Criscuolo

Un calo di attenzione, una semplice dimenticanza o un’ipotetica mancanza di capacità di adattamento potrebbe rende la mia presenza un peso per la valutazione reale del Rgt.

Una proiezione tridimensionale, predisposta su un lembo di prato adiacente ad un fabbricato della caserma, mostra quello che sarà il percorso e l’obiettivo che dovremo raggiungere. Ampiamente e dettagliatamente studiato su mappa è stato riprodotto in piccola scala su terreno. Il tutto sarà reso ancor più complicato per l’uso delle mascherine nel rispetto delle norme e per il contenimento del Covid-19.

Prima sortita 185° Rgt Artiglieria Paracadutisti Folgore – Credit Giusy Criscuolo

Lo spostamento all’alba avviene su un mezzo Lince, direzione Montericcio. Qui avrà inizio l’inserzione attraverso aviolancio in modalità full equipped. I paracadutisti del primo turno sotto il sole cocente e con mascherine indossate iniziano la vestizione per un totale di 50/55 kg a uomo (senza contare che a volte il peso può raggiungere 60/70 kg il tutto dipende dal peso del paracadutista, dalle armi, dallo zaino e dalla missione).

Per Marte 02/2020 l’equipaggiamento utilizzato era quello medio, per muovere, vivere e combattere per 36 ore.

Inserzione con paracadute – Credit 185° RgtA Paracadutisti “Folgore”

Nell’attesa che arrivasse il velivolo per l’aviolancio, mi è stato spiegato il funzionamento della piccola stazione meteo portatile, come viene preparato il campo per l’atterraggio e quali sono i passaggi utili a comprendere quando è il momento giusto per saltare.

Un altro passaggio obbligato per capire l’immane lavoro che c’è dietro al lancio (atto finale del lavoro di aviolancio ma iniziale dell’operazione) è attraverso la postazione radio, senza la quale non sarebbe fattibile alcun movimento.

Il silenzio viene interrotto dall’arrivo dell’elicottero CH47-C, che segna l’inizio delle operazioni. Il velivolo ad ala rotante fornito dal 4º Reggimento “Scorpione” di Viterbo, fa un paio di giri di ricognizione e poi atterra non distante dal campo. La rampa si apre e vengo accompagnata verso l’area di lancio. Siamo sotto un sole cocente e la velocità con cui ruotano le pale aumenta il calore. Sembra di stare in una fornace.

Il Comandante Col. Mauro Bruschi durante la pianificazione speditiva prima dell’infiltrazione – Credit Giusy Criscuolo

Il Maggiore che mi accompagna mi avvisa di mantenere lo sguardo basso e di non alzare la vista. Arrivata sul CH47-C gli specialisti del 4° Rgt “Scorpione” mi hanno spiegato come muovermi durante i lanci, assicurandomi al primo sedile di sinistra guardando fuori dal portellone. Per poter immortalare i momenti del lancio senza creare intoppi ho atteso il loro ok per procedere.

A seguito dell’aviolancio assieme agli uomini e alle donne, del 185° Artiglieria Paracadutisti, che sono poi stati suddivisi in gruppo Alfa (dove ero impiegata) e Bravo, abbiamo effettuato una pianificazione speditiva che ha previsto un’infiltrazione appiedata di pattuglia per un totale di 12km in 36 ore, effettuata su dislivelli che variavano da 190 a 250 mt di pendenza con carico sulle spalle.

Inizio Infiltrazione gruppo Alfa – Credit Giusy Criscuolo

Per la valutazione delle capacità operative, sono state effettuate prove di BLSD (Basic Life Support and Defibrillation) per il quale ho avuto più facilità grazie all’abilitazione di primo soccorso, TCCC (Tactical Combat Casualty Care) che mi è stato spiegato e che ho ampiamente visto effettuare per poterlo riprodurre come fossi una di loro con la tensione delle tempistiche da loro dettate (una sorta di corsa contro il tempo come in una necessità reale, mantenendo calma e sangue freddo). Sono state inoltre utilizzate procedure radio per la comunicazione in tempo reale (su linee temporali prestabilite) sulla posizione del plotone in movimento e per l’invio di MEDEVAC (Medical Evacuation) e Call For Fire, nonché sessioni di MCM (Metodo Combattimento Militare) con il quale mi sono misurata dopo una notte insonne e senza poter rifiutare l’ingaggio.

Comunicazione radio su coordinate durante una breve sosta – Credit Giusy Criscuolo

Il tutto terminato dai Diavoli Gialli con l’utilizzo delle armi portatili e con attivazioni in ambiente CBRN (Chimico, Biologico Radiologico e Nucleare). Quest’ultima, all’interno dell’esercitazione, è risultata un elemento a sorpresa che ha visto i militari pronti alla risposta, con vestizione tattica per l’occorrenza sotto i quasi 40° della mattinata inoltrata. (Come accennato in precedenza in base allo studio della missione si può comprendere che tipo di pericoli possono essere calcolati. Quindi, anche se non vi è una certezza ma un solo dubbio che i nostri uomini possano incappare in pericoli CBRN, vengono comunque dotati di tutta l’attrezzatura necessaria per la sopravvivenza e la riuscita. Da qui, anche il variare del peso nello zaino). Loro sapevano quale era l’obiettivo, ma non conoscevano ciò che stava per accadere.

Durante il controllo della mappa i Diavoli Gialli attendono ordini prima di riprendere la marcia – alle spalle già 10h – Credit Giusy Criscuolo

Dall’inizio dell’infiltrazione guidata dal Comandante, il Col. Mauro Bruschi abbiamo effettuato brevi pause per un veloce rifocillamento, obiettivo raggiungere la zona di occultamento per il bivacco notturno, organizzato su turnazioni per il controllo dell’area durante le ore di riposo e seguito da un ricondizionamento per l’esfiltrazione che ci ha visto il giorno seguente in arrivo al poligono.

Lì si è proceduto con attività a fuoco di tiro con l’impiego di armi portatili (ARX160 e PB92 FS). I Diavoli Gialli si sono cimentati nel tiro operativo inserito in un circuito che comprendeva situazioni di pericolo e minacce da dover affrontare e neutralizzare, il tutto utilizzando anche procedure che prevedono l’impiego del metodo di combattimento militare. Obiettivo rastrellare e liberare la zona da eventuali presenze ostili.

Comunicazione MEDEVAC – Credit Giusy Criscuolo

Come già accennato in precedenza, il 185º reggimento artiglieria paracadutisti “Folgore” è l’unità di supporto di fuoco della Brigata paracadutisti. Fedeli al motto “Come Folgore sempre e dovunque”, come ogni Rgt ha un proprio motto interno che rimane in linea con l’impiego di aviotruppe, pronte ad essere impiegate in ogni possibile scenario.  I Diavoli Gialli hanno adottato come loro motto interno una citazione di Marco Aurelio: “Amat Victoria Curam” che tradotto significa “La Vittoria ama la cura” o “Il successo ama la preparazione” il tutto legato all’intraprendenza dei paracadutisti unitamente alla meticolosità degli artiglieri.

MCM con RED MAN – Credit Giusy Criscuolo

Ciò che è stato accennato, sarà ampiamente ripreso in uno speciale che verrà pubblicato nella terza uscita cartacea di Report Difesa, prevista per il mese di settembre. Un racconto dettagliato, un reportage di foto e aneddoti, legato ad un Embedded vissuto in tutto e per tutto a 360° senza sconti. Messa in difficoltà per comprendere la fatica e la professionalità espressa da un Rgt come il 185° Rgt Artiglieria Paracadutisti “Folgore”. Esperienza unica nel suo genere. Sono riuscita a comprendere molti aspetti e lati umani di uomini e donne che credono nel giuramento effettuato e nella Bandiera per cui ogni mattina intonano l’Inno Nazionale. Ci sono dei valori profondi, che in mezza giornata non posso venire fuori e capacità professionali che a raccontarle senza viverle, a volte, non sono credibili. Il radicamento sul territorio, il loro impegno civile, sociale oltre che professionale (anche con strade sicure), mi hanno attenzionata su un mondo fatto di legami umani e familiari che sfatano qualsiasi obsoleta diceria.

“Come Folgore sempre e dovunque”

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