Estonia: in arrivo armi ad aria compressa e nuovi idranti per la Polizia di Frontiera. Monitorati gli incidenti di piazza e l’immigrazione clandestina

TALLINN. Anche la Polizia di Frontiera estone punta a innovare  l’equipaggiamento del suo personale.

La Police and Border Guard Board (PPA) sta infatti acquisendo armi ad aria compressa per gestire meglio eventuali scontri di piazza su larga scala.

Agenti della Polizia di frontiera estone

Questo tipo di armi, ha ragionato la Forza di Polizia, offre un’alternativa meno all’utilizzo dei proiettili di gomma.

Le armi ad aria compressa saranno utilizzate solo dalle unità di pronto intervento e delle squadre antisommossa.

E’ stato emesso un bando per l’acquisizione di arm per un valore fino a 500 mila euro, nei prossimi 4 anni.

Le prime dovrebbero arrivare .già l’anno prossimo.

Oltre alle armi ad aria compressa è previsto anche l’acquisto di altri idranti

Esempi accaduti nel passato quali  le rivolte della Notte di Bronzo o l’attacco ibrido al confine tra la Bielorussia e la Lituania, dove un gran numero di immigrati clandestini tentò di attraversare il confine contemporaneamente.

Nel primo caso, va ricordato quanto accadde nel 2007.

Era stato deciso il trasferimento del Soldato di Bronzo, un memoriale della Seconda Guerra mondiale.

Molti estoni lo vedevano come un simbolo dell’occupazione sovietica, e, invece, per la numerosa comunità russa rappresentava un importante ricordo della vittoria contro la Germania nazista.

Il Governo, sostenendo una decisione presa in seguito alle elezioni, continuò per la sua strada.

Furono fatti i preparativi per il trasloco della statua e per riesumare le spoglie ad essa associate,.

Ma scoppiarono disordini.

Ci furono notti di rivolte, dopo le quali il Memoriale fu spostato al Cimitero delle Forze di Difesa di Tallinn.

Un episodio che ha segnato la memoria e le identità presenti nel Paese baltico.

L’altro episodio, citato dalla Polizia di frontiera estone, è quello relativo al passaggio in modo clandestino, accusa ancora Tallin, di migranti attraverso i confini polacco, lettone o lituano, favorito dalle autorità bielorusse e dalle locali Guardie di frontiera.

 

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