EVENTI: L’OMAGGIO DI CASTELLABATE ALLA GLORIOSA “FIRST SPECIAL SERVICE FORCE” DEGLI STATI UNITI

CASTELLABATE (SALERNO). Chi non conosce, almeno tra gli studiosi della storia della Seconda Guerra mondiale, le gesta della gloriosa “First Special Service Force” (“F.S.S.F.”), composta da soldati americani e canadesi, cui si debbono alcune delle più valorose imprese della “Campagna d’Italia”, fra le quali la battaglia di Cassino e la liberazione di Roma?

Campagna di Punta Licosa – Esercitazioni con la mitragliatrice

Meno conosciuta è, invece, una pagina molto importante che la “F.S.S.F” scrisse a Santa Maria di Castellabate, in provincia di Salerno, ove la formazione si addestrò segretamente, durante l’estate del 1944, in vista dello sbarco Alleato in Provenza, il 15 agosto dello stesso 1944.

Lo scorso 18 maggio, grazie all’indefessa opera portata avanti dal Prof. Gianni Blasi, il famoso storico che da anni rappresenta in Italia la “First Special Service Force”, abile organizzatore di eventi e guida espertissima nei siti ove la “F.S.S.F.” combatté, i familiari di alcuni dei membri della famosa “Brigata del Diavolo” sono giunti nel Cilento, onde visitare i luoghi ove i loro genitori o nonni si erano addestrati, prima di affrontare la morte, in Francia.

Una casina di Punta Licosa trasformata in sede provvisoria del Comando della FSSF

Per tale circostanza si è tenuta la “Giornata internazionale dei figli dei reduci”, promossa dal Comune di Castellabate, unitamente al Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni e, soprattutto, dall’Associazione Artistico-Culturale “Giuseppe Ripa”.

L’iniziativa ha voluto non solo ricordare gli eventi storici, dopo 82 anni, ma anche rinsaldare i legami tra il territorio Cilentano e il Nord America: legami nati già durante le operazioni di sbarco (settembre 1943) e che furono mantenuti sino alla fine della guerra, confermando così l’affetto e la riconoscenza dell’Italia ai suoi liberatori.

L’evento ha visto i saluti del sindaco di Castellabate, Architetto Marco Rizzo e del Vice Console degli Stati Uniti d’America a Napoli, Michael Bonopartis.

Sono poi seguiti gli interventi del Prof. Giovanni Blasi, referente Italia della “First Special Service Force”, di  John Hart, presidente dell’Associazione “F.S.S.F.” Canada, dell’Architetto Giuseppe Ianni, presidente della “Associazione Giuseppe Ripa“, e, infine, del Colonnello Gerardo Severino, storico militare, membro del Comitato di Redazione di questo giornale.

La prima parte si è conclusa con la consegna ai familiari dei veterani di un apposito “Diploma d’Onore”, istituito dallo stesso Comune di Castellabate.

Da sx. l’Arch.Giuseppe Ianni, il Prof. Gianni Blasi, il sindaco Rizzo e il Vice Console Bonapartis mentre ascoltano il dicorso del presidente FSSF John Geoffrey Hart

Nel pomeriggio, nel salone d’onore di “Villa Matarazzo”, oggi gioiello del Parco Nazionale del Cilento, ma che dal settembre 1943 e sino alla fine della Seconda guerra mondiale fu la sede del Comando Alleato a Castellabate, alla presenza del presidente del Parco Nazionale del Cilento, Giuseppe Coccorullo, del sindaco Rizzo, di autorità civili e delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma, il Colonnello Severino ha tenuto una conferenza storica, ricordando la presenza dei “Diavoli Neri” a Santa Maria di Castellabate, le procedure e i luoghi dell’addestramento, ma anche le fasi che condussero quei giovani soldati Americani e Canadesi in Francia.

Nella mattinata, proprio a tal proposito era stato presentato, sempre nell’aula Consiliare del Comune di Castellabate, il prezioso libro realizzato dallo stesso Colonnello Severino, edito dal Comune, dal titolo “Castellabate e gli Alleati. Dall’operazione Avalanche alla First Special Service Force (settembre 1943 – agosto 1944”.

Il libro realizzato per l’occasione del Colonnello Severino

La cerimonia si è conclusa con lo scoprimento di una lapide marmorea dedicata alla presenza a Castellabate della “F.S.S.F.”, donata dall’Associazione “F.S.S.F. Italia”.

Nei vari discorsi ufficiali, così come negli scambi interpersonali fra i familiari, le autorità e la folta cittadinanza intervenuta è emersa la straordinaria importanza che eventi del genere possono e debbono rivestire, nell’ambito non solo della salvaguardia della memoria, volendo giustamente ricordare e riconoscere quanto fecero gli Alleati per la nostra libertà, ma anche a favore di quel sempre più crescente e necessario desiderio di pace, di distensione e di reciproco rispetto fra gli Stati e i popoli: desiderio purtroppo ancora oggi seriamente minacciato da guerre e conflitti di vario genere.

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