FCAS al capolinea: Berlino guarda al GCAP. L’asse franco-tedesco è ormai svanito

Di Fabrizio Scarinci

BERLINO/PARIGI/MADRID. Dopo una lunga fase di crisi, il famigerato programma FCAS (Future Combat Air System), con cui Francia, Germania e Spagna avrebbero cercato di lavorare insieme al fine sviluppare un sistema di combattimento aereo di sesta generazione, sembrerebbe essere definitivamente arrivato al capolinea.

Un mock-up del Future Combat Air System presentato nel 2019 al salone Le Bourget – Credit – Ibex73

A riportare la notizia sarebbe stato “Politico”, al quale fonti vicine all’Eliseo avrebbero specificato come le probabilità di un fallimento del progetto sarebbero, al momento, di gran lunga maggiori rispetto a quelle di un suo rilancio.

A provocare tale “débâcle” sarebbero stati, in maniera particolare, i vari dissidi emersi nel tempo con riferimento alla suddivisione del lavoro industriale, di cui, secondo quanto riportato alcuni mesi fa, Parigi si sarebbe addirittura spinta a pretendere l’80%.

Una richiesta a dir poco assurda dietro la quale sembrerebbe celarsi la ben nota preoccupazione della Francia riguardo all’impatto che il riarmo tedesco potrebbe avere sugli equilibri del vecchio continente.

Una preoccupazione che, nel corso degli ultimi anni, avrebbe, peraltro, investito anche il programma MGCS, lanciato da Berlino e Parigi allo scopo di realizzare un nuovo MBT.

Qualora il programma FCAS naufragasse in maniera definitiva, a rimetterci in misura maggiore nel breve e medio periodo sarebbero, senza dubbio, Francia e Spagna, che, oltre a non disporre di nessuna piattaforma di combattimento aereo di quinta generazione, sembrerebbero anche non avere nessun piano di acquisizione in tal senso.

Diverso è, invece, il caso della Germania, che, nel 2022, dopo svariati anni di esitazione, ha scelto di acquistare un lotto di 35 F-35A Lightning II, a cui presto potrebbero aggiungersene altri.

Stando a quanto riportato, inoltre, Berlino starebbe vagliando da tempo altre possibilità, tra cui quella di entrare nel programma GCAP, con cui Regno Unito, Italia e Giappone stanno portando avanti lo sviluppo di un proprio sistema di combattimento aereo di sesta generazione.

Una prospettiva, quest’ultima, di cui il Cancelliere tedesco Friedrich Merz e il Presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni avrebbero discusso nel corso del loro ultimo incontro a Roma.

Com’è facile immaginare, l’impatto di un simile cambio di “squadra” da parte della Germania sarebbe a dir poco enorme; sia sul piano industriale, con il programma GCAP che godrebbe, a questo punto, di risorse finanziarie davvero paragonabili a quelle dei maggiori progetti americani o cinesi, sia sul piano politico, laddove verrebbe data un’ ulteriore “picconata” al cosiddetto “asse franco-tedesco”, elemento cardine, da svariati decenni, del processo di integrazione del vecchio continente.

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