ROMA. Domani a Ciampino (ore 9,00 – Via Enzo Ferrari 37) si terrà il Training Camp Jackals.

Un appuntamento che prevede un mercatino di articoli militari, uno stage di difesa femminile, un torneo 3 contro 3 di soft air e una raccolta alimentare per beneficenza.
L’evento è stato organizzato dall’ASD Jackals com l’Associazione nazionale del Fante.
Report Difesa ha intervistato Pasquale Trabucco, vice presidente nazionale dell’Associazione e presidente del Comitato nazionale 4 Novembre.

L’Associazione Nazionale del Fante di Roma Capitale ha organizzato il Training Camp Jackals. Con quali obiettivi?
L’idea nasce da una riflessione che, come vice presidente nazionale, ho condiviso con il presidente nazionale della nostra associazione Gianni Stucchi e con la Giunta nazionale.
Gli proposi di avvicinare il mondo del softair alla nostra Associazione, perché vi avevo intravisto un’importante opportunità per parlare ai giovani e trasmettere loro i valori della Fanteria.
È una convinzione che porto avanti da tempo. Già in un’intervista rilasciata al quotidiano La Verità il 2 settembre 2022 proponevo un “Servizio alla Nazione” di otto mesi, destinato sia ai ragazzi sia alle ragazze.
L’idea prevede due mesi di addestramento militare di base, seguiti da sei mesi di servizio da svolgere nel proprio comune, al servizio della collettività.
Una proposta che, oltre a rafforzare il senso civico, avrebbe consentito anche di effettuare un importante screening sanitario per tutti i giovani tra i 18 e i 25 anni, con benefici per i cittadini e per lo Stato.
Nel settembre dello scorso anno ho poi conosciuto Mauro Rotunno, presidente dei Jackals, che mi invitò a una loro manifestazione per premiarmi al termine del mio viaggio a piedi da Roma al Vallo di Adriano.

In quell’occasione vidi schierate le varie squadre di softair e mi fu data la possibilità di parlare a quei ragazzi e a quelle ragazze.
Raccontai loro il significato del 4 Novembre, il sacrificio dei Caduti e l’impegno del Comitato nazionale 4 Novembre e dell’Associazione nazionale del Fante per arrivare alla nuova legge del 1 marzo 2024 (numero 27) e per mantenere viva la memoria e rafforzare l’identità nazionale.
Guardando quei giovani compresi che quel mondo poteva rappresentare un’opportunità straordinaria per avvicinare nuove generazioni alla nostra Associazione.
Oggi il servizio militare di leva non esiste più e molti giovani non hanno avuto occasione di conoscere i valori della Fanteria. Eppure il softair, pur essendo un’attività sportiva, si sviluppa secondo principi che richiamano quelli propri del fante: spirito di squadra, disciplina, rispetto delle regole, pianificazione, sacrificio e collaborazione.
Per questo motivo molti dei nuovi iscritti della Sezione di Roma Capitale provengono proprio dal mondo del softair.
Non intendiamo snaturare questa disciplina, ma valorizzarla come occasione per trasmettere il senso della memoria, dell’impegno civile e dell’amore per la Nazione.
Il Training Camp Jackals nasce proprio con questo obiettivo: creare un ponte tra la tradizione della Fanteria e le nuove generazioni, costruendo un percorso che possa coinvolgere progressivamente ragazzi di età diverse e accompagnarli a conoscere sempre più da vicino la realtà dell’Associazione nazionale del Fante, nel rispetto dei ruoli, delle regole e delle finalità educative.
Per noi investire sui giovani significa investire sul futuro della Nazione. È questo il senso più profondo dell’iniziativa: formare cittadini consapevoli, responsabili e pronti a mettersi al servizio della comunità.
Tra le vostre attività c’è anche uno stage dedicato alla difesa femminile. Avete deciso di puntare su questo tema, viste le numerose notizie di cronaca che hanno visto le donne vittime di violenze?
La difesa femminile rappresenta un tassello importante del nostro progetto, ma non è l’unico.
Il nostro obiettivo è diffondere la cultura della prevenzione e della sicurezza, offrendo strumenti concreti che possano aumentare la consapevolezza e la capacità di affrontare situazioni di rischio.
Purtroppo i fatti di cronaca dimostrano che la violenza sulle donne è una realtà che non possiamo ignorare. Sarebbe però sbagliato pensare che basti un corso di autodifesa per risolvere un problema così profondo.
La risposta deve essere innanzitutto culturale, educativa e sociale, partendo dal rispetto della persona.
Proprio per questo motivo, come Associazione nazionale del Fante – Sezione di Roma Capitale, in completa condivisione con il presidente della Sezione, Tenente Giuseppe Scatolini, abbiamo deciso di puntare sull’esperienza del Generale Paracadutista Maurizio Quattrini, maestro di arti marziali, esperto di softair, socio della nostra Associazione e iscritto ai Jackals, affinché metta le proprie competenze al servizio di un’attività orientata non soltanto all’apprendimento delle tecniche di difesa personale, ma anche alla crescita della consapevolezza, dell’autocontrollo e della capacità di prevenire le situazioni di pericolo.
Come Associazione crediamo che la sicurezza sia un valore che riguarda tutti.
Promuovere iniziative come questa significa contribuire a formare cittadini più consapevoli, una comunità più forte e una cultura fondata sul rispetto reciproco.
Avete anche organizzato una raccolta alimentare per beneficenza. A chi devolverete il ricavato?
La solidarietà fa parte del DNA dell’Associazione nazionale del Fante. Chi ha servito il Paese sa che nessuno si salva da solo e che tendere una mano a chi è in difficoltà è un dovere morale prima ancora che associativo.
Per questo motivo abbiamo organizzato una raccolta alimentare che sarà interamente devoluta alla Caritas della Parrocchia di Santa Croce in Gerusalemme, a Roma.
Abbiamo scelto questa realtà anche per la sua vicinanza alla nostra sede, ospitata presso il Museo Storico della Fanteria, perché crediamo sia importante sostenere concretamente il territorio nel quale operiamo ogni giorno.

Abbiamo voluto affiancare un gesto concreto a una giornata dedicata alla formazione e alla sicurezza, perché crediamo che i valori del Fante non si esprimano soltanto nella memoria e nelle cerimonie, ma anche attraverso l’impegno quotidiano verso la comunità.
Il nostro auspicio è che questa sia soltanto la prima di una lunga serie di iniziative sociali, perché un’Associazione d’Arma deve custodire la propria storia, ma anche essere presente, oggi, accanto ai cittadini che hanno più bisogno.
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