Fibra ottica, Internet e sicurezza nazionale

Di Vincenzo Priolo

Roma. Tutti sappiamo benissimo che lo sviluppo economico di un Paese industrializzato passa sempre da infrastrutture efficienti e prestazionali. Questo è ancora più vero quando si parla di traffico Internet e sicurezza nazionale.

Ma andiamo al nocciolo della questione, parlando di questo tema particolarmente scottante che mette in primo piano la società Telecom Sparkle SpA, una azienda con testa francese che smista il traffico Internet e che viene  usata (anche) dall’intelligence di mezzo mondo.

Il logo di Sparkle Telecom

In questi giorni, si è parlato proprio di questo e qualche attento giornalista si è posto delle domande: come si fa ad affidare a una società a guida francese la gestione dei cavi sottomarini italiani in fibra ottica attraverso i quali passa un consistente flusso di traffico dati di Africa, Medio Oriente e America Latina?

Per fortuna il Governo italiano con il Presidente del Consiglio dei Ministri, Paolo Gentiloni ha pubblicamente dichiarato di essere intenzionato a proteggere questo importante asse strategico per l’Italia. Si tratta, infatti, di circa 560 mila chilometri di rete su cui passa una quantità enorme di dati e informazioni, usati peraltro anche da molte agenzie di intelligence (più o meno ufficialmente).

Sarebbe giusto dunque affidare gli archivi di Internet e le chiavi di accesso della nostra diplomazia a in Gruppo straniero?

È pur vero che Sparkle per Telecom Italia e per lo Stato italiano è molto importante dal punto di vista economico e non solo.
I suoi ricavi del 2016 sono stati pari a 1,35 miliardi di euro, in crescita rispetto al 2015 (+37 milioni + 2,8%).
Dai cavi Sparkle passa anche l’80% del traffic Internet di Israele, cavi che si snodano in tutte le direzioni nei fondali del Mediterraneo.
Proprio per questo motivo, in seguito alla nomina del francese Arnaud de Puyfontaine alla presidenza di Telecom Italia, le deleghe su Telecom Italia Sparkle, sono rimaste in mano all’amministratore delegato italiano Flavio Cattaneo ed, in seguito alla sua uscita, a Giuseppe Recchi, nuovo vicepresidente del Gruppo. A lui sono state confermate le deleghe sulla security in quanto possiede il NOS, il nulla osta di sicurezza concesso dalla Presidenza del Consiglio, che un un manager francese per ovvi motivi non può ricevere.
La. Società è presente in mezzo mondo. Ha uffici operativi in 37 Paesi, alcuni molto importanti come Iran, Arabia Saudita, Russia e India.
Ma anche la Sicilia sta giocando un ruolo chiave rivelandosi strategicamente importante anche in questa occasione. La regione è, infatti, uno snodo chiave della rete di Sparkle, visto che, nell’isola, passano 12 dei 16 cavi internazionali che attraversano il Mediterraneo.

Nell’attesa, il Governo ha dato uno stop deciso istituendo un Comitato tecnico presso Palazzo Chigi per valutare l’applicabilità della Golden Power al caso Telecom-Vivendi. Ieri il vertice a Palazzo  Chigi ha riunito gli attori principali.

 

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