ROMA, La Fincantieri ha approvato i risultati al 31 marzo di quest’anno.

Pierroberto Folgiero, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Fincantieri,ha dichiarato: “Il primo trimestre del 2026 conferma la coerenza e la forza del percorso di crescita del Gruppo. La performance commerciale segna un nuovo traguardo, con un carico di lavoro più alto di sempre, pari a 74,2 miliardi di euro, che garantisce una visibilità sulle consegne ulteriormente estesa fino al 2039, con prospettive operative estremamente profonde e strutturali non solo per i cantieri del Gruppo, ma per l’intera filiera. Nel periodo si registra inoltre un significativo miglioramento della redditività, con una crescita dei margini in tutti i segmenti operativi, che sostiene la generazione di cassa e si riflette in un sensibile miglioramento della posizione finanziaria. Alla luce dei risultati conseguiti e della visibilità sul portafoglio ordini, abbiamo rivisto al rialzo la guidance per il 2026, rafforzando ulteriormente le aspettative di crescita economica e finanziaria. Con 94 navi in portafoglio e 5 unità consegnate da 5 stabilimenti nel trimestre, nei primi mesi dell’anno sono stati inoltre conclusi contratti per un valore già superiore all’intero target 2026 di 11 miliardi di euro, a conferma del forte momentum commerciale. Guardiamo al futuro con fiducia, forti di un portafoglio ordini senza precedenti e di una visibilità operativa estesa nel lungo periodo che, in coerenza con il Piano Industriale 2026–2030, rafforza il ruolo di Fincantieri come piattaforma industriale di riferimento nei settori della navalmeccanica ad alta complessità e nelle tecnologie del mare”.
Principali dati della gestione
Nel primo trimestre del 2026 prosegue il percorso di crescita del Gruppo, con ricavi in aumento nei settori cruise, underwater, offshore e ESI, e ricavi nel settore della difesa che scontano il confronto con il primo
trimestre 2025 caratterizzato dalla componente one-off relativa all’ordine per due unità PPA/MPCS per la Marina Militare indonesiana.
Complessivamente, i ricavi risultano pari a euro 2.135 milioni, rispetto a euro 2.376 milioni del primo trimestre 2025, con uno sviluppo atteso nel corso dell’anno sostenuto dal progressivo incremento dei volumi
di produzione relativi al backlog acquisito. L’EBITDA raggiunge euro 159 milioni, in aumento su base annua, evidenziando un considerevole incremento della redditività in tutti i segmenti, che compensa il
beneficio dell’ordine per l’Indonesia sul dato del primo trimestre 2025. L’EBITDAmargin raggiunge il 7,4%, in forte crescita di quasi un punto percentuale rispetto al 31 marzo 2025.
I ricavi nel settore della Difesa, pari a euro 297 milioni rispetto a euro 770 milioni nel primo trimestre 2025, riflettono il contributo positivo dell’ordine per l’Indonesia sul 1Q 2025 e l’effetto della ridefinizione del Programma Constellation sui ricavi 2026, che sarà compensato dai ricavi attesi negli anni successivi per effetto dei nuovi ordini attesi nei prossimi mesi negli Stati Uniti.
L’EBITDA margin cresce dello 0,6% rispetto al 31 marzo 2025, portandosi al 7,5%, anche in virtù dell’ottima performance riscontrata dal segmento cruise.
Il segmento Underwater registra una forte accelerazione di ricavi ed EBITDA, che raggiungono rispettivamente euro 135 milioni ed euro 23 milioni nel periodo, con una variazione positiva del 43,3% e del 44,0% rispetto al primo trimestre del 2025. L’EBITDA margin si attesta al 17,1%nei primi tre mesi di quest’anno (17,0% nel periodo corrispondente del 2025), contribuendo significativamente alla redditività complessiva del Gruppo.
Anche il segmento Sistemi, Componenti e Infrastrutture si conferma in crescita, con un incremento annuo dei ricavi del 8,9% a euro 309 milioni (euro 283 milioni nel primo trimestre 2025), trainato in particolare dal Polo dei Sistemi e Componenti Meccanici (+24,6%) e dal Polo Infrastrutture (+7,1%).
L’EBITDA del segmento aumenta in modo significativo a euro 20 milioni, con una variazione positiva annua del 40,2% e un EBITDA margin del 6,4% (4,9% nel primo trimestre 2025), grazie soprattutto alle performance del Polo Elettronico e dei Prodotti Digitali e del Polo Infrastrutture. Questi ultimi registrano un significativo aumento dell’EBITDA, con un EBITDA margin rispettivamente del 5,6% e del 6,1% (2,2% e 5,1% nei primi tre mesi del 2025).
La performance commerciale nel primo trimestre 2026 conferma il macrotrend di crescita in tutti i segmenti, con un carico di lavoro complessivo che raggiunge euro 74,2 miliardi, il valore più alto di sempre, pari a 8,1 volte i ricavi del 2025.
La Posizione finanziaria netta (PFN) adjusted, a debito per euro 771 milioni al termine dei primi tre mesi del 2026, risulta in forte miglioramento rispetto al dato di fine 2025, pari a euro 1.311 milioni, con un rapporto di indebitamento (PFN adjusted/EBITDA LTM) a 1,1x, in significativa riduzione rispetto al rapporto di 1,9x registrato al 31 dicembre 2025. Escludendo l’effetto dell’aumento di capitale da circa euro 500 milioni concluso a febbraio la PFN adjusted risulterebbe in miglioramento a euro 1.249 milioni, corrispondente a un rapporto di indebitamento di 1,8x, per effetto della generazione di cassa registrata nel periodo.
Fincantieri si aggiudica il primo contratto della U.S. Navy per il programma LSM
L’azienda rafforza il proprio posizionamento strategico nel mercato della difesa statunitense, assicurandosi nuove opportunità di crescita, a conferma della fiducia della U.S. Navy nella capacità del Gruppo di eseguire programmi navali complessi.
Lo scorso 15 aprile, Fincantieri ha annunciato l’aggiudicazione, attraverso la controllata statunitense Fincantieri Marine Group (FMG), del primo contratto della U.S. Navy nell’ambito del programma Medium Landing Ship (LSM), per un valore iniziale di circa 30 milioni di dollari.

L’accordo, relativo all’approvvigionamento di materiali e allo svolgimento delle attività di ingegneria per le prime quattro unità del programma, anticipa il futuro conferimento dei contratti di costruzione,
Nell’ambito del settore della Difesa, relativamente al mercato italiano, sono rappresentati i programmi contenuti nel Documento Programmatico Pluriennale della Difesa.
Fincantieri fa riferimento ad esso nell’informativa di bilancio per garantire la trasparenza nelle comunicazioni sui possibili impatti sui futuri livelli di ordini e di ricavi ad essi connessi soggetti alle approvazioni e agli accordi contrattuali applicabili.
L’assegnazione consente infatti l’immediato avvio delle attività critiche per la preparazione industriale e produttiva, con l’obiettivo di avviare la costruzione delle navi già nel quarto trimestre del 2026. Il programma LSM, che prevede fino a 35 unità, rappresenta un elemento chiave per la U.S. Navy e il Corpo dei Marines, supportando operazioni distribuite, mobilità costiera e un rapido dispiegamento delle forze in aree strategiche.

Il Gruppo accelera sull’innovazione navale negli USA con “Spectre” e sull’integrazione tra unità di superficie e sistemi autonomi
Fincantieri consolida ulteriormente la propria presenza industriale negli Stati Uniti, contribuendo all’evoluzione delle capacità operative verso modelli sempre più integrati e autonomi. Come annunciato lo scorso 20 aprile,
FMG realizzerà “Spectre”, una nuova classe di unità di superficie senza equipaggio (USV) multiruolo ad alta velocità, sviluppata da Saildrone, pioniere globale nei veicoli autonomi marini.
Il progetto risponde alla crescente domanda di piattaforme autonome, progettate per un impiego su larga scala e secondo elevati standard di affidabilità industriale.
Spectre rappresenta inoltre un ulteriore passo nel percorso di trasformazione di Fincantieri da costruttore navale tradizionale a integratore industriale di sistemi per le forze navali del futuro.
Il programma rafforza l’impegno di lungo periodo di Fincantieri negli Stati Uniti, assicurando continuità rispetto ai requisiti industriali nazionali e contribuendo, al contempo, alla prontezza operativa della U.S. Navy e delle forze navali alleate.
Fincantieri rafforza il proprio ruolo nel programma PPA della Marina Militare italiana
Fincantieri rafforza il proprio ruolo nel programma PPA – Multipurpose Combat Ship della Marina Militare italiana, confermando il posizionamento del Gruppo nello sviluppo e nell’upgrade di piattaforme navali complesse ad alto contenuto tecnologico, in linea con le esigenze operative della Marina Militare.

Lo scorso 22 aprile è stata annunciata un’integrazione al contratto del programma PPA, finalizzata all’upgrade delle unità della classe PPA dalle configurazioni Light e Light Plus alla configurazione Full Combat System, oltre all’introduzione di capacità avanzate nel dominio della difesa cyber.
Gli interventi, coordinati da Fincantieri, riguarderanno sia le unità già consegnate sia quelle attualmente in fase di costruzione e allestimento, assicurando l’allineamento dell’intera classe PPA alla configurazione operativa più avanzata.
Ricavi e proventi
Nei primi tre mesi del 2026 si attestano a euro 2.135 milioni, rispetto a euro 2.376 milioni al 31 marzo 2025, per effetto della riduzione dei ricavi nel segmento Shipbuilding (-16,0%), principalmente dovuta al beneficio relativo all’ordine per due unità PPA/MPCS per la Marina Militare indonesiana sul periodo comparabile del 2025.
Al netto di tale effetto, i ricavi del I trimestre 2026 sarebbero in aumento del 6% rispetto all’anno precedente.
Negli altri segmenti operativi i ricavi risultano in incremento.
Si registra in particolare un forte aumento del 43,3% nell’Underwater, e una solida crescita del 12,1% nell’Offshore e Navi speciali e dell’8,9% in Sistemi, Componenti e Infrastrutture.
Al lordo dei consolidamenti, il segmento Shipbuilding contribuisce per il 66% (72% nei primi tre mesi del 2025), Offshore e Navi speciali per il 15% (13% nei primi tre mesi del 2025), Underwater per il 6% (4% nei primi tre mesi del 2025) e Sistemi, Componenti e Infrastrutture per il 13% (11% nei primi tre mesi del 2025) al totale dei ricavi e proventi di Gruppo.
Nei primi tre mesi del 2026 l’EBITDA3 è pari a euro 159 milioni, in aumento rispetto a euro 154 milioni dei primi tre mesi del 2025.
L’EBITDA margin risulta in forte crescita al 7,4% (6,5% al 31 marzo 2025) sostenuto dal contributo positivo di tutti i segmenti operativi del Gruppo.
Ordini
Nei primi tre mesi del 2026 il Gruppo ha registrato nuovi ordini per euro 3.387 milionirispetto a euro 11.712 milioni del corrispondente periodo del 2025, con un book-to-bill ratio(ordini/ricavi) pari a 1,6x (4,9x al 31 marzo 2025).
Questo valore riflette gli ordini divenuti efficaci nel periodo e non include i contratti già siglati nel periodo la cui efficacia è soggetta alle consuete condizioni di finanziamento.
Il business delle navi per la Difesa presenta una riduzione dei ricavi rispetto all’anno precedente, dovuta principalmente al contributo positivo, registrato nel primo trimestre del 2025, del contratto per la vendita di 2 unità MPCS/PPA al Ministero della Difesa indonesiano.
Tale andamento riflette inoltre l’effetto sui ricavi 2026 della ridefinizione del Programma Constellation per la U.S. Navy, annunciata a novembre 2025, con uno slittamento dei ricavi attesi negli Stati Uniti legato ai nuovi contratti previsti in finalizzazione nel corso dell’anno, incluso l’ordine per la costruzione di quattro unità del Programma Medium Landing Ship (LSM).
L’EBITDA del segmento al 31 marzo 2026 è pari a euro 115 milioni (euro 125 milioni al 31 marzo 2025), in riduzione dell’8,1%, per effetto del beneficio one-off del contratto per l’Indonesia sul dato del primo trimestre 2025.
Nonostante tale dinamica, l’EBITDA margin cresce significativamente al 7,5% (6,8% al 31 marzo 2025) grazie al considerevole incremento della redditività nel settore delle navi da crociera, frutto sia di un’evoluzione favorevole dei prezzi sia delle iniziative di efficientamento intraprese dal Gruppo.
Gli ordini del segmento sono pari a euro 3.152 milioni nei primi tre mesi del 2026.
Settore offshore e Navi speciali
Il settore Offshore e Navi speciali al 31 marzo 2026 registra ricavi in aumento del 12,1% a euro 360 milioni, in linea con il trend di crescita degli ultimi anni, grazie allo sviluppo del carico di lavoro in portafoglio.
L’EBITDA raggiunge euro 18 milioni, in incremento del 13,1% rispetto al 31 marzo 2025 (euro 16 milioni), con un EBITDA margin pari al 5,0% (4,9% nei primi tre mesi del 2025), confermando il percorso di
onsolidamento della positiva marginalità del segmento, in un contesto altamente competitivo.
Gli ordini del periodo risultano in diminuzione, con nuovi contratti attesi nei prossimi mesi.
Nei primi tre mesi del 2026, il Gruppo ha consegnato 3 unità CSOV (Commissioning Service Operation Vessel)
10Roma, 11 maggio 2026
Underwater
Al 31 marzo 2026, l’Underwater presenta ricavi pari a euro 135 milioni, con un incremento del 43,3% rispetto al 31 marzo 2025. Tale crescita è riconducibile principalmente al maggiore avanzamento registrato rispetto ai primi tre mesi del 2025 sulle commesse del programma U212 NFS relativo ai sottomarini per la Marina Militare italiana, oltre che alle solide performance delle controllate WASS Submarine Systems e Remazel Engineering.
L’EBITDA è pari a euro 23 milioni, con un EBITDA margin del 17,1%, a conferma della marginalità a premio del settore della subacquea.
Gli ordini acquisiti ammontano a euro 104 milioni nei primi tre mesi del 2026, in crescita del 24,3% rispetto al 31 marzo 2025 (euro 84 milioni). Tale valore non include l’ordine con il Ministero della Difesa del Regno dell’Arabia Saudita per la fornitura di siluri leggeri MU90 con un valore superiore a euro 200 milioni, che diverrà efficace nei prossimi mesi.
Il futuro
Nel settore della Difesa, il Gruppo prevede nei prossimi mesi di finalizzare ordini per un valore complessivo di circa euro 5 miliardi. Nello specifico, è attesa la contrattualizzazione di alcuni ordini per la Marina Militare italiana (tra cui due unità cacciatorpediniere DDX e due unità del Programma Joint Maritime Multi Mission System − J3MS), oltre all’avvio del programma LSM per la U.S. Navy.
Per quest’ultimo è già stato firmato un primo ordine del valore di 30 milioni di dollari, propedeutico ai successivi contratti di costruzione delle prime quattro unità, con avvio previsto della fase di produzione nel quarto trimestre del 2026.
Si prevede inoltre la finalizzazione di importanti contratti con alcune marine estere, sia per la fornitura di unità di superficie, tra cui fregate FREMM, sia per la fornitura di servizi in Medio Oriente e altre aree geografiche chiave.
La domanda sarà ulteriormente favorita dall’avvio dei programmi finanziati con i fondi europei del SAFE (Security Action for Europe). La scadenza per la finalizzazione di tali programmi, prevista nel 2030, richiede infatti una rapida contrattualizzazione, con alcune opportunità previste in fase di finalizzazione già nel corso del 2026.
Nel comparto offshore, il mercato si colloca in una fase di normalizzazione dopo un ciclo di forte espansione. Si confermano tuttavia le previsioni di una forte crescita della domanda di unità CSOV/SOV nel medio periodo, sostenuta dal fabbisogno di manutenzione delle infrastrutture e dalla ripresa selettiva degli investimenti offshore. È atteso inoltre il proseguimento del trend di espansione dalla domanda di unità ad alta flessibilità operativa in grado di servire diversi segmenti del mercato.
Nel segmento dell’Underwater prosegue l’espansione dei ricavi del Gruppo, con un importante contributo atteso dagli ordini record conclusi dalla controllata WASS Submarine Systems, tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026, con la Marina Indiana e il Ministero della Difesa del Regno dell’Arabia Saudita, per la fornitura, rispettivamente, di siluri pesanti Black Shark Advanced e di siluri leggeri MU90.
Infine, l’aumento di capitale da circa euro 500 milioni concluso da Fincantieri a febbraio 2026 consente di accelerare il piano di crescita per linee esterne, focalizzato sull’Underwater non convenzionale e su tecnologie innovative volte allo sviluppo del portafoglio prodotti e all’efficientamento dei processi.
Per quanto concerne l’attuale contesto geopolitico, non si prevedono impatti significativi sull’esercizio 2026 dalla crisi in corso in Medio Oriente e dalle conseguenti tensioni sui mercati energetici e sulle filiere di approvvigionamento. Ciò anche grazie all’utilizzo da parte del Gruppo di strumenti di copertura di natura sia commerciale sia finanziaria, che consentono di neutralizzare gli effetti della volatilità dei principali fattori esogeni di costo nel breve-medio periodo.
L’aspettativa di una continua crescita delle attività del Gruppo consente a Fincantieri di rivedere al rialzo i target per il 2026 comunicati nel Capital Markets Day di febbraio 2026 e in occasione della pubblicazione dei risultati FY 2025. Nello specifico, per il 2026 si prevedono ricavi a euro 9,3-9,4 miliardi (da euro 9,2-9,3 miliardi), con un andamento sostenuto dal progressivo incremento dei volumi di produzione relativi al backlog acquisito, un EBITDA tra euro 700 milioni e euro 710 milioni (da EBITDA a circa euro 700 milioni), con EBITDA margin di circa il 7,5% e un utile netto tra euro 140 milioni e euro 180 milioni (rispetto a “superiore al valore registrato nel 2025”).
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