MILANO. E’ stato presentato, oggi a Milano, il Piano Industriale 2026-2030 F4 – Fast Forward Further Future di Fincantieri.

I 4 pilastri strategici a supporto dell’esecuzione del Piano
Il Piano si articola su quattro pilastri: incremento della capacità produttiva (capacity boost), aumento della produttività, rafforzamento dei progetti strategici e crescita nelle adiacenze.
Le iniziative divisionali, trasversali e inorganiche mirano a rafforzare il posizionamento competitivo del Gruppo e a migliorare in modo strutturale margini e ritorni sul capitale.
Raddoppio della capacità produttiva nei cantieri italiani per la Difesa
Per rispondere alla forte crescita della domanda nel segmento Difesa, Fincantieri prevede il potenziamento della capacità produttiva dei cantieri italiani. Nuovi contratti sono attesi già a partire dal 2026.
Riarticolazione del sistema produttivo a livello globale
Il Piano prevede la riallocazione di parte della produzione di sezioni di navi da crociera in Romania e la riorganizzazione del segmento Offshore e Navi speciali, con il rafforzamento del Vietnam, a supporto dell’efficienza operativa e della marginalità.

Crescita del segmento Underwater e sviluppo di soluzioni ad alto valore aggiunto
Il Gruppo punta a un’ulteriore espansione del business Underwater, con lo sviluppo di soluzioni non convenzionali, il rafforzamento delle sinergie con la Difesa e la valutazione di opportunità di crescita inorganica in un mercato strategico, ad alto valore tecnologico.
Investimenti autofinanziati e accelerazione del deleveraging
Gli investimenti industriali previsti nel periodo 2026–2030 per circa euro 1,9 miliardi, di cui 250 milioni in funzione dell’eventuale raddoppio della produzione Offshore in Vietnam, saranno interamente finanziati dalla generazione di cassa operativa, la quale consentirà un’accelerazione del deleveraging e supporta la valutazione dell’avvio di una politica di dividendi, soggetta ad approvazione del Consiglio d’amministrazione a partire dal 2028, subordinata ai risultati dell’esercizio 2027.
Una profonda visibilità del business, carico di lavoro complessivo per circa euro 60 miliardi con consegne fino al 2036 e macrotrend secolari consentono di porre l’ambizione di Fincantieri guardando ai seguenti potenziali al 2035
Raddoppio dei Ricavi al 2035 a circa euro 18 miliardi, con crescita media annua 2030- 2035 del 7%
- Margine EBITDA 2035 a circa 13% (euro 2,3 miliardi)
- Margine Utile Netto 2035 a circa 7,5% (euro 1,35 miliardi)
- Azzeramento indebitamento e Posizione Finanziaria Netta a credito dal 2032
Guidance 2025
Margine EBITDA rivisto al rialzo a 7,4%, guidance ricavi confermata a circa 9 miliardi, PFN/EBITDA a 2,8x (2,0x includendo i crediti finanziari non correnti nella PFN) in linea con la guidance 2,7-3,0x, guidance utile netto aggiornata a euro 110 milioni. Total backlog pari a circa 60 miliardi.

Per l’Amministratore Delegato e Direttore Generale di Fincantieri Pierroberto Folgiero: “Con il Piano Industriale 2026-2030 Fincantieri compie un ulteriore deciso passo in avanti nella propria traiettoria di crescita, confermando la solidità della visione strategica dello scorso triennio, combinata con un aumento della capacità produttiva per assecondare i macrotrend della domanda, dimostrando la capacità di generare valore molto sostenibile nel tempo.
In aggiunta al carico di lavoro complessivo record pari a circa 60 miliardi di euro già acquisito che fornisce elevata visibilità nel tempo, prevediamo oltre 50 miliardi di euro di nuovi ordini nel periodo, una crescita media annua dei ricavi dell’8% e un utile netto di circa 500 milioni di euro nel 2030 guidato da un aumento dei ricavi del 40% e dell’EBITDA del 90% rispetto al 2025″.
Tutto questo è sostenuto da una struttura finanziaria sempre più solida e da una significativa generazione di cassa idonea sia ad autofinanziare gli investimenti per l’aumento della capacità produttiva sia a perseguire gli obiettivi di disciplina finanziaria e deleveraging.
Il comparto Difesa per Fincantieri riveste un ruolo centrale nella nostra strategia: l’aumento atteso della domanda e il raddoppio della capacità produttiva dei nostri cantieri italiani ci permetteranno di rafforzare la nostra posizione nei programmi nazionali e internazionali più rilevanti.
“Accanto a questo – ha aggiunto l’AD – l’espansione accelerata dell’Underwater, con lo sviluppo del portafoglio prodotti nel business non convenzionale, la crescita tecnologica nel business Offshore e la profittabilità del business Cruise – sostenuto da una pipeline commerciale in crescita sia in quantità che in qualità, con ordini attesi già nei prossimi mesi che estenderanno la visibilità del backlog oltre il 2036 e con un incremento della profittabilità – rappresentano i pilastri e le sinergie su cui costruiamo il nostro futuro”.
La strategia di Fincantieri si articola su quattro direttrici: potenziamento della capacità produttiva, incremento della produttività, continuazione dei progetti strategici su evoluzione prodotti e processi costruttivi e crescita nelle adiacenze, “con un piano di investimenti per circa 1,9 miliardi di euro interamente autofinanziati che includono circa 250 milioni di euro legati ad un possibile raddoppio della produzione Offshore in Vietnam con l’introduzione di un secondo cantiere, ove ne ricorrano le condizioni. Fincantieri si conferma quindi protagonista della trasformazione dell’industria navale globale che assume un crescente peso geopolitico, continuando a investire in tecnologia, digitalizzazione e capacità produttiva per garantire al Gruppo una leadership duratura nei segmenti a maggior valore aggiunto e una crescita profonda di lungo periodo”..
Dati chiave del Piano Industriale 2026-30
Il Gruppo punta a rafforzare la sua impronta globale, l’efficienza produttiva e il suo portafoglio di soluzioni altamente tecnologiche, con investimenti mirati e una riarticolazione del proprio sistema cantieristico al fine di aumentarne la capacità e la profittabilità.
In particolare, il programma di “capacity boost” include azioni volte a rispondere all’incremento della domanda nel settore della Difesa, con circa euro 5 miliardi di nuovi ordini previsti dal Gruppo nei prossimi sei mesi, raddoppiando la capacità produttiva dei suoi cantieri italiani in questo segmento.
Il capacity boost prevede sia iniziative legate al miglioramento dei processi, al fine di aumentare la capacità produttiva sul sistema di cantieri attuale, condividendo le best practices tra settore civile e militare e facendo leva sulla trasformazione digitale, sia in investimenti sul sistema dei cantieri in Italia, in Romania e in Vietnam, questi ultimi soggetti alla conferma del trend degli ordini nell’Offshore.
A livello economico, il Piano coniuga target ambiziosi con una risoluta e inflessibile attenzione alla sostenibilità finanziaria.
L’utile netto nel 2026 è previsto essere superiore all’utile previsto nel 2025, pari a euro 220 milioni nel 2028 ed a euro 500 milioni nel 2030. I ricavi sono previsti in aumento a euro 9,2-9,3 miliardi nel 2026, circa euro 11 miliardi nel 2028 e circa euro 12,5 miliardi nel 2030, con una crescita media annua dell’8%.
I ricavi del 2026 riflettono l’impatto legato alla ridefinizione del programma Constellation negli Stati Uniti, i cui effetti saranno compensati da nuovi ordini attesi nell’anno e che avranno un riflesso sui ricavi dal 2028 in poi.
Si stima inoltre una crescita dell’EBITDA a circa 700 milioni nel 2026, euro 930 milioni nel 2028 ed euro 1.250 milioni nel 2030, con un EBITDA margin rispettivamente del 7,5%, 8,5% e 10%, in incremento di 2,5% percentuali nell’arco del Piano, supportato, oltre che da un miglioramento dei margini in tutti i segmenti di attività, anche da un business mix con margini più elevati, e con ricavi originati dai segmenti Difesa e Underwater che raggiungono un terzo del totale nel 2030.
Per far fronte alla forte domanda attesa, con un valore stimato di nuovi ordini superiore a 50 miliardi di euro nel periodo di Piano, il Gruppo ha elaborato un piano di investimenti del valore complessivo di circa euro 1,9 miliardi, di cui euro 250 milioni destinati alle iniziative di capacity boost sul sistema dei cantieri attuali e euro 250 milioni legati all’eventuale raddoppio della produzione Offshore in Vietnam con l’introduzione di un secondo cantiere, 600 milioni di euro per attività di produzione (incluso l’acquisto delle nuove gru a cavalletto per la costruzione di mega navi da crociera nel cantiere di Monfalcone) ed euro 650 milioni per manutenzione.
Tali investimenti saranno integralmente finanziati dai flussi di cassa operativi generati nel periodo 2026-30.
La significativa generazione di cassa consentirà inoltre di accelerare ulteriormente il processo di deleveraging, nportando il rapporto PFN / EBITDA a circa 2,0x nel 2026, 1,7x nel 2028 e 1,0x al termine del Piano e di valutare l’avvio di un piano di distribuzione di dividendi a partire dal 2028, sulla base dei risultati dell’esercizio 2027, soggetto ad approvazione da parte del Consiglio di Amministrazione.
I driver di crescita del Gruppo
Il raggiungimento degli obiettivi del Piano Industriale è sostenuto da driver di crescita distintivi di ogni segmento operativo, il cui valore complessivo è ulteriormente arricchito dalle importanti sinergie finanziarie, commerciali e operative che caratterizzano la struttura industriale del Gruppo.
Il business della Difesa, caratterizzato da marginalità elevata e da un impatto fortemente positivo sul profilo di capitale circolante del Gruppo, si colloca all’inizio di un macro-trend mondiale di lungo periodo, con opportunità di crescita significative in Italia, Europa e altre regioni strategiche, tra cui Sud-Est asiatico e Medio Oriente.
Nel breve periodo, la domanda sarà inoltre favorita dalle risorse del Security Action for Europe (SAFE).
Nei prossimi sei mesi il Gruppo è fiducioso di poter acquisire ordini per circa euro 5 miliardi in Italia, Medio Oriente, Stati Uniti e altri mercati esteri.
In ambito Difesa, le principali iniziative si concentrano su:
- Incremento della capacità produttiva, con una significativa riduzione attesa nei tempi di costruzione di fregate e sottomarini, supportata dalla conversione del cantiere di Castellammare di Stabia (Napoli) e dall’integrazione dell’arsenale di La Spezia
- Aumento della produttività attraverso una nuova panel line
- La diversificazione della presenza internazionale, per imprimere un’accelerazione alle opportunità di export
- Lo sviluppo della Nave del Futuro – navi porta droni e navi di superficie riconfigurabili.
In questo contesto, Fincantieri si distingue per la sua capacità di aumentare rapidamente i volumi produttivi nel militare, raddoppiando i volumi di produzione in questo business sul sistema di cantieri attuali, e per un’offerta caratterizzata dall’integrazione di unità di superficie e droni subacquei, che contribuisce ad accrescere attrattività, flessibilità e valore dei prodotti del Gruppo e consente di rispondere alle esigenze della moderna dottrina navale, incentrata sul concetto di nave madre.

Nel segmento Underwater, la crescita è supportata dai programmi di espansione e adeguamento tecnologico delle flotte di sottomarini in Europa, Medio Oriente e Asia e dall’evoluzione del settore verso un ecosistema caratterizzato da applicazioni per la difesa, civili e dual-use, con un aumento della domanda per soluzioni nei campi della protezione di infrastrutture critiche e della mitigazione delle minacce, della guerra non convenzionale e dell’esplorazione mineraria dei fondali marini.
Il Gruppo è inoltre fortemente attivo nell’area dell’underwater civile nei campi della gestione operativa e della protezione delle infrastrutture, con la recente acquisizione di Xtera e la partnership con Wsense e con le soluzioni uniche fornite dal Gruppo, come la tecnologia di “rock dumping”.
Un’ulteriore crescita è attesa nei core business di Remazel Engineering e WASS Submarine Systems, con una forte domanda per siluri e altri sistemi di difesa convenzionali.
Nel segmento Offshore e Navi speciali si osserva una ripresa nell’eolico offshore, integrata dal contributo delle attività Oil & Gas, a supporto della stabilità complessiva del business. La controllata norvegese Vard assicura inoltre al Gruppo una presenza strategica nell’area del Nord Europa e del Mar Baltico, area caratterizzata da importanti programmi di investimento nella difesa da poter cogliere, integrata da un sistema di cantieri internazionale altamente flessibile che consentirà di aumentare la produzione di sezioni di navi da crociera in Romania, liberando capacità per la prevista espansione nel business della Difesa in Italia, il tutto migliorando la struttura dei costi.
Il potenziamento delle operations in Vietnam, già oggi altamente efficienti e performanti, supporterà una ancora maggiore competitività nell’Offshore, grazie a bassi costi di produzione, offrendo al contempo accesso alle opportunità dell’area dell’Asia orientale.
Il segmento Sistemi, Componenti e Infrastrutture rappresenta un’eccellenza riconosciuta nell’elettronica, nella digitalizzazione e nella componentistica, con tecnologie proprietarie che supportano trasversalmente tutti i business di Fincantieri.
In questo ambito il Gruppo si distingue per le sue competenze nei campi dell’efficientamento energetico e della clean transition, che includono lo sviluppo di tecnologie per l’impiego di idrogeno, di celle a combustibile e nel lungo periodo del nucleare.
Si prevede inoltre una crescita significativa nei settori delle soluzioni digitali e della cyber resilience, anche attraverso la messa a regime del sistema Navis Sapiens.
Nel segmento di business Offshore e Navi speciali, le iniziative del Piano prevedono:
- A crescita della produzione delle sezioni di navi da crociera nel cantiere di Tulcea e investimenti nel cantiere di Braila e in Vietnam
- Il rafforzamento della produttività in Romania a sostegno dell’aumento della marginalità
- La specializzazione dei cantieri norvegesi con sviluppo dei segmenti Naval e Repair
- Lo sviluppo di un nuovo Polo di ingegneria in Vietnam.
Nel segmento Underwater, il Piano include iniziative incentrate su:
- Lo sviluppo commerciale di soluzioni non convenzionali per la Marina Militare italiana (per es. LD-AUV) e per altre Marine estere
- Accordi con player civili e dual-use per soluzioni nel campo delle infrastrutture subacquee (ad esempio DEEP, Survey, IMR).
Fare leva su partnership strategiche (come, ad esempio, quelle con Defcomm e Graal Tech), per rafforzare il posizionamento tecnologico e l’esplorazione continua di nuove tecnologie.
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