Di Fabrizio Scarinci
TRIESTE. Il Polo Underwater di Fincantieri ha sviluppato un Autonomous Underwater Vehicle (AUV) di medie dimensioni per operazioni subacquee a lungo raggio fino a una profondità di 3.500 metri.
Denominata ULTRA, la piattaforma, lunga circa 6 metri e mezzo e caratterizzata da un peso di 1.000 kg, nasce con una filosofia multi-missione di tipo modulare, così da poter essere riconfigurata rapidamente in funzione di diverse esigenze operative.
Secondo quanto si è avuto modo di apprendere, essa sarà chiamata ad integrare gli AUV di dimensioni più contenute, offrendo maggiore autonomia, maggiore capacità di carico e una possibilità di impiego più ampia in missioni di tipo complesso.

La sua straordinaria versatilità gli consentirà, infatti, di operare nell’ambito di numerosi contesti, tra cui figurano quello inerente all’ispezione dei fondali e, più in generale, allo svolgimento di missioni di Intelligence, Surveillance and Reconnaissance (ISR), quelli legati al cosiddetto “Seabed Warfare” e, non da ultimi, quelli connessi al supporto delle operazioni antisom e di “Mine Counter Measures”.
Riguardo alle missioni di tipo “combat”, il veicolo, sprovvisto di siluri, avrà un ruolo non di tipo diretto ma di concorso alle delicate fasi di scoperta, identificazione e classificazione delle potenziali minacce.
In ambito civile e dual-use, ULTRA troverà, invece, applicazione nei rilievi idrografici e geofisici, nel monitoraggio ambientale e nella sorveglianza di cavi, pipeline e altre infrastrutture sottomarine.
In generale, la sua estesa capacità di navigazione la rende particolarmente adatta a missioni che richiedono significativi livelli di endurance, consentendo quindi la protezione anche di infrastrutture geograficamente estese, come, ad esempio, il gasdotto TAP.
Al fine di operare, la nuova piattaforma, federata con il sistema di Comando e Controllo proprietario di Fincantieri “Underwater Management System” (ossia un apparato specificatamente progettato per gestire sistemi di sistemi modulari e scalabili integranti una varietà di assetti dell’ecosistema underwater, sia subacquei che di superficie, in funzione degli scenari e dei profili di missione assegnati), potrà essere trasportata, rilasciata e recuperata tanto dalle banchine quanto dalle unità di superficie. A tal proposito, si segnala, inoltre, l’imminente finalizzazione di una versione shelterizzata volta a semplificare sia l’assolvimento delle missioni, sia il relativo trasporto logistico.
Secondo i dati rilasciati dall’azienda, la sua velocità massima è di circa 6 nodi, mentre la velocità ottimale di survey sarebbe pari a 3 nodi; condizione nella quale il veicolo può operare per circa 40 ore consecutive. Tali caratteristiche consentono di effettuare attività di monitoraggio, ispezione e rilievo anche in ambienti particolarmente impegnativi.
L’architettura di ULTRA è organizzata in moduli funzionali dedicati alla propulsione, all’accumulo dell’energia, all’estensione dell’autonomia e all’integrazione del payload. Questo approccio rende la piattaforma estremamente flessibile, riducendo i tempi necessari alla sua riconfigurazione e permettendo l’installazione di differenti sensori senza modificare la sua struttura principale.
Il veicolo dispone, inoltre, di un sistema di autopilota evoluto, in grado di gestire automaticamente velocità, rotta e profondità, oltre alla navigazione mediante waypoint. Le attività di sviluppo comprendono anche l’ottimizzazione della navigazione, dell’obstacle avoidance e della gestione energetica.
La configurazione attuale, che ha già completato il collaudo ed è ora impegnata con le ultime attività di verifica e validazione in mare, comprende una suite acustica, una sonda multiparametrica, un Forward Looking Sonar e una telecamera subacquea.
L’evoluzione prevista a cui si faceva riferimento pocanzi prevede, invece, l’integrazione di Sonar ad Apertura Sintetica (SAS), Multibeam Echo Sounder (MBES), Sub Bottom Profiler (SBP), di sensori per l’individuazione di infrastrutture interrate, di un modem per comunicazioni MANET subacquee e di un sistema energetico con batterie pressure-tolerant ad alta capacità. È inoltre previsto l’impiego di algoritmi di Intelligenza Artificiale per il riconoscimento automatico di anomalie e il monitoraggio delle infrastrutture critiche.
Lo sviluppo di ULTRA costituisce un’ulteriore conferma di come Fincantieri consideri il dominio “underwater” un’area strategica di crescita e innovazione. La tutela delle infrastrutture critiche sottomarine, il monitoraggio dell’ambiente marino e lo sviluppo di capacità autonome sono, infatti, destinati ad assumere un ruolo sempre più centrale nei settori della Difesa e della blue economy.
A tal proposito, non è certo un caso che il piano industriale della nuova piattaforma, che contribuisce in maniera significativa a rafforzare la posizione del Gruppo nell’ambito delle tecnologie subacquee avanzate, nonché ad ampliare la sua offerta di soluzioni integrate volte a rispondere alle esigenze operative del futuro, includa già importanti opportunità di vendita sia a livello nazionale che internazionale, con particolare riferimento all’area mediorientale e ad alcuni dei Paesi africani che si affacciano su Atlantico e Mediterraneo.
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