Forze Armate: pronti a gestire la distribuzione dei vaccini anti Covid-19. Audizione del Comandante Logistico Generale di Corpo d’Armata Francesco Paolo Figliuolo alla IV Commissione del Senato

Roma. Le Forze Armate sono pronte anche a gestire la distribuzione dei vaccini anti Covid-19, una volta che saranno messi a disposizione dalle Case farmaceutiche.

Intervenendo in un’audizione alla IV Commissione (Difesa) del Senato, il Generale di Corpo d’Armata Francesco Paolo Figliuolo, Comandante del Comando Logistico dell’Esercito, rispondendo alle domande dei senatori, ha spiegato come ci si sta organizzando per sostenere tutta le rete di distribuzione,

L’intervento del Generale di Corpo d’Armata Francesco Paolo Figliuolo alla IV Commissione Difesa del Senato

Nel Comitato Tecnico Scientifico siede anche l’Ispettore Generale della Sanità Militare, Tenente Generale Nicola Sebastiani.

Medici e infermieri militari al lavoro di supporto al Servizio Sanitario Nazionale

In base alle indicazioni dell’autorità politica, il Logistico dell’Esercito, ha spiegato il Generale Figliuolo sta pensando alle varie fasi: trasporto, distribuzione, stoccaggio e somministrazione del vaccino.

Le Forze Armate e di Sicurezza stanno pensando anche a come distribuirlo e somministrarlo tra i loro addetti.

Sarà sempre l’autorità politica a comunicare a quali persone sarà sommimistrato, per prima: team medico-sanitari, cittadini con patologie gravi, anziani.

I medici e gli infermieri con le stellette sono pronti. “L’Esercito – ha spiegato il Generale Figliuolo – ha 23 Infermerie presidiarie e oltre 190 Infermerie di Corpo. Ben venga anche la Cabina di Regia per la gestione. Noi siamo sempre pronti ad essere utili alla nostra Patria”.

Proprio sulle Infermerie presidiarie, il capo di Stato Maggiore, Generale di Corpo d’Armata Salvatore Farina sta spingendo molto.

Chiaramente non si guarda solo in Italia ma anche ai Teatri Operativi, dove  i nostri militari sono impiegati e dove la Sanità Militare continua ad esercitare con tutto il suo personale.

Nel corso del suo intervento, il Generale Figliuolo ha anche illustrato ai senatori quanto finora fatto nella gestione dei tamponi naso-faringei ai cittadini.

“Con l’avvio dell’Operazione Igea (voluta dal ministro della Difesa Lorenzo Guerini mar) per la realizzazione dei Drive Through Difesa in supporto ai sistemi sanitari – ha spiegato il comandante Logistico – sono state attivate 200 postazioni, di cui 140 gestite dall’Esercito, delle quali ad oggi 106 sono già operanti sul territorio nazionale”.

Un’area per l’effettuazione del tampone naso faringeo in un Drive Through

“Sin dall’insorgenza della crisi pandemica – ha aggiunto – la Sanità militare ha operato in maniera tempestiva in piena sinergia con il Servizio Sanitario Nazionale”.

Al Policlinico Militare di Roma è stata inizialmente predisposta un’area dedicata all’esigenza di ricovero e cura dei pazienti Covid che in seguito alla riorganizzazione dei reparti ha incrementato il numero di posti letto Covid a 150, di cui 50 modulabili tra terapia intensiva e subintensiva.

Da fine ottobre ad oggi, sono stati ospitati presso il Celio circa 100 degenti ogni giorno (80 in degenza ordinaria e 20 in terapia alta intensità), di cui il 70% civili. Venti degenti ogni giorno, di cui il 40% civili sono invece i dati che riguardano il Centro Ospedaliero Militare di Milano.

La Sanità Militare non è solo emergenza ma continua ad erogare i Lea (Livelli essenziali di assistenza).

La Sanità Militare una risorsa per il Paese

La cultura di un medico militare è quella di risolvere i problemi in emergenza. Non sono mai stati abbassati i livelli di guardia sulle malattie infettive.

Come si sa i militari devono avere grande capacità a proteggersi da ogni possibile attacco, compreso quello di una malattia, di un virus.

Per questo, logicamente, sono pronti a risolvere qualsiasi problema. Sono addestrati, ogni giorno, a questo.

Speriamo che gli errori commessi nel passato, da quando è iniziata la pandemia non siano più compiuti.

 

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