Esercito: Forze Speciali, in atto la campagna di arruolamento. Parla il Tenente Colonnello L.P.

Di Giusy Criscuolo

Roma. Il senso di riservatezza che ha accompagnato in passato la figura delle nostre Forze Speciali e che fino a poco tempo fa ne ha tenuto le porte chiuse è stato finalmente superato. La rinata necessità, di far conoscere, lì dove possibile, le eccellenze che fanno parte delle Forze Speciali dell’Esercito e che sono rappresentate dai Reparti del 9° Reggimento d’assalto paracadutisti “Col Moschin”, 185° reggimento paracadutisti Ricognizione Acquisizione Obiettivi “Folgore” e il 4° Reggimento Alpini Paracadutisti “Ranger”, stanno permettendo a tutti i futuri canditati di poter aspirare al sogno, motivandosi oltremodo.

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Questi Reparti meritano di essere conosciuti per il lavoro che fanno e per l’impegno che impiegano. Per il prodotto di sicurezza che offrono e le capacità che hanno di poter intervenire in qualsiasi momento e in brevissimo tempo. La liberazione di cittadini italiani all’estero, il tenere la sicurezza nelle ambasciate, il fare attività di antiterrorismo, anche in tempo di pace, sono aspetti che devono essere evidenziati. I segreti sono altri. Permettere di conoscere i Reparti in addestramento, cosa fanno, come si impegnano, la loro preparazione diventa uno stimolo ancor più grande per tutti coloro che desiderano farne parte.

Come già accennato nel precedente speciale, entrare a far parte di uno dei reparti di Elite del nostro Esercito non è cosa da tutti. Viene richiesta motivazione, attitudine, dedizione, capacità fisiche non indifferenti, componente psicologica salda, consapevolezza, coscienza per una vita in salita, sacrificio e abnegazione, che saranno ampiamente ripagate dalla qualifica, dal lavoro e dall’appartenenza a “bandiere” così speciali.

Se nel passato il COMFOSE ricercava il personale da formare tra le fila dei VFP4, poiché ritenuti dal punto di vista esperienziale e dal punto di vista dell’investimento quelli più affidabili. Ad oggi il panorama si è ampliato, nonostante l’arruolamento rimane aperto a tutto il personale operante, oggi si punta soprattutto sul VFP1.

Puntare sul VFP1 come investimento potrebbe sembrare più incerto, poiché per volontà propria o per volontà del sistema si potrebbe investire su qualcuno che un domani rischierebbe di non proseguire la scelta intrapresa. Ma l’ipotesi qui paventata trova subito una smentita, perché coloro che hanno il ruolo di scegliere i futuri operatori (essendo personale di ampia esperienza) sono in grado di valutare le motivazioni dei singoli soggetti, anticipando i periodi di un VFP4. I volontari in ferma prefissata oltre ad appartenere ad un bacino più ampio per la selezione, vengono valutati in funzione delle opportunità future. Essendo più giovani, risultano essere più motivati e su di loro si proietta una prospettiva temporale più longeva, che in termini di investimento sulla preparazione di un singolo operatore porta ad ammortizzarne il costo nel tempo.

Puntare sul VFP1 diventa dunque un incentivo per arrivare fino in fondo e mirare ad un definitivo VSP, poiché l’Esercito ha tutto l’interesse a non perdere i volontari su cui punta ed investe.

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Per non lasciare dunque nulla di intentato, e per un definitivo inquadramento dell’argomento abbiamo deciso di rivolgerci ad un operatore altamente qualificato, il Ten. Col. L.P.

Chi può diventare un “Operatore delle Forze Speciali” dell’Esercito?

L’Arruolamento degli Operatori delle Forze Speciali (FS) è un processo, essenzialmente basato sulle attività di ricerca, selezione, formazione e impiego del personale,  con cadenza annuale, con lo scopo di garantire una costante e armonica alimentazione della componente operativa dei tre reggimenti di Forze Speciali dell’Esercito Italiano, ovvero: il 9° reggimento d’assalto paracadutisti “Col Moschin”, 185° reggimento paracadutisti Ricognizione Acquisizione Obiettivi “Folgore” e 4° reggimento Alpini Paracadutisti “Ranger”.

Chiunque faccia parte della compagine dell’Esercito può aderire, secondo modalità differenziare in relazione a ciascuna categoria di personale. In particolare:

− “Ufficiali”: è normalmente rivolto agli Ufficiali provenienti dai corsi Normali dell’Accademia Militare delle “Armi Varie” (Fanteria, Cavalleria, Artiglieria, Genio e Trasmissioni) al termine dei cinque anni di Formazione che culminano con il conseguimento della Laurea Magistrale. Qualora si presentino particolari carenze contingenti, in via straordinaria, può anche essere esteso agli Ufficiali di tutti i ruoli, in servizio presso gli Enti della Forza Armata;

− “Sottufficiali” (ruolo Marescialli): è normalmente rivolto ai Marescialli che concludono la Scuola Sottufficiali di Viterbo con il conseguimento della Laurea Triennale. Anche in questa circostanza, ove si presentino particolari carenze contingenti, in via straordinaria, può essere esteso ai Marescialli già effettivi ai Reparti della Forza Armata;

− “Sottufficiali” (ruolo Sergenti): è rivolto sia ai Sergenti in uscita dai corsi di formazione di base sia ai Sergenti già in servizi

− “Graduati e Militari di Truppa”: è rivolto ai Graduati (Volontari in Servizio Permanente – VSP) e ai Militari di Truppa Volontari in Ferma Prefissata di 4 anni (VFP4) già effettivi agli Enti della Forza Armata, oltre che ai Volontari in Ferma Prefissata di 1 anno (VFP1).

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Un aspirante “Operatore FS” come può presentare la domanda di adesione?

Vi sono due modalità principali:

−       aderendo al bando della Ricerca di Personale per il Comparto Operazioni Speciali che viene emanato annualmente a favore di: Sergenti, Graduati e Militari di Truppa effettivi a tutti gli Enti dell’Esercito;

−       presentando l’istanza di adesione quando si è prossimi al termine del proprio ciclo di Formazione di base in uno degli Istituti della Forza Armata, quindi questo vale per i Tenenti, Marescialli, Sergenti e i Volontari in Ferma Prefissata di 1 anno.

Inoltre, in aggiunta alle suddette modalità, il personale VFP1 può presentare domanda anche in sede di rafferma al secondo anno.

 

C’è una campagna di arruolamento in atto?

In questo momento è in atto la campagna di arruolamento per Operatori FS di tutte le categorie di personale: le modalità di dettaglio sono consultabili sui siti istituzionali dell’Esercito, sia Intenet sia su rete interna.

Tutte le domande sono processate e validate tramite una procedura totalmente informatizzata disponibile sulla rete interna dell’Esercito.

Presentata la domanda gli aspiranti verranno convocati a Pisa presso il “Centro Addestramento per le Operazioni Speciali” (Ce.Add.OS) del “Comando delle Forze Speciali dell’Esercito” (COMFOSE) per le prove fisiche e il tirocinio di selezione. Successivamente, i candidati idonei saranno ammessi al corso di paracadutismo e al corso Operatore Basico per Operazioni Speciali (OBOS), al quale seguirà il corso di specializzazione che sarà condotto in autonomia dai 3 reggimenti, secondo le peculiarità di ogni Reparto.

Ovviamente, in questo particolare momento, ogni fase sarà condotta adottando tutti i temperamenti e le misure a tutela della salute delle persone in contrasto al Covid-19.

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Che vantaggio potrebbe trarre un VFP1 dallo scegliere questo tipo di carriera?

L’iter selettivo e formativo per gli Operatori delle Forze Speciali ha una durata media di circa due anni nel corso dei quali si acquisiscono punteggi elevati per l’eventuale partecipazione ai concorsi dell’Esercito, oltre che per la stabilizzazione professionale dei volontari in ferma prefissata.

In aggiunta, alla luce della rilevanza dell’investimento rappresentato dal percorso formativo per Operatore delle Forze Speciali, al VFP1 che acquisisce la qualifica di “Operatore Basico per le Operazioni Speciali” al termine del Corso OBOS, è offerta la possibilità di partecipare al Bando di Concorso Straordinario per “Volontario in Ferma Prefissata di 4 anni” (VFP4) nelle Forze Speciali dell’Esercito, secondo le tempistiche sancite dalla Direzione Generale per il Personale Militare.

Si chiamano Forze Speciali per un solo motivo. L’iter non sarà una passeggiata e solo i migliori potranno fregiarsi di appartenere ad uno dei tre comparti di Elite dell’Esercito Italiano.

 

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