Francia: 56 anni fa lo scoppio delle proteste di Maggio. Dopo le occupazioni degli Atenei di queste settimane, la mano dura del Governo

PARIGI. Cinquantasei anni fa le proteste nelle Università francesi dettero il via a quello che passò alla Storia come il “Maggio francese”.

Fu dopo Nanterre la celebre Sorbona ad entrare nelle cronache del tempo.

Era il 3 maggio 1968.

Il giorno prima dopo gli scontri tra studenti e gruppi di destra il preside chiuse l’Ateneo e i giovani si riversarono nella capitale per protesta contro la chiusura della loro Università e contro l’invio al consiglio di disciplina di 8 membri di M22, tra cui Cohn-Bendit.

Gli scontri tra studenti e poliziotti

Tra le 300 e le 400 persone occupano il cortile del famoso Ateneo. Tutto si svolse, apparentemente, in modo tranquillo fino a quando non si registrarono scontri con la Polizia che arrestò qualche centinaio di studenti.

Da quel momento iniziò una lunga settimana di scontri che vide protagonisti anche i sindacalisti della Confédération française démocratique du travail (critici quelli comunisti della CGT nei confronti del movimento studentesco) che culmina il 13 maggio (dopo anche l’occupazione del Quartiere Latino con l’erezione di barricate e scontri in piazza) in una manifestazione alla quale parteciparono circa 200 mila persone.

Fu il capo del Governo Pompidou a dovere prendere in mano la situazione cercando di calmare gli animi imponendo alle Forze di Polizia di lasciare la Sorbonne, un modo per mettere fuori gioco il movimento.

Il Presidente della Repubblica De Gaulle, più deciso a chiudere al più presto la questione, in verità restò defilato, in attesa dell’evolversi degli eventi.

La situazione sociale si riscaldò.

Furono organizzati scioperi e occupazioni di fabbriche. Con parole d’ordine quali aumenti salariali, migliori condizioni di lavoro, maggiore autonomia e responsabilità dei lavoratori, forme di cogestione d’impresa, e così via.

A partire da lunedì 6 maggio scontri con le Forze di Polizia incominciarono a svilupparsi intorno alla Sorbona avvicendandosi con dimostrazioni sempre più seguite, indette dal M22, l’UNEF ed il SNESup (il Sindacato degli insegnanti delle scuole superiori) e raggruppando fino a 45 mila partecipanti al grido di “La Sorbona agli studenti” e “Fuori i poliziotti dal Quartiere latino”.

Agli studenti universitari si associarono un numero crescente di liceali, insegnanti, operai e disoccupati.

Il 7 maggio i cortei oltrepassarono la Senna di sorpresa e percorsero i Campi Elisi, a due passi dal Palazzo presidenziale.

Si sentì riecheggiare l’Internazionale sotto l’Arco di Trionfo, là dove si sentiva, di solito, la Marsigliese o le Campane a morto.

Il maggio era iniziato…

Tutto questo 56 anni fa ed oggi?

Oggi si registrano altre proteste iniziate la scorsa settimana. Nei giorni erano stati fatti sgomberare dalle autorità dsi Polizia gli accampamenti alla Sorbonne e a Sciences Po.

 

Forze di Polizia in una manifestazione

Ieri, un’assemblea generale interfacoltà nella regione di Parigi ha analizzato come prendere in considerazione il coordinamento delle proteste.

Semper ieri centinaia di studenti provenienti da diversi siti dell’Università di Parigi hanno occupato la piazza della Sorbona e alcuni di loro hanno iniziato uno sciopero della fame

La mobilitazione interessa anche Lille, Lyon e Saint-Etienne.

In blocco anche le attività nei vari istituti di studi politici a Parigi, Rennes, Strasburgo, Mentone.

Gli studenti chiedono la cessazione dei partenariati accademici con gli Ateni israeliani e il ritiro dei Consigli di amministrazione di L’Oréal, Safran e Thalès.

Intanto, la tensione non si placa a Sciences-po Parigi. La direzione della struttura ha annunciato, ieri sera, la chiusura della sua sede principale a Parigi.

Intanto, sono stati fatti evacuare diverse decine di attivisti filo-palestinesi che occupavano i locali della scuola.

Il Governo di Parigi ha deciso, così, per la mano forte sulle occupazioni.

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