Francia: audizione al Senato per il ministro della Difesa Florence Parly. I militari di ritorno da Wuhan non sono stati sottoposti al tampone per il Covid

Di Valeria Fraquelli

Parigi. Interrogazione parlamentare per il ministro della Difesa francese, Florence Parly.

Il ministro della Difesa francese, Florence Parly

Nel corso delle audizioni alla Commissione d’inchiesta del Senato sul Covid-19, il ministro non sembrava molto a suo agio, tanto meno quando è arrivato il turno del senatore dell’Oise (Dipartimento francese della regione dell’Alta Francia), Olivier Paccaud.

“Confessate che il personale inviato a Wuhan per i Campionati internazionali di Giochi militari – ha detto il senatore rivolto alla Parly – sia stato sottoposto a tampone e confinato?  Non ci è stata negligenza nel modo in cui questi militari sono stati trattati al loro ritorno da Wuhan?” .

Per il parlamentare il contenimento del COVID-19 era relativamente debole.

“Alcuni militari sono rimasti a casa, in permesso – ha ricordato l’ex comandante della Base aerea 110 di Creil sempre nel corso delle audizioni in Commissione -. Non controllavamo i veicoli, né le loro famiglie. Alcuni membri del personale alloggiavano nella base, vi si muovevano e andavano in sala mensa”.

Inoltre, alcuni marinai del “BCR Somme” che erano passati dalla base di Creil sono intervenuti al liceo di Crépy-en-Valois, dove è stato rilevato uno dei primi casi mortali in Francia.

“Avendo giurato di dire tutta la verità, devo dirvi che ho detto qualcosa di inesatto il 4 marzo 2020 all’emittente France 2”, ha riconosciuto Florence Parly.

Quel giorno, avveva detto che i 18 dipendenti dell’Esterel che si erano occupati del rimpatrio “sono stati sottoposti al tampone. Non erano portatori del virus”.

Ed ora il ministro lo ha riconosciuto. era una scorciatoia.

“Ciò che è accaduto – ha aggiunto la titolare della Difesa francese – è che gli equipaggi che rientravano da Wuhan sono stati sottoposti ad un protocollo sanitario estremamente rigoroso, ma che, in effetti, non comprendeva all’epoca dei test. Non essendo medico, vi prego di scusare il carattere un po’ accorciato della mia formula”.

Questo protocollo sanitario era da considerarsi grave, con sorveglianza biquotidiana, da parte dei medici della Servizio Sanitario, con la misurazione della temperatura, per 14 giorni.

Alla fine delle due settimane, nessuno di essi ha presentato sintomi.

“Il dogma in quel momento non era di sottoporre a tampone tutti – ha spiegato Maryline Gygax, direttrice generale del Servizio sanitario delle Forze Armate – ma di testare i pazienti sintomatici”.

Tra l’altro, il ministro ha smentito ogni inadempienza nei confronti dei 18 membri del personale dell’Esterel, provenienti dalla Base aerea di Creil che hanno assicurato il 31 gennaio scorso il rimpatrio dei cittadini francesi.

Un’ipotesi considerata “molto improbabile” per quattro ragioni.

Prima di tutto, ha detto, il personale proveniente dalla Francia non è sceso dall’aereo a Wuhan e vi è rimasto solo il tempo di imbarcare i cittadini.

Come seconda cosa, ma non meno importante, indossavano dispositivi individuali (guanti, maschere, giubbotti antiproiettile).

Infine, rispettavano le distanze di sicurezza dai passeggeri. Nessun incidente ha richiesto il contatto diretto o l’intervento di uno dei passeggeri.

Come ultima accortezza, prima del volo, la presenza di febbre o sintomi è stata verificata con i rimpatriati. Dopo il volo i rimpatriati sono stati sottoposti a test per il SARS Cov-2, tutti negativi. Nessuno di loro ha mostrato sintomi.

Il ministro ha voluto anche smentire la voce che il paziente zero non si trovava probabilmente alla base di Creil.

Semplicemente, perché dei casi si sono verificati al liceo di Crépy-en-Valois prima di arrivare alla base.

Il ministro ha citato il rapporto epidemiologico congiunto della Sanità pubblica francese e del Servizio Sanitario dell’Esercito.

Conclusione del ministro: la Base di Creil non è all’origine dell’attivazione di un cluster nell’Oise.

Ci sono però troppe imprecisioni e incertezze perché le sue affermazioni siano del tutto credibili.

 

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