Francia: i nuovi Rafale nel processo di ammodernamento delle forze aeree

Di Fabrizio Scarinci

PARIGI. Come si è avuto modo di apprendere nel corso degli ultimi giorni, la Difesa francese ha confermato la propria intenzione di ordinare 42 nuovi caccia multiruolo Dassault Rafale F4 da portare, nei prossimi anni, al più moderno Stadard F5.

Un Rafale dell’Armée de l’Air et de l’Espace

Tale richiesta rappresenta, per Parigi, il sesto ordinativo di questo tipo di velivoli. Ricordiamo, infatti, che il primo, per un totale di 13 esemplari, fu emesso nell’ormai lontano 1997 e che, ad esso, ne sarebbero seguiti uno nel 1999 per altri 48 aerei, uno nel 2004 per altri 59, uno nel 2009 per altri 60 e uno nel 2021 per 12 apparecchi volti a rimpiazzare parzialmente la cessione di 24 esemplari più anziani alla Polemiki Aeroporia greca e alla HRZ croata.

Attualmente, tra cessioni all’estero e “attrito operativo”, il numero dei Rafale in servizio con le forze aeree e aeronavali francesi sarebbe di circa 140, e, secondo alcune fonti, potrebbe perfino essere inferiore.

Altra immagine di un Rafale in dotazione alle forze aeree francesi

Oltre ad essi, gli unici altri velivoli da combattimento di prima linea a disposizione di Parigi sarebbero gli ancora molto validi, anche se, ormai, non più modernissimi, Mirage 2000, di cui l’Armée de l’Air et de l’Espace manterrebbe ancora in servizio 97 esemplari (65 della variante 2000D, 26 in versione 5F e sei 2000-BS5 da conversione operativa).

Al fine di rinnovare il proprio parco “aerotattico” e renderlo idoneo ad affrontare le sfide dei prossimi decenni, Parigi ha notoriamente scelto di puntare, insieme a Berlino e Madrid, sullo sviluppo del “sistema di combattimento aereo” di sesta generazione FCAS/SCAF, la cui entrata in servizio è prevista per il prossimo decennio.

Mock-up del nuovo velivolo di sesta generazione FCAS/SCAF

Nondimeno, tale programma sembrerebbe essere caratterizzato da parecchi dissidi e numerose incertezze, che, nel medio-termine, potrebbero facilmente tradursi in una significativa dilatazione delle tempistiche relative all’introduzione dei velivoli.

In tale ottica, dunque, l’ordine appena confermato potrebbe assumere una certa importanza anche al fine di colmare gli eventuali gap capacitivi determinati dalle difficoltà del progetto trinazionale.

Le capacità dei nuovi Rafale

Appartenendo alla variante F4, i nuovi Rafale disporranno, tra le altre cose, di innovativi sistemi quali il casco-visore SCORPION di Thales, il nuovo pod di designazione laser TALIOS (progettato sempre da Thales), due nuovi display sul cockpit, alcune importanti migliorie al software e al sistema di guerra elettronica e, non da ultimo, la variante da 1.000 kg dell'”Amement Air -Sol Modulaire” (AASM) a guida combinata GPS/Laser testata a partire dal 2020.

Una volta aggiornati allo standard F5, a tali aerei dovrebbe essere conferita anche la capacità di utilizzare armamenti del calibro del nuovo missile ipersonico aria-suolo nucleare ASN4G (sostituto designato del supersonico standoff ASMP-A attualmente in servizio) e del “Future Cruise and Anti-Ship Weapon” (FC/ASW), destinato a rimpiazzare tanto i missili da crociera SCALP-EG quanto le varianti aviolanciabili del missile antinave Exocet.

Rafale mentre trasporta un missile nucleare aviolanciabile ASMP-A

Stando a quanto riportato, inoltre, il Rafale F5 dovrebbe anche essere messo in condizione di operare in maniera collaborativa con i velivoli senza pilota nEUROn (o, tutt’al più, con alcune tipologie di droni da essi derivati) al fine di utilizzarli come estensori delle proprie capacità.

Tra i molteplici vantaggi di questo approccio, allo studio anche negli USA e nell’ambito dei vari progetti volti a realizzare velivoli di sesta generazione (come, ad esempio, il GCAP e lo stesso FCAS/SCAF), figurerebbe, nel caso specifico, anche il conseguimento di migliori capacità nel campo della soppressione delle difese antiaeree avversarie; una specialità che, fin dal 1997, le forze aeree francesi affidano non più a sistemi missilistici anti-radar di tipo dedicato, ma ad una combinazione di sistemi di disturbo come lo SPECTRA (specificatamente progettato per il Rafale da parte di Thales) e di altri armamenti non specificatamente pensati a tale scopo.

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