Guardia di Finanza: il Comando Provinciale di Macerata sequestra oltre 150.000 capi di vestiario con i marchi (contraffatti) di famosi brand internazionali della moda. Denunciata un’amministratrice di società

Di Luigi Magliulo                                                    

MACERATA. Ha un volume di oltre 150.000 pezzi il sequestro di capi con marchio di fabbrica contraffatto operato dai finanzieri del Comando Provinciale di Macerata – Compagnia di Civitanova Marche, che hanno conseguito tale risultato nell’ambito delle loro continue attività di controllo economico del territorio, con particolare attenzione alla tutela dei marchi industriali, dei brevetti e del made in Italy.

Un momento dell’operazione che ha portato al sequestro capi d’abbigliamento contraffatti

Ha fare da preludio all’attività in cronaca è stato uno specifico lavoro info-investigativo che le fiamme gialle maceratesi hanno portato avanti con grande scrupolo, fino ad individuare – in capo ad un’insospettabile ditta individuale – l’ingente quantitativo di capi di vestiario tutti corredati dai marchi (contraffatti) dei più famosi brand internazionali del settore, quali: Louis Vuitton, Gucci, Dior, Burberry, Versace, Cavalli, Fendi ed Etro.

In tale contesto operativo i finanzieri hanno sottoposto a sequestro penale anche i macchinari utilizzati per tale produzione illecita.

A mettere sulla strada giusta i finanzieri, più nel dettaglio, sono state alcune attività di osservazione e appostamento che hanno interessato un esercizio commerciale della zona; un’osservazione che i militari hanno presto affiancato ad opportuni riscontri documentali acquisiti grazie alle banche-dati in uso al Corpo.

Autopattuglia in uscita dal Comando Provinciale GDF di Macerata

Proprio sulla base di tali acquisizioni probatorie ottenute attraverso lo strumento telematico, gli investigatori della GDF civitanovese sono così riusciti a ricostruire la ramificata filiera commerciale attraverso la quale i prodotti venivano distribuiti, ma soprattutto ad individuare il principale sito di produzione e stoccaggio dei prodotti illeciti in questione, tutti accuratamente confezionati e pronti per essere immessi in commercio.

La titolare della ditta individuale coinvolta nel “business” in questione è stata denunciata a piede libero alla Procura della Repubblica di Macerata, presso la quale dovrà presto rispondere dei reati d’introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi, fabbricazione e commercio di beni realizzati usurpando titoli di proprietà industriale, ai quali si unisce anche il reato di ricettazione.

Come sempre, durante ogni fase iniziale di ogni procedimento giudiziario, va rammentato che la persona convolta nella vicenda beneficia del principio della presunzione d’innocenza, pertanto ogni sua responsabilità penale per i fatti contestatigli non potrà essere dichiarata prima che, nei suoi stessi confronti, non sia intervenuta una sentenza irrevocabile di condanna.

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