G7 di Taormina, appello per la partecipazione della Russia

Roma. In una lettera aperta inviata al presidente del Consiglio dei ministri, Paolo Gentiloni, Virgilio Dastoli, presidente del Consiglio italiano del Movimento Europeo (CIME), Gian Maria Fara presidente di EURISPES e Gianguido Folloni, presidente dell’Istituto Italiano per l’Asia ed il Mediterraneo (ISIAMED) in occasione del vertice G7, in agenda il prossimo maggio a Taormina (Messina) evidenziano come la mancanza al tavolo di un rappresentante della Federazione russa abbia bisogno di scelte diverse da parte della diplomazia italiana. Verso la quale chiedono un impegno maggiore per risolvere questa questione.

Dal 1° gennaio scorso l’Italia ha assunto la presidenza del G7. E, tra le molte responsabilità, si legge nella lettera a maggio “organizzerà a Taormina il prossimo summit dei Capi di Stato e di Governo, con la partecipazione di nuovi leader mondiali, come il presidente americano Donald Trump, il nuovo presidente francese eletto ed il primo ministro inglese Theresa May”.

Ma nella cittadina italiana potrebbe mancare, come detto, ancora una volta, il residente della Federazione russa, Vladimir Putin.

Il presidente della Federazione russa, Vladimir Putin.

“Oppure – scrivono i presidenti dei tre organismi – Taormina, su iniziativa italiana, potrebbe diventare il momento per riaprire un dialogo costruttivo con Mosca”. La Russia, infatti, può essere un partner importante, in particolare dell’Unione europea, per risolvere le questioni globali. “In primo luogo – aggiungono Dastoli, Fara e Folloni – quella relativa alla sicurezza, ma anche quelle riguardanti le migrazioni, lo sviluppo economico e la creazione di nuovi assetti internazionali pacifici e multicolori”.

Al capo del Governo italiano ricordano, poi, come egli ha già avuto modo di sottolineare che “le sfide globali impongono a tutti di abbandonare la logica della guerra fredda, senza rinunciare ai principi”. E le recenti dichiarazioni del ministro degli Esteri, Angelino Alfano, sull’impegno ad operare per un reintegro della Russia nel G8, offrono per CIME, EURISPES e ISIAMED “dei primi, chiari elementi di indirizzo circa la linea di impegno che il Governo italiano dovrebbe opportunamente promuovere a questo scopo”.

Fino al 2014 i grandi del mondo formavano il G8, con la partecipazione della Federazione russa, iniziata formalmente nel lontano 1998, poi sospesa a seguito della crisi in Ucraina, del referendum in Crimea e della imposizione delle sanzioni incrociate.

 

 

 

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