Di Fabrizio Scarinci
BERLINO. Nel corso delle ultime ore la Bundeswehr ha ufficialmente intrapreso l’attivazione della sua nuova componente di difesa antimissilistica incentrata sugli intercettori Arrow 3 di concezione israelo-statunitense.

Acquistati dal governo di Tel Aviv attraverso un accordo di circa 4 miliardi di euro, tali intercettori dispongono di una gittata di oltre 2400 km (cosa che li mette in condizione di coprire non solo il territorio tedesco ma anche quello di altri Paesi europei) e risultano capaci, anche grazie a sensori ad altissima precisione, di neutralizzare a quote praticamente eso-atmosferiche diverse categorie missili balistici (secondo varie fonti anche quelli appartenenti alla categoria degli ICBM).
Le loro capacità sono state ampiamente dimostrate anche nel corso delle numerose operazioni di intercettazione condotte nell’ultimo biennio dallo Stato Ebraico al fine di contrastare gli intensi attacchi missilistici delle forze iraniane.

Le prime unità di questa nuova componente della Difesa tedesca sono state schierate nella base aerea di Holzdorf, a sud di Berlino.
Nei prossimi anni, ulteriori unità saranno schierate in Baviera e nello Schleswig-Holstein.
Nondimeno, la Full Operational Capability non arriverà prima del 2030.
Non diversamente dall’acquisto dei caccia di fabbricazione statunitense F-35 Lightning II, gli Arrow 3 schierati da Berlino, che mira ad integrarli anche in ambito NATO e in seno alla “European Sky Shield Initiative”, sembrerebbero rispecchiare non solo l’intenzione della Bundeswehr di colmare nel minor tempo possibile una lacuna difensiva, ma anche un più generale tentativo dei vertici tedeschi di porsi alla guida dell’Europa della Difesa con il benestare di Washington.
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