Di Paola Ducci*
BERLINO. Le tattiche di Blitzkrieg della macchina da guerra nazista erano il fiore all’occhiello della Germania e il successo dipendeva per la maggior parte dall’alta mobilità.

Grazie alle loro capacità su strada e fuori strada, le motociclette divennero una componente importante dell’arsenale tedesco, con un impatto particolarmente significativo nelle campagne francesi e russe.
Le truppe motociclistiche, note come Kradschützen Truppen, erano unità di fanteria motorizzate, leggermente armate e altamente mobili della Wehrmacht e delle Waffen-SS tedesche.
Le Kradschützen Truppen furono impiegate in diversi ruoli tra cui pattugliamento, raccolta di informazioni e compiti di polizia nell’Europa occupata.
I motociclisti potevano essere presenti in ogni unità di una divisione di fanteria e Panzer, compreso il quartier generale che aveva un plotone di messaggeri motociclisti.

La loro versatilità permetteva di sorvegliare le posizioni nemiche fino a quando non si trovavano sotto il fuoco prima di riferire informazioni vitali sulla posizione e la forza del nemico.
Nel 1938 furono prodotte circa 200 mila motociclette in Germania e nei territori occupati. Le marche principali erano BMW, DKW, NSU, Triumph, Victoria e Zundapp. Anche le combinazioni di sidecar, spesso montati con una mitragliatrice MG34/42, rendevano la moto un’arma molto efficace.
La BMW R75 fu la prima motocicletta con sidecar prodotta durante la Seconda guerra mondiale dall’azienda tedesca BMW.
Negli anni ’30 la BMW stava già producendo un gran numero di motociclette popolari dalle alte prestazioni e sviluppò la R75 in risposta a una richiesta dell’Esercito tedesco di una macchina fuori strada più efficiente.
Venne quindi sviluppato un mezzo tecnicamente avanzato in cui la ruota del sidecar era guidata da un asse collegato alla ruota posteriore della motocicletta, rendendo il veicolo in pratica un triciclo. Fornita di un differenziale impostabile su rapporti per strada e fuoristrada, la R75 era altamente manovrabile e capace di adattarsi a molteplici superfici.
Fu anche equipaggiata con la retromarcia.
La BMW R75 e la sua rivale, la Zündapp KS 750, furono entrambe largamente usate dalla Wehrmacht in Russia e Nord Africa, sebbene dopo un periodo di prova divenne chiaro che la Zündapp era una macchina migliore.
Nell’agosto 1942 Zündapp e BMW, su insistenza dell’Esercito, si accordarono per la standardizzazione dei pezzi per entrambe le macchine, con l’intenzione di creare eventualmente un ibrido Zündapp-BMW (denominato BW 43) in cui un sidecar BMW 286/1 sarebbe stato innestato su una motocicletta Zündapp KS 750.
Decisero anche che la produzione dell’R75 dovesse cessare una volta prodotte 20.200 unità, dopodiché BMW e Zündapp avrebbero prodotto solo la macchina Zündapp-BMW, realizzando 20 mila unità ogni anno.
Tuttavia nel 1943, con lo sviluppo dei Kampfgruppen, dei Reggimenti di granatieri panzer e dei semicingolati corazzati, le grandi formazioni di Kradschützen Truppen divennero obsolete e i soldati furono trasferiti ad altri servizi. Per il resto della guerra le motociclette sarebbero state adibite a ruoli di supporto come corrieri, messaggeri e ricognizione leggera.
Dato che l’obiettivo di realizzare 20.200 BMW R75 non fu mai raggiunto, questa rimase in produzione finché la fabbrica a Eisenach non fu così danneggiata dai bombardamenti alleati che la produzione cessò nel 1944.
Il programma di standardizzazione significava che le macchine prodotte da BMW e Zündapp usavano il 70% di componenti uguali.
Ciò semplificò il rifornimento di parti di ricambio per questi veicoli, alcuni dei quali sono tuttora nelle mani di appassionati di motociclette storiche.
Tali veicoli sono ora altamente richiesti come oggetti da collezionismo per la loro tecnologia complessa e durevole e, di conseguenza, sono molto costose.
Una R75 ben restaurata può oggi essere usata senza problemi per attività di tutti i giorni sia su strada o fuori strada.
Nel 1954 un piccolo numero di R75 modificate venne prodotto a Eisenach (allora nella RDT controllata dai sovietici) per dei test con la designazione AWO 700, ma non entrarono mai in piena produzione.
*Editor per l’Ufficio Storico dello Stato Maggiore della Difesa
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