Gli errori strategici russi rincuorano il morale del popolo dell’Ucraina

Di Pierpaolo Piras

Kiev. Mentre l’assalto fallito a Hostomel (centro urbano in prossimità di Kiev e sede di un importante aeroporto commerciale e militare) e la mancata presa della grande città di Kharkiv hanno sorpreso alcuni commentatori, queste sono solo le salve di apertura delle prime ore di attacco russo alla Ucraina, alcuni giorni fa.

Fin dal suo esordio, l’invasione russa dell’Ucraina ha sorpreso un po’ tutti – e ha continuato ad esserlo anche dopo.

Priva di una sapiente azione di coordinamento, a volte a conduzione dilettantesca, ha suscitato presso gli analisti il vivo timore che il Cremlino stesse preparando l’utilizzo di strumenti bellici fra i più brutali e mortali, al fine di ottenere un rapido successo sul campo, anche se ad un prezzo ben superiore in termini di distruzioni e perdite di vite umane.

La sorpresa

Tra le varie ipotesi elaborate per spiegare questo fenomeno fallimentare, lo stupore degli analisti militari emerge legandolo all’errata convinzione della classe dirigente russa che gli ucraini nutrissero una intenso legame di fondo con la Federazione Russa e che pertanto avrebbero scontatamente – e persino acconsentito – alla caduta di  Volodymyr Zelenskyj, Presidente della Ucraina, una volta che le truppe di Mosca avessero varcato i confini nazionali.

Il primi fallimenti

Al contrario, l’avanzata delle colonne motorizzate e corazzate russe è stata rallentata fin dai prime ostilità fino a essere fermata a circa 30 Km. da Kiev, la capitale dell’Ucraina, a causa di gravi problemi logistici e dalla carenza di carburante.

Dal lato delle forze militari ucraine, sono state, invece, contrapposte soluzioni “creative” a difesa del proprio Paese: incluso l’utilizzo di un drone armato di missili anticarro per la distruzione di una lunga colonna meccanizzata russa.

Gli osservatori sul posto raccontano di comportamenti eroici da parte di migliaia di resistenti ucraini, sia militari che civili.

I russi non se lo aspettavano: sono stati prima ostacolati, poi fermati dagli ucraini. In ultimo è giunto in loro un forte sentimento di frustrazione.

Le forze armate di Kiev hanno affermato che nei primi due giorni di combattimenti, hanno distrutto 146 carri armati russi, 27 aeroplani, 26 elicotteri, 706 veicoli corazzati da combattimento, 49 pezzi di artiglieria e un moderno sistema aereo antimissilistico.

Riferiscono anche di 4.300 soldati russi morti e oltre 200 fatti prigionieri.

Truppe nel DONBASS

La responsabilità dello Stato Maggiore russo

Ma la prima grande meraviglia in questa guerra russo-ucraina deriva dal fallimento del comando militare superiore russo, nonostante la lunga preparazione operativa, logistica, nella concentrazione di una enorme forza militare.

Serviva inoltre la concentrazione di una grande quantità di munizionamento, indispensabile per progettare e quindi attuare un’offensiva efficace.

I primi errori includono il drammatico atterraggio in elicottero delle forze aviotrasportate russe all’aeroporto militare di Hostomel, appena a nord-ovest di Kiev, molto prima dell’invasione massiccia, effettuata senza alcun supporto aereo significativo.

Fino ad oggi, in oltre  cinque giorni di combattimenti , le forze ucraine, pressoché prive di protezione aerea, hanno scacciato i russi dalle vicine città di Bucha e Irpin appena fuori della capitale.

Un attacco altrettanto timido è avvenuto domenica nella città orientale di Kharkiv, dove è avvenuta un’incursione di forze speciali russe (spetsnatz) con lo sparuto ausilio di camion e veicoli corazzati leggeri anziché potenti carri armati pesanti. È stato respinto nelle prime ore pomeridiane con gravi perdite russe.

Altrettanto sconcertante per gli osservatori occidentali è stato l’uso molto limitato della possente aviazione russa.

Probabilmente si pensava che Mosca avrebbe mirato a mettere fuori combattimento i jet e gli elicotteri ucraini all’albeggiare del primo giorno, stabilendo così la propria superiorità aerea.

Il morale ucraino

Tali sorprendenti inversioni hanno sollevato il morale ucraino. Il paese sta ora vivendo una straordinaria mobilitazione nazionale in cui le persone, per lo più uomini, continuano a fare lunghe fila per arruolarsi, mentre altri hanno iniziato a preparare le incendiarie bottiglie “molotov” per prepararsi alle feroci battaglie che eventualmente seguiranno per il controllo delle grandi città, laddove ruota il potere dello Stato.

Anche se Zelenskyj dovesse essere catturato o ucciso in un attacco missilistico o dagli spetsnatz , la nazione sembra pronta a continuare a combattere.

Nonostante tutti i passi falsi commessi finora dai russi, le forze militari più grandi di Mosca hanno fatto progressi costanti altrove, schivando la resistenza ove possibile.

Le principali forze di attacco all’Ucraina sono dirette verso Kiev.

I russi sembra che stiano isolando gradualmente i territori a sud, a est di Kherson e alla foce del fiume Dnepr, ad eccezione della città di Mariupol, sempre più isolata, che resiste.

In altre parole, gli errori russi potrebbero aver solo oscurato la forza di fondo della sua posizione complessiva.

L’ansia è che Putin possa ricorrere a una guerra urbana, un tipo di combattimento nel quale si ritiene che un aggressore abbia bisogno di un vantaggio di cinque a una per prevalere.

Non è chiaro quanto siano organizzate le difese di Kiev, data la mobilitazione dell’ultimo minuto di Zelenskyj la scorsa settimana, ma un modo in cui la Russia potrebbe forzare una vittoria è quello di usare le armi indiscriminatamente, specie se il secondo obiettivo di Putin è quello di ottenere una rapida vittoria per salvare la faccia e dignità.

Questa guerra è iniziata male e c’è la possibilità che si concluda peggio

Non è un caso che una colonna motorizzata e corazzata lunga oltre 50 km sia alle porte di Kiev. Il che fa presagire ad una penetrazione e conquista, a qualsiasi costo – Cecenia docet – delle forze russe all’interno della capitale e delle altre principali città.

La governance russa continua nella propria convinzione che l’Ucraina  sia uno Stato totalmente privo di una sua sovranità giuridica e identità nazionale, che Kiev possa essere presa in tempi rapidi, in modo che il presidente Zelenskyj possa essere deposto, e infine che al suo posto si possa instaurare un regime fantoccio compiacente.

Mosca sta ora pagando un alto prezzo in vite umane e nel suo piano strategico, per via di una pianificazione casuale e arrogante e per non  aver sapientemente riflettuto sull’ampiezza dell’intervento in Ucraina.

Cos’altro potrebbe accadere?

Alcuni ritengono che pochi giorni di progressi limitati diventeranno presto irrilevanti una volta che l’intera potenza militare russa sarà esercitata, ma questo è sbagliato.

I primi giorni si stabiliscono sempre le condizioni per quelli che verranno.

Influiscono sulla transizione dalla prima fase della guerra convenzionale alla fase successiva della guerra urbana e potenzialmente alla fase successiva della resistenza a un’occupazione indesiderata.

Forze corazzate ucraine

Cosa ci si aspettava?

Ai russi è stato anche attribuito il merito di aver sviluppato un modalità di conduzione delle ostilità che si sarebbe aggiunta ai loro vantaggi già raggiunti: per completezza, ai classici strumenti del potere militare è stato necessario aggiungere l’efficacia delle forze speciali, la capacità di realizzare attacchi informatici e l’attivazione di campagne di informazione a proprio vantaggio.

In quella che è stata descritta come una “guerra ibrida”, i russi agirebbero in maniera coordinata per formare un assalto sincronizzato che lascerebbe i loro nemici pericolosamente confusi.

Alcuni hanno persino suggerito che esistesse una “zona grigia” di guerra psicologica, nella quale i conflitti potrebbero essere perseguiti prima della guerra vera e propria, e in cui ci sarebbero modalità diverse per interrompere le infrastrutture nazionali e confondere la popolazione con messaggi falsi.

In guisa che non sarebbe nemmeno necessario ricorrere a forze armate.

Le guerre narrative

Eppure, nel corso di questi ultimi mesi di preparazione dell’attacco, invece di qualche equivalente russo di “shock and awe” (colpisci e terrorizza), c’è stata un’offensiva curiosamente casuale e incoerente.

Ci sono stati alcuni attacchi informatici prima dell’inizio dell’invasione, ma niente di insolito per gli ucraini che ne sono stati sottoposti regolarmente per otto anni, dopo il 2014.

Il servizio Internet e telefonico ucraino ha continuato a funzionare. Nel frattempo, i siti del governo russo sono stati rimossi grazie, a quanto pare, al gruppo di hacker indipendente Anonymous.

La guerra vera

E’ notizia odierna che nutriti reparti di paracadutisti russi sono giunti a Kharkiv.

Alla luce della fluidità del quadro bellico, ci sarà ancora tanto da raccontare.

 

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