Gorbačëv: il Nobel per la pace che ha involontariamente favorito la guerra. Un libro di Pierluigi Franco spiega il perchè

ROMA. Nell’inevitabile processo di “santificazione” che fa seguito alla morte di personaggi del calibro dell’ex Presidente sovietico Michail Gorbačëv, c’è anche chi si sfila dal coro provando a tenere fermo il timone della necessaria riflessione critica.

Tra questi c’è Pierluigi Franco, già corrispondente dell’Agenzia di stampa ANSA dal Medio Oriente e ideatore di ANSA Nuova Europa, canale di informazione specializzato sull’Est Europa e nei Balcani, autore di un libro di imminente uscita per Rubbettino dal titolo “Gorbačëv. Il furbo ingenuo. Una storia non agiografica alle origini della crisi mondiale (e ucraina)”.

La copertina del libro di Pierluigi Franco

Il volume, dedicato a Demetrio Volcic, storico corrispondente della RAI da Mosca, traccia la parabola politica del defunto Premio Nobel per la Pace, dalle origine contadine ai vertici del Politburo e poi dell’intero blocco sovietico fino alla dissoluzione dello stesso e a quel lungo periodo di instabilità post muro che ha portato all’ascesa del potere dell’attuale presidente Putin.

La storica firma del Trattato INF tra Gorbaciov e Reagan

C’è, secondo Franco, un collegamento molto forte che tiene uniti i due Presidenti, Gorbačëv e Putin.

Il Presidente russo, Vladimir Putin

L’ascesa del secondo è stata resa possibile unicamente da una transizione non democratica, non adeguatamente preparata e controllata ma solo subita.

“La disgregazione dell’antico impero russo-sovietico – scrive Franco – si è dimostrato il vero danno per il mondo, come Thatcher e Bush avevano temuto. Un danno di cui anche l’Occidente sta pagando le pesanti conseguenze e continuerà a pagarle. I rischi aperti dall’era Gorbačëv sono sfociati in invasioni e conflitti che l’Europa aveva dimenticato finché ha vissuto all’ombra protettiva della stabilità di Yalta”.

I protagonisti della Conferenza di Yalta (febbraio 1945)

“Sarebbe stato senz’altro meglio avviare un processo di democratizzazione a Est mantenendo gli equilibri del mondo – aggiunge l’autore – cosa che Gorbačëv non è riuscito a fare. Tirando le somme si può dire che l’uomo che voleva favorire la pace, sbagliando politica ha involontariamente favorito la guerra. E il dramma dell’Ucraina ne è la dimostrazione più tragica”, scrive l’autore.

“Ciò che resta al mondo di Gorbačëv e della sua politica – evidenzia Pierluigi Franco – è ancora oggetto di discussione. Ma certamente i risultati della sua inspiegabile fretta non sono stati lusinghieri. Per troppi aspetti Gorbačëv resta ancora una specie di mistero”.

Quel furbissimo uomo che era riuscito a scalare a tempo di record tutti i gradini della politica sovietica, sul fronte della gestione interna ed esterna mostrò un’incredibile e straordinaria ingenuità.

“Viene da chiedersi – sostiene l’autore del volume – secondo quale logica si sia circondato di personaggi di una mediocrità tanto evidente e sconfortante. E c’è ancora chi si chiede cosa significasse davvero Perestojka. Né si può dire che il libro di Gorbačëv dedicato all’argomento offra delucidazioni, essendo sostanzialmente un riassunto dei suoi interventi al Politburo basati su un approccio politico-filosofico senza un seguito pratico”.

“Sulla tanto sbandierata ristrutturazione economica in URSS – sostiene ancora Franco – non era stato fatto assolutamente nulla, se non parole e sconquassi. Quello che poi non si comprende, come ebbe anche a sottolineare nel maggio 1991 il direttore della CIA, William Webster prevedendo la fine di Gorbačëv, è come non si sia pensato innanzitutto a interventi di rinnovo delle infrastrutture, passaggio necessario per ogni ristrutturazione economica. Ma nessuno lo ha suggerito a Gorbačëv che ha seguitato a danneggiare il sistema produttivo con annunci vuoti e senza capire da dove cominciare davvero, limitandosi a rimuovere continuamente i presunti responsabili degli insuccessi”.

 

Pierluigi Franco: Gorbačëv. Il furbo ingenuo. Una storia non agiografica alle origini della crisi mondiale (e ucraina)- Editore: Rubbettino- Pagine: 380- Prezzo: 19,00 euro. In uscita a settembre

 

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