Grande Guerra: il 9 agosto 1918 il volo di D’Annunzio su Vienna

Gardone Riviera (Brescia). Era il 9 agosto 1918 quando Gabriele d’Annunzio partì dal campo di San Pelagio (Padova) con 11 aerei S.V.A. alla volta della capitale dell’Impero austro-ungarico per il grande raid aereo, passato alla Storia come “Il volo su Vienna”.

Il modellino dello SVA

 

Più precisamente si trattava di 8 Ansaldo S.V.A. dell’87ª Squadriglia Aeroplani battezzata “La Serenissima”, ideata direttamente da D’Annunzio.

Sula capitale austriaca furono lanciati i volantini inneggianti la Libertà e l’Intesa.

Questo il testo:

VIENNESI!

Imparate a conoscere gli italiani.
Noi voliamo su Vienna, potremmo lanciare bombe a tonnellate. Non vi lanciamo che un saluto a tre colori: i tre colori della libertà.
Noi italiani non facciamo la guerra ai bambini, ai vecchi, alle donne.
Noi facciamo la guerra al vostro governo nemico delle libertà nazionali, al vostro cieco testardo crudele governo che non sa darvi né pace né pane, e vi nutre d’odio e d’illusioni.

VIENNESI!

Voi avete fama di essere intelligenti. Ma perché vi siete messi l’uniforme prussiana? Ormai, lo vedete, tutto il mondo s’è volto contro di voi.
Volete continuare la guerra? Continuatela, è il vostro suicidio. Che sperate? La vittoria decisiva promessavi dai generali prussiani? La loro vittoria decisiva è come il pane dell’Ucraina: si muore aspettandola.

POPOLO DI VIENNA, pensa ai tuoi casi. Svegliati! 
VIVA LA LIBERTÀ!
VIVA L’ITALIA!
VIVA L’INTESA!

Furono lanciate anche 350 mila copie di un secondo, più pratico ed efficace, volantino scritto da Ugo Ojetti e tradotto in tedesco.

Questo il testo:

WIENER!

Lernt die Italiener kennen.
Wenn wir wollten, wir könnten ganze Tonnen von Bomben auf eure Stadt hinabwerfen, aber wir senden euch nur einen Gruss der Trikolore, der Trikolore der Freiheit.
Wir Italiener führen den Krieg nicht mit den Bürgern, Kindern, Greisen und Frauen. Wir führen den Krieg mit eurer Regierung, dem Feinde der nationalen Freiheit, mit euren blinden, starrköpfigen und grausamen Regierung, die euch weder Brot noch Frieden zu geben vermag und euch nur mit Hass und trügerischen Hoffnungen füttert.

WIENER!

Man sagt von euch, dass ihr intelligent seid, jedoch seitdem ihr die preussische Uniform angezogen habt ihr seid auf das Niveau eines Berliner-Grobians herabgesunken, und die ganze Welt hat sich gegen euch gewandt.
Wollt ihr den Krieg fortführen? Tut es, wenn ihr Selbstmord begehen wollt. Was höfft ihr? Den Entscheidungssieg, den euch die preussische Generale versprochen haben?
Ihr Entscheidungssieg ist wie das Brot aus der Ukraina: Man erwartet es und stirbt bevor es ankommt.

Bürger Wiens! Bedenkt was euch erwartet und erwacht!
HOCH LEBE DIE FREIHEIT!
HOCH LEBE ITALIEN!HOCH LEBE DIE ENTENTE!
Il volo era stato progettato dallo stesso Poeta nel 1917.
Ma a causa di difficoltà tecniche e politiche, legate soprattutto al problema dell’autonomia di volo dei velivoli per una rotta di 1000 chilometri ed al rischio che D’Annunzio potesse essere catturato chiaramente con conseguenze propagandistiche di grande valore per il nemico spinsero i vertici militari prima a porre il veto al progetto e poi ad ordinare che le prove di collaudo si facessero, ma senza alcune forzatura.

Il piccolo libro delle Lettere di Santa Caterina

Gabriele d’Annunzio era sullo S.V.A. pilotato da Natale Palli, mentre al comando degli altri  c’erano Gino Allegri, Ludovico Censi, Vincenzo Contratti, Francesco Ferrarin, Aldo Finzi, Giordano Bruno Granzarolo, Antonio Locatelli, Alberto Masprone, Piero Massoni e Giuseppe Sarti.
Le fotografie pubblicate (tratte dal profilo Facebook del Vittoriale degli Italiani di Gardone Riviera) ritraggono la carta di bordo usata da Gabriele d’Annunzio durante il volo, il modellino dell’aereo S.V.A. e il piccolo libro delle Lettere di Santa Caterina che contiene l’espressione “Quis contra nos?”, poi divenuto motto dannunziano.
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