Di Fabrizio Scarinci
WASHINGTON D.C.. Dopo l’incontro di ieri a Washington con JD Vance e Marco Rubio, il ministro degli Esteri danese, Lars Lokke Rasmussen, e quello groenlandese, Vivian Motzfeldtha, hanno ammesso con profondo rammarico di non essere riusciti a far sì che gli Stati Uniti cambiassero la loro posizione riguardo al futuro della Groenlandia.

Nel ribadire la totale inaccettabilità di ogni idea che non rispetti l’integrità territoriale del Regno di Danimarca e il diritto all’autodeterminazione del popolo groenlandese, essi hanno anche sottolineato come, in base all’accordo di difesa del 1951, gli USA abbiano già la possibilità di chiedere un aumento della loro presenza militare, ricordando come, ad un certo punto della Guerra fredda, le basi di Washington presenti sull’isola fossero addirittura 17 (mentre ora ne rimane solo una).

Chiaramente, l’attuale scenario internazionale imporrebbe un significativo rafforzamento delle capacità di difesa schierate in territorio groenlandese, ma, anche in tale situazione, ribadisce Rasmussen, non è affatto necessario che esso venga annesso da Washington.
Ancor più chiare sono, poi, state le parole di Vivian Motzfeldtha, che ha specificato, senza mezzi termini, come gli abitanti dell’isola non vogliano affatto essere controllati dagli USA.

Malgrado la situazione appena descritta, dalla riunione è comunque emersa qualche notizia positiva, come quella riguardo alla decisione di formare un gruppo di lavoro di alto livello con l’obiettivo di esplorare la possibilità di trovare una via comune, concentrandosi sia sulle preoccupazioni di sicurezza statunitensi che sul rispetto delle “linee rosse” danesi (prima su tutte quella concernente un’eventuale conquista dell’isola da parte di Washington).
Dal canto suo, anche il Presidente americano Donald Trump, dopo aver comunque ribadito come la Groenlandia serva agli USA per ragioni di sicurezza nazionale e come la NATO sarebbe molto più sicura se Washington la controllasse, sembrerebbe aver trovato spazio per toni all’apparenza più concilianti, mettendo in chiaro la propria volontà di trovare una soluzione.
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