Guardia di Finanza: a Brescia e Treviso scoperti 233 indebiti percettori del Reddito di Cittadinanza

Di Aldo Noceti

Brescia – Treviso. Soggetti condannati in via definitiva per gravi reati, tra i quali uno straniero sottoposto agli arresti domiciliari ma proprietario di 3 autovetture di lusso nelle quali figura anche una Porsche.

C’è un po’ di tutto tra i 117 indebiti percettori del Reddito di Cittadinanza (RdC) che i finanzieri del Comando Provinciale di Brescia hanno scovato in tutta la provincia a seguito d’una mirata attività svolta a tutela del bilancio pubblico, condotta in collaborazione con i competenti uffici dell’INPS.

Proprio sulla base di questi riscontri sono così emerse le posizioni irregolari di molti percettori del citato beneficio i quali, dopo aver presentato dichiarazioni contenenti false informazioni circa le loro condizioni lavorative, reddituali o patrimoniali, erano riusciti indebitamente ad intascare denaro della collettività.

La mirata attività d’indagine compiuta dalle fiamme gialle bresciane non ha però lasciato ulteriore spazio a tali “furberie” e così – oltre alla denuncia di tutti i responsabili – è stata informata la Direzione Provinciale dell’INPS per l’immediata sospensione e conseguente revoca del citato beneficio.

Nel frattempo, sono state avviate le previste procedure di recupero delle somme indebitamente incassate e che ammontano a diverse centinaia di migliaia di euro.

GDF (TV) controlli RdC

Da rilevare come, proprio ieri, i finanzieri del Comando Provinciale di Treviso abbiano concluso una analoga attività scoprendo 116 indebiti percettori del Reddito di Cittadinanza, anche questi individuati grazie alla fondamentale collaborazione fornita dall’INPS.

Come normalmente avviene in tali occasioni, le attività di controllo sono state concentrate sulla veridicità dei dati contenuti nelle autodichiarazioni presentate da persone che avevano richiesto e ottenuto il RdC nel territorio provinciale, più in particolare nell’accertamento dei loro stati d’indigenza, sulla loro residenza, sulla composizione del nucleo familiare nonché sulle loro effettive disponibilità patrimoniali.

Particolarmente significative, tra varie realtà portate alla luce dai finanzieri trevigiani, le posizioni di due soggetti i quali – nonostante avessero vinto 1,6 mln di euro l’uno e 500.000 mila euro l’altro – avevano pensato bene di rimpinguare le loro entrate con lo stesso RdC.

Anche per le irregolarità commesse in questa provincia, ingente è stato il danno economico per le casse dello Stato quantificabile in almeno 700.000 euro.

Le attività di contrasto a questo intollerabile fenomeno che sottrae risorse vitali a chi ne ha reale bisogno, continuano comunque su tutto il territorio italiano con uno sforzo che la Guardia di Finanza rinnova costantemente impiegando nel particolare settore d’intervento molte tra le sue molteplici competenze investigative.

 

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