Guardia di Finanza: a Crotone contrasto allo streaming illegale e alla pirateria audiovisiva

Di Luigi Magliulo

CROTONE.  Nell’ambito delle attività svolte a contrasto della pirateria audiovisiva digitale, sviluppate anche in ragione dell’avvio dei mondiali di calcio FIFA 2026, i finanzieri del Comando provinciale della Guardia di
Finanza di Crotone, con il supporto del Nucleo Speciale Tutela Privacy e Frodi Tecnologiche e del Nucleo
Speciale Beni e Servizi – Gruppo Radiodiffusione Editoria di Roma, hanno individuato 3 centrali di
smistamento illegale del segnale IPTV, tutte dislocate nella città pitagorica. La gestione delle centrali è
riconducibile a quattro italiani che hanno venduto abbonamenti “pirata” attraverso cui migliaia di clienti
accedevano, illegalmente, ai contenuti offerti da Sky, Dazn, NowTv, Netflix, Disney+ e Spotify.

L’individuazione dei centri di distribuzione illecita è avvenuta grazie all’approfondimento di diverse
segnalazioni di operazioni sospette da cui sono state avviate indagini finanziarie.

Le indagini della Gdf

In particolare, a destare
perplessità sono state, in una prima fase, le causali dei diversi bonifici monitorati, riportanti la dicitura “IBO
PLAYER PRO”, un software compatibile con la riproduzione di flussi streaming illeciti, installabile su
smartphone, smart-tv, computer etc.
Successivamente, sono stati delineati i vari livelli del sistema criminale: al vertice della filiera illecita, i fornitori
principali noti come “head-provider”, che gestiscono l’architettura dei server sorgente; a metà, i soggetti
intermedi denominati “reseller”, diffusi su tutto il territorio nazionale, che rivendono gli abbonamenti a unal
platea indiscriminata di utenti finali, posti al termine della catena di distribuzione.

L’azione sinergica sviluppata dai diversi Reparti della Guardia di Finanza ha reso possibile estendere gli
accertamenti su tutto il territorio nazionale disarticolando l’intera filiera illecita.

L’attività investigativa ha infatti permesso di cristallizzare la distribuzione illegale dei contenuti digitali in favore di almeno 2.769 clienti, tutti identificati e residenti in 43 province del territorio dello Stato,
quantificando in circa 650 mila euro il valore dei proventi illecitamente accumulati e sequestrati.
Il costo degli abbonamenti “pirati” variava da 10 a 40 euro a seconda dei “pacchetti” selezionati.

Nei confronti dei 2.769 utilizzatori finali sono previste sanzioni amministrative con importo variabile da 154 a 5 mila euro per le forme più gravi di recidiva.

Al termine delle attività, i finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, sotto il coordinamento del Procuratore della Repubblica di Crotone, Domenico Guarascio, hanno denunciato i 4 gestori delle
centrali di streaming illegale e, sebbene sino a sentenza irrevocabile di condanna sono da presumersi innocenti, sono stati ritenuti responsabili, allo stato, di gravi violazioni della proprietà intellettuale e di autoriciclaggio.

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