Guardia di Finanza: a Firenze sequestrati oltre 11 milioni di euro per evasione fiscale

Di Pierluca Cassano                        

FIRENZE. Una complessa indagine, sviluppatasi in diverse località del territorio nazionale, ha disarticolato una consorteria criminale attiva prevalentemente tra Firenze, Prato e Salerno, composta anche da soggetti qualificati nel campo contabile, dedita alla sistematica acquisizione di società.

Un momento delle indagini della GDF

 

Con questo sistema, venivano indebitamente compensati debiti tributari tramite l’utilizzo di crediti fiscali fittizi connessi ad inesistenti attività di “Ricerca e Sviluppo” formalmente rese da “cartiere”, ovvero scatole vuote prive di una reale struttura aziendale idonea a fornire tali servizi.

L’ammontare delle indebite compensazioni è pari a 11.181.974,36 euro; su questa ipotesi il Giudice per le indagini preliminari di Firenze ha emesso una misura cautelare reale di beni (immobili, terreni, società e disponibilità finanziarie) per il valore complessivo della realizzata evasione, nei confronti di 8 società (con sedi nelle province di Firenze, Prato, Bologna e Roma) nella forma diretta e di 5 persone fisiche, tutte indagate per reati tributari, “per equivalente”, ovvero riguardante beni dello stesso valore della somma oggetto di indebito risparmio fiscale.

Il provvedimento cautelare reale costituisce il riscontro delle evidenze raccolte nel corso della meticolosa e prolungata attività investigativa eseguita, anche mediante intercettazioni telefoniche e ambientali, dal Gruppo d’investigazione sulla criminalità organizzata di Firenze con il supporto del Servizio Centrale competente per le medesime indagini (SCICO) di Roma, sotto la direzione della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze.

A partire dal 2020 gli investigatori delle Fiamme Gialle toscane, oltre all’emissione di fatture false e alla monetizzazione delle somme transate sui canali bancari per il formale pagamento, hanno scoperto che i progetti di “Ricerca e Sviluppo”, afferenti l’implementazione di sistemi di intelligenza artificiale, blockchain, progetti olografici, prodotti biodegrabili e biocompatibili nei processi produttivi, erano in realtà stati predisposti “a tavolino” e con grande cura da un ingegnere salernitano – organizzatore del sodalizio e figura “autorevole” per conferire validità scientifica ai citati progetti – con il continuo confronto con un commercialista pratese impegnato nel predisporre bilanci fittizi per garantire che i parametri previsti dalla normativa che conferisce le agevolazioni fiscali alle società start up venissero rispettati.

Il sequestro di oggi, finalizzato alla confisca dei beni individuati e della loro restituzione al patrimonio dello Stato, costituisce il seguito investigativo dello scorso 1 luglio, quando gli stessi finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Firenze-GICO eseguirono ad un’ordinanza emessa dal medesimo Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale del capoluogo toscano nei confronti di 15 indagati (3 custodie cautelari in carcere e 12 agli arresti domiciliari), indiziati a vario titolo della frode fiscale perpetrata; sul punto va precisato che, per il vigente principio d’innocenza, la responsabilità delle persone sottoposte ad indagini sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna.

Più nel dettaglio, sulla base degli ulteriori elementi di prova raccolti, anche di natura patrimoniale, sono stati quantificati i profitti correlati ai reati riconosciuti dal Giudice distintamente per società ancora attive e controllate dal sodalizio criminale e per persone fisiche coinvolte.

L’operazione odierna evidenzia, ancora una volta, la costante attenzione riservata all’individuazione dei patrimoni illecitamente accumulati dalle organizzazioni criminali da parte dell’Autorità Giudiziaria e della Guardia di finanza e si inserisce nel quadro di una più ampia strategia tesa a contrastare l’infiltrazione criminale nell’economia legale, forme di concorrenza sleale e a tutelare l’imprenditoria sana, anche attraverso l’ablazione dei beni illecitamente accumulati.

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