Guardia di Finanza: a Lodi scoperta nuova truffa nel settore dei bonus edilizi. Eseguito un sequestro preventivo d’urgenza per oltre due milioni e mezzo di euro e indagati sei soggetti

Di Antonella Casazza

LODI. Un provvedimento di sequestro preventivo per oltre 2 milioni e 500.000 euro, emesso d’urgenza dalla Procura della Repubblica di Lodi, è stato eseguito stamani dai finanzieri del locale Comando Provinciale nei confronti di sei soggetti nonché di altrettante società aventi sede in diverse province lombarde, poiché ritenuti coinvolti in un giro di falsi crediti d’imposta generati da interventi di consolidamento, ammodernamento e riqualificazione edilizia in realtà mai eseguiti.

La vicenda, nella quale è stata altresì accertata la “monetizzazione” degli stessi crediti fittizi, è venuta alla luce grazie alle attività d’indagine che i finanzieri lodigiani hanno condotto nel citato settore, rivelando così un articolato sistema di frode basato sulla creazione dei suddetti crediti, che come noto sono stati previsti nell’ambito degli interventi di natura economica supportati da specifici “bonus fiscali” (Bonus 110%, Bonus Facciate, Sisma Bonus, Ecobonus).

Ispettori della GDF di Lodi al lavoro

Stando alle prove esposte agli inquirenti, gli stessi indagati avevano inserito comunicazioni artefatte nell’apposita piattaforma dell’Agenzia delle Entrate, dichiarando la compravendita di crediti fiscali generati da lavori edilizi di ristrutturazione inesistenti – ma attestati come eseguiti – su edifici ad opera delle diverse imprese finite nelle indagini.

Il medesimo disegno criminoso sarebbe poi proseguito attraverso la monetizzazione dei suddetti “crediti-fake”, avvalendosi al riguardo di ulteriori società gestite da soggetti compiacenti, il che gli avrebbe consentito d’incassare ingenti profitti nonché di evitare il pagamento delle tasse che sarebbero state compensate con i suddetti crediti fasulli.

Per le stesse condotte illecite i sei soggetti in questione sono al momento indagati per i reati di truffa ai danni dello Stato, emissione di fatture per operazioni inesistenti, indebita compensazione e autoriciclaggio mentre, a seguito della dettagliata ricostruzione prodotta dagli investigatori delle fiamme gialle, la competente Autorità Giudiziaria ha intanto emesso il suddetto decreto preventivo d’urgenza.

Sotto i sigilli della Procura sono così finiti rapporti bancari per oltre 22.000 euro e falsi crediti d’imposta presenti nei cassetti fiscali degli indagati per più di 1.744.000 euro, oltre a due proprietà immobiliari ubicate nell’hinterland meneghino.

La citata misura cautelare d’urgenza, peraltro già convalidata dal GIP del Tribunale di Lodi, trova ragione nella necessità di evitare l’introduzione e la circolazione nel circuito economico legale di crediti d’imposta fittizi, i quali avrebbero potuto generare ulteriori indebite compensazioni attraverso debiti tributari oppure ulteriori cessioni a terzi.

A garanzia della presunzione d’innocenza che la Carta costituzionale riconosce a tutti i cittadini sottoposti ad indagini, va dunque chiarito come ogni giudizio di colpevolezza nei confronti dei soggetti in questione non possa giungere prima d’una eventuale ed intervenuta sentenza definitiva di condanna.

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