Guardia di Finanza: a Massa Carrara scoperto un giro di “mazzette” nel rilascio delle autorizzazioni per trasporti stradali. Dodici arresti tra dipendenti pubblici e titolari di ditte

Di Dario Gravina

Massa Carrara. Sono 12 gli arresti (dei quali 3 in carcere e 9 ai domiciliari) eseguiti stamani dai finanzieri del Comando Provinciale di Massa Carrara, a seguito di un’indagine durata oltre un anno e grazie alla quale è stato scoperto un reiterato sistema corruttivo che ha riguardato il rilascio di autorizzazioni per trasporti stradali.

Le indagini della GDF di Massa Carrara

L’operazione delle Fiamme Gialle carraresi, coordinata dalla locale Procura della Repubblica, vede tra i principali indagati tre funzionari della Provincia di Massa Carrara i quali, in cambio di sostanziose mazzette di denaro o altri benefit come buoni-benzina, applicando un vero e proprio “tariffario” si adoperavano per rilasciare – in spregio delle procedure previste dalla legge – le autorizzazioni necessarie per i trasporti commerciali effettuati sulle rotabili del territorio provinciale di competenza.

Come dimostrato dagli investigatori della GDF, i pubblici ufficiali implicati nella vicenda rilasciavano tali autorizzazioni alle ditte di trasporti con le quali erano “in affari”, senza fargli pagare quanto invece dovuto allo Stato il che, oltre a manifestarsi come un evidente reato ai danni della Pubblica Amministrazione, consentiva ad alcuni privati di ottenere un indebito vantaggio economico.

Tali frodi, ad esempio, venivano a manifestarsi nel mancato pagamento della “tassa usura strade” (essenziale per sostenere i costi di ripristino dei manti stradali danneggiati), oppure anche nei casi rilascio e rinnovo di licenze.

In queste circostanze bastava infatti contattare il funzionario giusto, il quale avrebbe aperto una “via preferenziale” consentendo così agli interessati di ottenere le autorizzazioni richieste senza dover sottostare ad alcun controllo.

Come provato da una significativa mole di intercettazioni telefoniche che i militari delle gialle fiamme gialle hanno compiuto sul conto degli indagati, è infatti emersa la totale disponibilità dei suddetti funzionari verso taluni titolari di ditte autotrasportatrici i quali, nel più classico dei rapporti corruttivi, erano all’occorrenza pronti a “remunerare” i loro interlocutori al 50% dei costi che sarebbero invece dovuti esser corrisposti con le normali procedure.

La “mazzetta” pattuita tra corrotti e corruttori, che nelle conversazioni telefoniche intercettate veniva chiamata “pagnotta” e che si sostanziava in una somma di denaro contante contenuta in una busta, veniva ceduta sempre in spazi aperti dagli incaricati delle ditte (in genere autisti che in cambio ne ricevevano un’altra contenente le autorizzazioni richieste).

Per non creare troppi sospetti nei loro quadri direttivi, i funzionari arrestati si erano premuniti di rilasciare anche qualche autorizzazione in maniera regolare (circa 5 su 20) ovviamente dopo aver opportunamente pattuito la cosa con le ditte implicate nella frode.

Da rilevare, nella medesima vicenda, anche la posizione del responsabile di una ditta del fiorentino che forniva scorte per trasporti eccezionali, il quale – proprio grazie ai rapporti di “confidenza” vantati con i 3 dipendenti pubblici in questione – si era in tal modo creato un personale monopolio del settore all’interno di tutta la provincia di Massa Carrara.

Per gli autotrasportatori disposti a pagare quanto richiesto, veniva altresì garantita anche un’adeguata “copertura” in caso di controlli su strada da parte delle Forze di Polizia a cui, in caso di eventuali rilievi, venivano fornite false indicazioni circa la regolarità delle pratiche autorizzative.

Il materiale probatorio messo a disposizione dell’Autorità Giudiziaria inquirente ha così comportato le ordinanze di custodia cautelare oggi eseguite, le quali sono diretta conseguenza di azioni finalizzate a conseguire un indebito arricchimento oltre che commesse senza alcun riguardo per i cittadini, per le Istituzioni nonché per il ruolo pubblico rivestito dai funzionari corrotti.

Le indagini stanno comunque proseguendo al fine di completare, anche sul piano documentale, i dovuti accertamenti.

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