Guardia di Finanza, a Messina sequestrata una discarica abusiva di circa 12 mila metri quadri

Messina. I Finanzieri del Comando Provinciale di Messina e del Reparto Operativo Aeronavale di Palermo, hanno sequestrato preventivamente, su disposizione del GIP messinese, di un’area di circa 12 mila metri quadri, nella città siciliana in Contrada San Corrado del Rione Gravitelli, trasformata in discarica abusiva a cielo aperto.

La discarica sequestrata dalla GdF

Le investigazioni – condotte dagli specialisti del GICO del Nucleo di Polizia Economico- Finanziaria e dai militari della Stazione Navale di Messina – una quantità smisurata di rifiuti speciali, costituita da m
estesa area privata, sprovvista di qualsivoglia tipologia di autorizzazione.

Più in particolare, come documentato dalle indagini svolte, l’enorme discarica abusiva sono state rivolte nei confronti delle ditte e società – anche registrate come ONLUS – riconducibili ai due congiunti operanti nel Settore del movimento terra.

Questi indagati, con il supporto di terzi fiancheggiatori, anche loro indagati, avrebbero illecitamente sversato materiali di risulta derivanti da attività edili e di sbancamento, in prossimità dell’omonimo torrente e di un noto eremo cinquecentesco.

La discarica è stata destinataria di molteplici rifiuti, identificabili in sfabbriciti, laterizi, elementi cementizi, ceramici, plastici ed in vetroresina, residui di materiale in gesso, tubazioni, profilati in PVC, frammenti di asfalto, polistirolo, pneumatici, sanitari, terra derivante da attività di sbancamento, rifiuti vegetali derivanti da scerbatura.

I Finanzieri hanno anche sequestrato i mezzi pesanti, utilizzati per trasportare e scaricare i rifiuti speciali (prelevati presso diversi cantieri edili del comprensorio messinese), nonché mezzi da movimento terra (pale meccaniche ed escavatori), utilizzati per creare le buche che venivano riempite con i rifiuti, poi coperte e livellate.

Gli accertamenti disposti dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Messina ed eseguiti dalla Guardia di Finanza hanno documentato, in aggiunta, la singolare circostanza come gli indagati risultassero contigui a strutturate organizzazioni criminali di matrice mafiosa:.

Secondo l’inchiesta appare inverosimile che una discarica di tali dimensioni non abbia suscitato reazioni da parte della cittadinanza. Non si esclude che tale contingenza possa trovare logica spiegazione nel possibile timore per eventuali ritorsioni, in virtù dei rapporti parentali degli indagati con il boss, ora collaboratore di giustizia, già dominante sulla zona di Gravitelli di Messina.

Sì infine accertato come primarie e numerose imprese edili – impegnate in importanti opere di costruzione e/o ristrutturazione di complessi residenziali, centri commerciali, cliniche private, centri benessere, opere di riqualificazione del territorio (anche connesse all’eliminazione dell’annoso problema relativo alle baracche che grava sulla città di Messina) – abbiano scelto una più comoda ed economica  via dello smaltimento illegale dei relativi rifiuti.

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