Guardia di Finanza: a Napoli controlli congiunti con l’ADM per il contrasto al gioco irregolare, sequestrati 30 video-slot e denunciate 5 persone

Di Valentina Giambastiani                                                  NAPOLI. Sono 30 gli apparecchi video-slot che i finanzieri del Comando provinciale di Napoli – 2° Nucleo Operativo Metropolitano hanno sequestrato nelle ultime settimane unitamente ai funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), nell’ambito di un piano d’intervento coordinato per la repressione del gioco illegale e delle conseguenti violazioni che ledono gli interessi finanziari dello Stato.

Il sequestro di una video slot illegale

Teatro delle operazioni sono stati stavolta i popolosi quartieri cittadini di Scampia, Secondigliano, San Ferdinando e Sanità, dove i militari delle fiamme gialle ed il personale di ADM hanno rilevato la presenza di decine di apparecchi da intrattenimento, tecnicamente conosciuti con la sigla di AWP – acronimo di “Amusement whit prizes” (divertimento con premi in italiano), privi dei necessari titoli autorizzativi oltreché non collegati alla rete telematica della stessa Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

La totale assenza di collegamento permetteva infatti ai gestori dei citati apparecchi da gioco di sfuggire ad ogni controllo erariale, andando a sottrarre il volume delle giocate effettive alla relativa tassazione.

In pratica dei veri e propri “video-slot fantasma”, dotati della stessa grafica e delle stesse funzioni degli apparecchi regolari, a cui va ad aggiungersi la scoperta di 10 postazioni telematiche dove venivano illecitamente raccolte scommesse.

Nel corso dei controlli sono stati altresì sottoposti a sequestro 5 mila euro in contanti, soldi giocati da avventori probabilmente all’oscuro delle irregolarità in parola.

Sotto sequestro è finito inoltre un intero locale in cui gli operatori della GDF e dell’ADM hanno scoperto un’attività di raccolta-scommesse, che avveniva mediante intermediazione e utilizzo di conti di gioco on-line intestati a terzi.

All’esito delle attività sono stati denunciati alla competente Autorità Giudiziaria cinque soggetti, che ora dovranno a vario titolo rispondere di mancata esposizione della tabella dei giochi proibiti (con conseguente sanzione amministrativa fino a 60 mila euro), furto di energia elettrica e attività abusiva di centro scommesse.

È comunque opportuno rimarcare come agli indagati vada riconosciuto il principio giuridico della presunzione d’innocenza, che li seguirà per tutto l’iter processuale che li riguarda sino ad eventuale e definitivo pronunciamento di condanna.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna in alto