Guardia di Finanza: a Napoli intercettata una spedizione da oltre una tonnellata di hashish proveniente dal Canada e nascosta sotto un carico di legumi. Arrestato un importatore

NAPOLI. Non sembrano conoscere sosta i sequestri di droga che la Guardia di Finanza sta mettendo a segno in questi giorni.

L’ultimo, in ordine di tempo, arriva da Napoli, dove i finanzieri del Comando Provinciale partenopeo – Nucleo Polizia Economico Finanziaria, hanno intercettato nel comune di Boscotrecase (Napoli) un carico da 1.168 chili di marijuana proveniente dal Nord America.

Il momento del blitz dei finanzieri ripreso dal sistema di rilevamento dell’elicottero

L’importante sequestro, conseguito anche grazie al fondamentale supporto operativo garantito dai colleghi del Comando Provinciale di Salerno e da quelli della Sezione Aerea di Napoli, ha inoltre visto l’arresto di un soggetto di nazionalità italiana.

Come spesso accade in queste occasioni, l’operazione scaturisce da un rapporto di cooperazione con le Forze di Polizia estere, che ha permesso di sviluppare e mettere in atto un’ancora più efficace “analisi di rischio” condotta all’interno del porto di Salerno, per effetto della quale è stato così possibile tracciare un determinato container proveniente dal Canada (dichiarato contenere innocui generi alimentari), dunque non dalle solite rotte sudamericane o nordafricane del narcotraffico.

I pacchetti di marijuana rinvenuti dalla GDF

Considerata la “delicatezza” di tale spedizione, il container con al suo interno il prezioso carico di “fumo” è stato monitorato a distanza da un elicottero delle Fiamme Gialle dotato di un modernissimo sistema di telerilevamento, che ha così permesso ai finanzieri di localizzare con precisione il sito di destinazione del container e sul quale far scattare il blitz da terra.

La conseguente perquisizione ha dunque portato alla luce quel che le analisi di rischio avevano precedentemente ipotizzato, ovvero la suddetta sostanza stupefacente confezionata sottovuoto ed occultata da un carico di copertura composto da legumi secchi, mentre il legale rappresentante della società importatrice è stato tradotto nel carcere di Poggioreale con l’accusa di traffico internazionale di sostanze stupefacenti, anche se gli va al momento riconosciuta la presunzione di non colpevolezza che tale rimarrà fin quando nei suoi confronti non sarà stata pronunciata una sentenza irrevocabile di condanna.

Da notare inoltre come la partita di marijuana in questione sia risultata essere composta da diverse qualità, ottenute dall’impiego di particolari tecniche di ibridazione utilizzate nel corso della coltivazione, che ne hanno elevato i livelli di tetraidrocannabinolo (THC) e dunque l’effetto stupefacente come pure il valore di mercato.

La lotta al traffico della droga da sempre rappresenta uno dei fiori all’occhiello nell’ampio scenario dei settori d’intervento affidati al Corpo, peraltro con risultati di grande rilevo resi possibili – proprio come in questo caso – dalla collaborazione investigativa internazionale oltre che dalla sinergia operativa tra le diverse componenti specialistiche GDF.

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