Guardia di Finanza: a Napoli operazione “Pezzotto”, controffensiva al fenomeno della contraffazione dei marchi di fabbrica. Individuati 17 opifici clandestini e denunciati 22 responsabili

Di Claudio Bellumori e Dario Gravina

Napoli. Una “filiera del falso” in piena regola, questo è quanto hanno scoperto e sgominato i finanzieri del Comando Provinciale di Napoli – Gruppo Antiterrorismo e Pronto Impiego i quali, tra i quartieri di Secondigliano, Pendino, Vasto e Pianura, nonché tra le cittadine di Giugliano in Campania e Casalnuovo di Napoli, hanno individuato 17 locali adibiti ad opifici clandestini e depositi per la fabbricazione nonché lo stoccaggio di capi d’abbigliamento recanti marchi di fabbrica contraffatti.

I controlli della GDF sulla filiera del falso

L’operazione (dal nome più che eloquente), nella quale sono coinvolti 22 responsabili – tutti denunciati alla locale Procura della Repubblica che ha diretto le indagini – come sovente accade in questi casi ha preso avvio dall’individuazione di alcuni laboratori ove venivano riprodotti articoli di abbigliamento, su cui venivano applicati falsi marchi di note case di moda e di outfit sportivo come Louis Vuitton, Chanel, Lacoste, Fendi, Gucci, Armani, Adidas e Colmar, nonché di altri siti dove gli “operatori del falso” si approvvigionavano di capi “neutri” (ovvero privi di qualsiasi marchio) che poi confezionavano ad arte prima di piazzarli sul lucroso mercato illecito del settore.

La misura di quanto tale traffico potesse rendere in termini di guadagno, la fornisce l’entità dei materiali sequestrati dai Baschi Verdi i quali, al termine dell’operazione, hanno contato qualcosa come 873 macchinari impiegati nell’illecita produzione (tra plotter tipografici, termopresse, e macchine professionali per la cucitura) nonché oltre 500 mila capi d’abbigliamento “pezzotti”, pronti per essere commercializzati sia attraverso la vendita diretta, sia attraverso le bancarelle dei mercati rionali della città.

Il controvalore complessivo di tutti i materiali sottoposti a sequestro è stimabile in almeno 6 milioni di euro.

Da notare come nelle attività di sequestro degli opifici clandestini, i militari delle Fiamme Gialle abbiano accertato come due di questi si fossero per di più abusivamente allacciati alla rete dell’energia elettrica tramite un ingegnoso sistema di “by-pass”, che gli consentiva di utilizzare elettricità in quantità industriali senza che tale consumo venisse però registrato dai contatori.

L’odierna operazione, una vera e propria controffensiva contro un fenomeno criminale insidioso nonché caratterizzato da continue recrudescenze, si inquadra nelle quotidiane attività che la Guardia di Finanza conduce in tutto il territorio nazionale per tutelare le attività produttive titolari dei marchi, nonché le loro maestranze, oggi più che mai minacciate da una contraffazione condotta su scala planetaria e che non tralascia nessuna occasione pur di espandersi con i propri business criminali.

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