Guardia di Finanza: a Napoli scoperto un nuovo traffico contrabbandiero di carburante. Indagati quattro soggetti con sequestro milionario di beni e attività commerciali

Di Gianluca Filippi

NAPOLI. Quattro custodie cautelari personali, disposte nei confronti di altrettanti soggetti gravemente indiziati del reato di contrabbando di prodotti energetici, sono state eseguite dai Finanzieri del Comando Provinciale di Napoli a seguito di articolate indagini che hanno visto operare in prima fila gli specialisti nel locale Nucleo Polizia Economico Finanziaria (PEF).

Il traffico contrabbandiero in questione era iniziato a venire alla luce durante una verifica fiscale che aveva interessato un deposito commerciale di prodotti petroliferi sito nell’hinterland del capoluogo campano.

Un militare della GDF impeganto nel controlllo di un’autobotte

Una normale attività ispettiva dalla quale erano risultati diversi acquisti di prodotto petrolifero proveniente da un deposito, la cui licenza d’esercizio, però, era stata revocata a fine 2018 per assenza di operatività nonché per diverse irregolarità di natura fiscale.

La circostanza perlomeno anomala lasciava dunque intuire qualcosa di poco chiaro, finché i Finanzieri operanti hanno svelato il carattere fraudolento di tali acquisti come d’altre decine di operazioni commerciali realizzate dagli indagati, i quali “mascheravano” l’approvvigionamento di grossi quantitativi di gasolio per autotrazione avente provenienza contrabbandiera, avvalendosi al riguardo di società – filtro che, in maniera del tutto fittizia, si rifornivano del citato combustibile presso depositi non operativi o comunque compiacenti.

Sono stati i minuziosi accertamenti svolti dagli investigatori della Guardia di Finanza partenopea a dimostrare come nei giorni, nonché negli orari indicati nei documenti di trasporto, le autobotti per il trasporto del carburante non fossero mai giunte ai relativi depositi di estrazione del prodotto.

Il meccanismo fraudolento attuato nella circostanza si basava infatti sull’emissione dei Documenti di Accompagnamento Semplificato (tecnicamente definiti DAS) contraffatti, oltre che di false fatturazioni con le quali garantirsi una formale copertura documentale necessaria per il trasporto e lo stoccaggio di prodotti petroliferi all’interno del deposito commerciale sottoposto a verifica dai Finanzieri.

Finanzieri impegnati nel riscontro contatori presso un distributore di carburanti

Deposito dal quale il gasolio di contrabbando veniva prelevato per essere rivenduto a distributori al dettaglio, che poi lo esitavano alla pompa ad un prezzo oltremodo concorrenziale (reso possibile dal descritto raggiro realizzato ai danni dell’Erario).

Sulla base delle dettagliate risultanze probatorie fornite agli inquirenti, il GIP del Tribunale di Nola ha disposto nei confronti dei quattro indagati il divieto di dimora nella provincia di Napoli ed il sequestro preventivo – finalizzato alla successiva confisca – di oltre un milione e duecento mila euro, nonché di un deposito commerciale di oli minerali, di un distributore di carburanti e di quattro automezzi.

Resta in ogni caso inteso che a tutti i soggetti implicati nella vicenda vada al momento riconosciuta la presunzione d’innocenza, la quale permarrà fintanto che nei loro confronti non sarà stata emessa una eventuale ed irrevocabile sentenza di condanna.

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