Guardia di Finanza: a Palermo e Treviso scoperti e denunciati altri 88 indebiti percettori del Reddito di Cittadinanza

Di Antonella Casazza

PALERMO. Avrebbero beneficiato in maniera illegittima del Reddito di Cittadinanza omettendo di dichiarare la presenza di nel proprio nucleo familiare di congiunti gravati da condanne divenute definitive per reati che risultavano comunque beneficiare di una misura assistenziale garantita dallo Stato, mentre in un altro caso, oltre a presentare dichiarazioni difformi alla realtà dei fatti, hanno inoltre omesso di dichiarare ricavi per diverse centinaia di migliaia di euro.

La prima delle due vicende riportate in cronaca è venuta fuori a seguito di una mirata attività ispettiva che i Finanzieri del Comando Provinciale di Palermo – 2° Nucleo Operativo Metropolitano (NOM), hanno condotto nel settore della tutela spesa pubblica e che gli ha permesso d’individuare settantaquattro posizioni irregolari.

Operatore della Guardia di Finanza al lavoro su una banca-dati

L’attività è partita dall’analisi effettuata sulle banche-dati messe a disposizione dall’INPS in base a una specifica intesa stipulata con il Corpo a livello centrale.

Un’ispezione mirata a quei nuclei familiari che presentano elementi di possibili criticità per la presenza di soggetti pregiudicati, sui quali andava pertanto effettuato un capillare screening sulle molteplici Dichiarazioni Sostitutive Uniche compilate non soltanto dai soggetti “condannati”, ma anche dai loro familiari.

Una serie di controlli molto attenti, dunque, ma che alla fine hanno consentito di circoscrivere settantaquattro soggetti i quali, nelle relative istanze presentate per l’accesso al citato beneficio, hanno omesso d’indicare la presenza di congiunti sottoposti a condanna definitiva per reati che costituiscono causa d’esclusione alla percezione del Reddito di Cittadinanza (art. 7 – comma 1 – del D.L. 4/2019).

Sulla base di tali risultanze, i Finanzieri palermitani hanno così denunciato tutti i soggetti in questione alla locale Procura della Repubblica, di fronte alla quale ora si troveranno a rispondere del reato di indebita percezione del contributo statale, ciò in violazione del richiamato Decreto Legge oltre che dell’art. 640 bis del Codice Penale.

Analoga attività è stata condotta e portata a termine dai Finanzieri del Comando Provinciale di Treviso, i quali hanno scoperto alcune anomalie sulla percezione di tale reddito che andavano avanti da anni, questo per un importo complessivo di circa trecento mila euro illecitamente incassati da quattordici soggetti.

Attività d’ufficio della Guardia di Finanza

Il via ai controlli in questo caso è partito dall’approfondimento sulle posizioni di alcuni appartenenti a diversi nuclei familiari, tutti residenti allo stesso indirizzo e tutti beneficiari della citata misura di sostegno economico.

Come talvolta avviene in questo di tipo di attività ispettive, sono così emerse molteplici falsità sulle domande presentate per ottenere il Reddito di Cittadinanza, con famiglie realmente residenti all’indirizzo riportato nelle istanze ma astutamente “frazionate” nelle dichiarazioni, con lo scopo di ottenere maggiori erogazioni del beneficio, ma non è tutto.

Nella medesima vicenda i Finanzieri trevigiani hanno inoltre accertato come nelle relative dichiarazioni inviate all’INPS fossero stato omessi redditi per oltre cinquecento mila euro, in larga parte ottenuti dalla vendita di automobili.

Transazioni commerciali che sono state peraltro oggetto di altre indagini per il reato di truffa.

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