Di Marco Lainati
Palermo. L’ordine è partito dalla Procura Europea (European Public Prosecutor’s Office – EPPO) che, per la prima volta in Italia, ha consentito l’arresto di 13 persone implicate in un vasto traffico internazionale di sigarette di contrabbando attivo tra la Tunisia e l’Italia.

L’attività investigativa, che i finanzieri del Nucleo Polizia Economico Finanziaria di Palermo hanno condotto ricorrendo ad intercettazioni telefoniche ed ambientali, videoriprese, appostamenti e pedinamenti, ha consentito di porre fine alle attività di due distinti gruppi delinquenziali, in rapporti d’affari tra loro, il primo dei quali con basi operative in Tunisia nonché a Trapani e specializzato nel reperimento delle “bionde” di contrabbando, che poi spediva – via mare – dalle coste nordafricane a quelle siciliane.
Il secondo gruppo era invece attivo nel palermitano dove piazzava le sigarette sul mercato locale della minuta vendita, chiaramente dopo averle acquistate all’ingrosso dai “fornitori” di cui sopra.

Le indagini condotte dagli specialisti del Gruppo Investigazione Criminalità Organizzata (GICO), hanno infatti consentito di rivelare una preoccupante recrudescenza di questo fenomeno attuato mediante le cosiddette “navi-madre”, le quali salpano dal continente africano con importanti carichi di tabacchi lavorati esteri (TLE) che trasportano fino al limite delle acque territoriali italiane, dove poi vengono raggiunte da altre piccole e manovrabili imbarcazioni che si suddividono il carico per farlo giungere velocemente in Italia, in questo caso approdando in diverse località siciliane.
Giunte a terra, le sigarette in questione venivano poi stoccate in alcuni magazzini nelle disponibilità di alcuni degli indagati, dai quali i referenti dell’organizzazione palermitana poi attingevano per i loro traffici commerciali realizzati su strada.
In circa due anni di investigazioni i finanzieri dello GICO, grazie al costante scambio informativo intercorso con il II Reparto – “Relazioni Internazionali” del Comando Generale del Corpo nonché con l’insostituibile apporto operativo garantito dal Reparto Operativo Aeronavale di Palermo e dal Comando Operativo Aeronavale di Pratica di Mare, hanno potuto comunque intercettare numerose spedizioni di “bionde” arrestando in flagranza di reato ben 36 contrabbandieri.

Proprio a seguito di queste attività che hanno preceduto gli odierni arresti, le Fiamme Gialle hanno complessivamente sequestrato 23 tonnellate di sigarette (principalmente delle marche Oris, Royal, Pine e Time) che tra l’altro non possono essere vendute in Italia in quando non rispondenti ai parametri previsti dalla normativa europea, oltre a 10 imbarcazioni di vario genere dal valore di circa 500 mila euro nonché 170 mila euro in contanti.
Ed è proprio sul valore di mercato delle sigarette (oltre 3.500.000 euro) ed il conseguente danno economico per le casse dell’Unione europea e dell’Erario nazionale (oltre 6 milioni di euro) che si incardina l’azione della citata Procura Europea, con il primo provvedimento di fermo di indiziato di delitto emesso dall’Ufficio italiano di EPPO.
Parallelamente a ciò, i finanzieri del GICO palermitano hanno valorizzato gli elementi informativi presenti sulle banche-dati in uso al Corpo – nonché sull’efficacissimo applicativo denominato “MOLECOLA” – da dove hanno potuto dimostrare l’assoluta sproporzione tra i redditi dichiarati dai soggetti arrestati e le loro effettive disponibilità patrimoniali, fattore che ha così consentito alla EPPO di emettere il sequestro preventivo d’urgenza di veicoli ed imbarcazioni per un valore di circa 150 mila euro.
Sei dei fermati, a corollario di un panorama già ampiamente illecito, sono per di più risultati essere percettori del Reddito di Cittadinanza per il quale sono così state attivate le previste procedure di blocco del beneficio.
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