Guardia di Finanza: a Palermo operazione “Timbro libera tutti”. Denunciati per assenteismo 28 dipendenti pubblici

Di Antonio Aniello Barbati

Napoli. Un’ennesima storia di assenteismo, in questo caso commessa ai danni del Comune di Palermo, questo è quando hanno scoperto i finanzieri del locale Comando Provinciale al termine di un’indagine durata diversi mesi, per la quale la Procura della Repubblica palermitana ha oggi emesso 28 misure cautelari che hanno raggiunto altrettanti dipendenti pubblici (8 dei quali sottoposti ad arresti domiciliari), tra i quali figura anche un soggetto indagato per reati di mafia.

Scoperta dalla GDF una timbratura non regolare delle schede marcatempo

I dipendenti infedeli in questione sono infatti indagati a vario titolo per truffa a danno di un Ente Pubblico e falsa attestazione della presenza in servizio, fattispecie di reato alle quali gli inquirenti sono giunti dopo essere venuti in possesso delle risultanze probatorie prodotte dai militari delle fiamme gialle.

Per incastrare alle loro responsabilità i non pochi soggetti implicati nella vicenda, gli investigatori del Nucleo Polizia Economico Finanziaria hanno fatto ricorso a videoriprese, appostamenti e pedinamenti nonché esaminato molti documenti, grazie ai quali sono così riusciti a far emergere ripetute condotte illecite a seguito delle quali i dipendenti in questione potevano arbitrariamente assentarsi dal posto di lavoro per provvedere ad attività ed incombenze varie ma del tutto personali, come quelle di dedicarsi allo shopping oppure allo sport.

Come dimostrato dai finanzieri, e come sovente accade in questi casi, assai frequenti erano altresì i casi di “timbratura multipla” nei quali un singolo dipendente provvedeva a far passare dai congegni marcatempo anche i badge di altri colleghi attestandone in tal modo la (finta) presenza in servizio.

Diverso – ma con identico scopo – era anche un altro stratagemma utilizzato dagli assenteisti, ovvero quello di far ricorso allo strumento straordinario della cosiddetta “rilevazione manuale” per mezzo del quale, in caso di dimenticanza del proprio badge personale, è comunque possibile attestare l’effettiva presenza in servizio tramite una formale comunicazione per iscritto.

In questo caso, però, gli stessi indiziati hanno più volte aggirato il normale procedimento di rilevazione automatica convinti di farla franca, senza sapere che una microcamera adeguatamente piazzata dai finanzieri aveva puntualmente immortalato anche questi abusi.

In poco più di tre mesi d’indagine, sono stati così registrati oltre 1.000 casi di infedele attestazione degli orari, il che ha determinato una falsa rendicontazione di diverse migliaia d’ore lavorative, in realtà mai prestate, ma che il Comune di Palermo ha comunque retribuito.

Quello della tutela degli interessi della Pubblica Amministrazione è uno dei tanti settori d’intervento affidati alla Guardia di Finanza, e la repressione del malcostume legato all’assenteismo vi rientra a pieno titolo; a maggior ragione in un momento cui il Paese si trova a doversi risollevare da una situazione economica assai difficile e dove non possono pertanto esistere “zone franche” nelle quali ad alcuni lavoratori, al contrario di tutti gli altri, sia consentito venir meno ai propri doveri.

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