Guardia di Finanza: a Palermo scoperto arsenale di armi e munizioni e un laboratorio per modificarle, un arresto

Di Valentina Giambastiani             

PALERMO. Quattordici armi da fuoco con oltre un migliaio di proiettili, silenziatori, caricatori e materiale per la lavorazione e la modifica di armi di ogni tipo sono stati rinvenuti dai finanzieri del Comando provinciale di Palermo, che nella circostanza hanno arrestato – in flagranza di reato – un responsabile.

La vicenda è venuta alla luce a seguito degli incessanti controlli anticrimine eseguiti dai Baschi verdi del locale Gruppo Pronto Impiego, e sono stati proprio loro ad acquisire e valorizzare operativamente un’informazione secondo la quale un soggetto palermitano era in grado di grado di reperire, assemblare o modificare qualunque tipo di arma da fuoco; armi che poi avrebbe poi ceduto ad esponenti della criminalità organizzata come di quella comune.

 

Una delle pistole rinvenute dai Finanzieri nel laboratorio a Palermo

Un’informazione dai contorni abbastanza inquietanti dunque, soprattutto se posta in relazione ai fatti di cronaca nera recentemente avvenuti nel capoluogo siciliano e causati proprio da armi da sparo. I baschi verdi hanno dunque avviato le indagini sul sospettato, sottoponendolo a pedinamenti, sia per tracciare i suoi movimenti, sia per accertare quali fossero le sue frequentazioni.

Proprio grazie a tali osservazioni i Finanzieri hanno notato l’uomo mentre si intratteneva con soggetti vicini agli ambienti criminali cittadini; incontri che il più delle volte erano preceduti o susseguiti a suoi accessi presso un garage sotterraneo sito nel quartiere di Villaggio Santa Rosalia; un locale allo stesso soggetto non riconducibile ma dal quale aveva comunque la piena disponibilità.

Valutate le circostanze, alle quali si aggiunge anche il profilo personale del sospettato (gravato da precedenti legati proprio all’illecita detenzione di armi), i Finanzieri sono dunque passati alle due perquisizioni; la prima eseguita nella sua residenza posta in una villa circondata da una notevole porzione di terreno nella periferia di Palermo, per di più dotata di un sistema di videosorveglianza e arredata con mobili di un certo pregio, mentre la seconda ha riguardato proprio il garage.

Sono state proprio queste perquisizioni a svelare la presenza nella villa di un vero e proprio laboratorio dotato di banchi da lavoro, macchinari nonché ogni tipo di strumento necessario per la modifica di armi e per l’incapsulamento di proiettili; “lavorazioni” peraltro confermate dal rinvenimento di una pistola semiautomatica sulla quale si stavano eseguendo delle trasformazioni.

L’arsenale di armi e munizioni è stato invece rinvenuto nel garage di Villaggio Santa Rosalia, ingegnosamente celato da un’intercapedine ricavata nel controsoffitto fissata con assi di legno.

I Baschi verdi di Palermo con una parte delle armi e delle munizioni sequestrate

Una volta rimossa tale copertura i Baschi verdi hanno così sequestrato 14 armi da fuoco (tra revolver e pistole semiautomatiche), 1.431 munizioni (tra cartucce, bossoli e proiettili), nonché di 8 caricatori, 4 silenziatori, 40 inneschi, buste di polvere da sparo ed una rilevante di parti di pistole (castelli per revolver, tamburi, impugnature, canne e materiale vario per la fabbricazione di cartucce).

Materiale in quantità inaspettata che fa di questo sequestro uno dei più importanti avvenuti in città negli ultimi anni.

Il responsabile è stato dunque arrestato e tradotto nel carcere cittadino “Pagliarelli”, dove tuttora si trova a disposizione dell’Autorità Giudiziaria che nel frattempo ha convalidato l’arresto con il sequestro delle armi e di tutto il restante materiale.

Gli esami balistici intanto disposti dagli stessi inquirenti sono ora chiamati a fornire risposte circa il possibile utilizzo delle armi in precedenti episodi delittuosi, o se le stesse fossero comunque poste effettivamente a disposizione delle organizzazioni criminali per i loro scopi delittuosi.

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