Guardia di Finanza: a Perugia operazione contro la reprografia illecita di libri universitari

Di Mariateresa Levi

Perugia. Oltre 11 mila testi universitari illecitamente riprodotti in formato digitale sono stati sequestrati dai finanzieri del Comando Provinciale di Perugia all’interno di una copisteria sita nella zona università del capoluogo umbro, unitamente ad altro materiale informatico, cellulari e fotocopiatrici, mettendo così in grossi guai tre persone che sono denunciate alla locale Procura della Repubblica.

Operazione della Guardia di Finanza contro la repografia illecita

L’operazione ha visto il suo culmine nella perquisizione di due locali commerciali ove il titolare, per evitare la scoperta della sua attività di reprografia illecita, si era ingegnato in una capillare scansione dei testi universitari in questione che aveva poi salvato su un hard disk, quest’ultimo ben occultato in una scatola elettrica del locale e già modalità “pronto-stampa” per chi ne avesse fatto richiesta.

Il supporto telematico di memoria, tra l’altro, era collegato in rete ad un PC presente nell’esercizio commerciale protetto da una complessa chiave cifrata, con una consultazione dei file che poteva avvenire solo attraverso una particolare pen-drive contenente uno specifico codice di “decriptazione”.

L’indagine delle Fiamme Gialle perugine, condotte attraverso una complessa analisi tecnica del materiale informatico e telefonico sottoposto a sequestro, hanno consentito ai militari di ricostruire l’algoritmo creato dai responsabili della frode attraverso il quale estrarre le copie (integrali) dei costosi testi universitari oggetto del “business”, ovviamente tutelati dalla legge sul diritto d’autore.

Non è la prima volta che la GdF di Perugia conduce operazioni contro la reprografia illecita, considerato che già nel giugno scorso tre titolari di altrettante copisterie erano stati denunciati perché trovati in possesso di altre migliaia di testi illecitamente riprodotti.

Sul punto è bene precisare che la legge consente la riproduzione di questi testi fino ad un massimo del 15% del loro contenuto, peraltro esclusivamente per uso personale e dietro il riconoscimento di un compenso forfettario alla SIAE.

Il fenomeno della reprografia illecita, ovvero la riproduzione abusiva su carta o attraverso la digitalizzazione di libri, genera un enorme giro d’affari che però danneggia gravemente i diritti degli autori, delle Case editrici nonché delle librerie che lavorano nel rispetto delle regole, poiché chi mette in commercio questi testi riprodotti lo fa a prezzi considerevolmente inferiori rispetto a quelli di copertina, realizzando così facili guadagni ottenuti da una clientela il più delle volte giovanile nonché attratta dalla possibilità di risparmiare non poco denaro.

Al termine di questa operazione, risultano tre le persone denunciate nei confronti delle quali è stata comminata una pesantissima sanzione pecuniaria, in attesa di un processo penale nel quale rischiano la reclusione che va dai 6 mesi ai 3 anni con una ulteriore multa fino a 15.493 euro.

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