Di Valentina Giambastiani
PESARO URBINO. Sono 37 gli indebiti percettori del Reddito di Cittadinanza scoperti dai Fnanzieri del Comando provinciale di Pesaro Urbino nell’ambito delle loro ricorrenti attività a tutela della spesa pubblica; soggetti che risultano aver beneficiato (in maniera illegittima) di somme per un ammontare complessivo di oltre 200.000 euro, mente altri 46.000 euro che stavano per essere erogati sono stati bloccati proprio dall’indagine delle Fiamme Gialle.

Le attività ispettive – condotte con l’indispensabile supporto dei competenti Uffici dell’INPS – si sono rivolte verso una platea di soggetti residenti in diversi comuni della provincia, tutti quanti beneficiari del contributo economico in questione.
Come normalmente avviene in queste particolari attività di servizio, gli investigatori hanno operato un’attenta analisi di ogni singola posizione sospetta interrogando le banche-dati in uso al Corpo.
Primari elementi informativi, affiancati da ulteriori riscontri “sul campo”, che hanno successivamente permesso ai finanzieri operanti di far emergere agli atti diverse irregolarità presenti nelle istanze di accesso alla citata misura di sostentamento.
Sono così saltate fuori omissioni di non poca rilevanza come quella legata a condanne penali a carico del beneficiario o di un componente del nucleo familiare, peraltro dovute a reati di una certa gravità che avrebbero certamente precluso tale reddito, oppure anche ad uno stato detentivo in carcere come anche la mancanza del requisito legato alla residenza sul territorio italiano da almeno 10 anni.
Per le omissioni più “soft” rilevate dalle Fiamme Gialle quelle legate all’indicazione di familiari conviventi (la cui presenza avrebbe però negato il beneficio), oppure anche l’inserimento di componenti che, di fatto, non sono appartenenti al nucleo familiare (sempre con lo scopo di intascare il contributo pubblico in parola e/o di aumentarne l’importo), per poi finire con in altro “classico” del settore (ovvero quello di non indicare lo stato occupazionale del beneficiario o dei suoi familiari).
Ricorrenti anche i casi in cui il beneficiario si è guardato bene dall’indicare redditi derivanti da patrimoni immobiliari, assegni per il mantenimento dei figli e vincite conseguite da giochi on-line.
Il citato settore d’intervento rientra a pieno titolo tra quelli considerati “strategici” nell’azione di servizio della Guardia di Finanza oltre che per la stessa economia nazionale, proprio perché mira a garantire che le risorse pubbliche impiegate per i cittadini in stato di oggettiva difficoltà vengano effettivamente destinate a chi ne ha un reale bisogno, contrastando dunque sprechi ed abusi d’ogni tipo che – oltre a causare un rilevante danno per le casse dello Stato – rappresentano un costante ostacolo alla solidarietà e alla coesione sociale.
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