Di Alessandro Margottini
PESCARA. Sono diversi mesi che i finanzieri del Comando provinciale di Pescara stanno attuando il piano d’intervento operativo antidroga denominato “Drug Market”, e i risultati con mancano a verificarsi come negli ultimi tre sequestri-lampo che hanno visto i finanzieri scoprire la presenza di una coltivazione di piante di marijuana, oltre che pasticche di ecstasy, panetti di cocaina e hashish pronti per essere suddivisi in innumerevoli dosi da piazzare sul mercato clandestino del capoluogo adriatico.

Il primo ad essere “pizzicato” dalle Fiamme Gialle è stato un 3 0enne italiano, risultato incensurato ma che aveva trasformato la sua abitazione in una serra nella quale coltivava 26 piante di cannabis e che, inoltre, deteneva più di mezzo chilo di droga già essiccata e confezionata in buste sottovuoto termosaldate.
Da notare come il locale abitativo in questione fosse stato dotato con efficienti apparecchiature per l’illuminazione, l’irrigazione e la climatizzazione delle piante di “erba”, tutte circostanze che lo hanno quindi condotto alla denuncia a piede libero con l’accusa di produzione e detenzione di sostanze stupefacenti, reato per il quale dovrà presto rispondere all’Autorità Giudiziaria inquirente.
Nel secondo intervento i militari hanno invece fermato una donna trovata in possesso di mezzo chilo di droga in cristalli (del tipo ketamina-anfetamina) e 500 pasticche di ecstasy “Blue punisher”, la droga sintetica considerata tra le più pericolose attualmente in circolazione soprattutto perché connotata da una percentuale di principio attivo cinque volte più forte d’una – già pericolosa – pastiglia di MDMA.

Le pastiglie di ecstasy “Blue punisher”, di forma solitamente triangolare con impresso il noto personaggio dei fumetti Marvel, è molto diffusa nei rave party e non solo, ma i suoi effetti tossici hanno conseguenze spesso gravi per chi le assume.
In buona sostanza una droga da considerarsi senz’altro “pesante” e che ha dunque condotto agli arresti domiciliari la donna che ne è stata trovata in possesso, peraltro in quantità di non poco conto.
La terza operazione è stata invece messa a segno contro soggetti al momento ignoti, ma che ha comunque consentito di rinvenire (ben occultate sul tetto di un edificio), droga del tipo cocaina e hashish, un bilancino di precisione, una macchina per il confezionamento sottovuoto oltre all’immancabile sostanza “da taglio” utilizzata per aumentare peso e volume delle dosi.
Le indagini stanno in ogni caso proseguendo per individuare le persone che ancora mancano all’appello dei denunciati, oltre che per ricostruire i canali di approvvigionamento e spaccio collegati ai descritti sequestri.
Resta comunque opportuno rimarcare come agli indagati vada riconosciuta la presunzione d’innocenza, che li seguirà per tutto il procedimento giudiziario fino ad eventuale e definitiva sentenza di condanna.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

