Guardia di Finanza: a Reggio Calabria scoperta truffa sui “bonus edilizi”. Eseguiti sequestri per circa 5,7 milioni di euro

Di Pierluca Cassano

REGGIO CALABRIA. Una vera e propria associazione per delinquere che, attraverso la regia di un professionista di Palmi (RC), ha artatamente creato e “monetizzato” crediti fiscali fittizi sfruttando fraudolentemente le agevolazioni riconosciute dalla normativa sui “bonus edilizi”.

Le indagini delle Fiamme Gialle reggine

L’operazione, coordinata dalla Procura della Repubblica di Palmi diretta dal Dott. Emanuele Crescenti, trae origine da una mirata analisi operativa svolta dalla Compagnia della Guardia di Finanza di Palmi i cui militari, in una prima fase, hanno messo a confronto i dati acquisiti da mirate banche dati con le risultanze informative raccolte attraverso il controllo del territorio.

Lo schema ricostruito dalle Fiamme Gialle ha così permesso di individuare diverse società collegate tra di loro – nonostante avessero sedi dislocate tra il Reggino, Fabriano (Ancona) e Roma – che, operando nel settore edile, sono risultate beneficiarie di crediti tributari per 4,6 milioni di euro maturati grazie a indebite agevolazioni fiscali riconosciute per la presunta realizzazione di ristrutturazioni e altri interventi su edifici (“bonus facciate”, “superbonus 110” e “bonus ristrutturazioni”).

In particolare, l’attività d’indagine ha permesso di rilevare come gli indagati avessero ricevuto numerose commesse per l’esecuzione di lavori edili, di fatto mai portati a termine o, addirittura, neanche avviati, a fronte dei quali avevano acquisito crediti d’imposta per un valore 4.623.313 di euro.

Tali risorse, attraverso lo strumento della cessione del credito, sono risultate trasferite nei cassetti fiscali delle imprese coinvolte con il preciso scopo di monetizzarle.

Il grave quadro indiziario è stato reso ancor più solido da mirate intercettazioni telefoniche condotte nei confronti degli indagati che, allarmati dai clienti convocati dalla Guardia di Finanza in diverse parti d’Italia per riferire in merito ai lavori commissionati, hanno concordato “a tavolino” le risposte da fornire agli investigatori tentando di ostacolare l’efficacia degli accertamenti.

In conseguenza di tali condotte, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Palmi ha emesso un decreto di sequestro preventivo d’urgenza, a firma del Procuratore Aggiunto, Dott. Santo Melidona, delle 4 società coinvolte, poi affidate a un amministratore giudiziario, dei crediti fiscali fittizi e delle disponibilità economiche degli indagati le cui responsabilità, tuttavia, per il principio d’innocenza che vige nel nostro ordinamento, saranno definitivamente accertate solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna.

Il valore complessivo dei sequestri effettuati ammonta a 5.678.028 di euro e, a conferma della concreta fondatezza dell’istruttoria investigativa svolta dalla Guardia di Finanza, uno dei soggetti economici coinvolti nel sistema fraudolento ha già richiesto e ottenuto il patteggiamento della pena, con il conseguente definitivo versamento nelle casse dello Stato del profitto del reato e del valore della sanzione amministrativa prevista, per un valore complessivo di oltre 525 mila euro.

Infine, tenuto conto della gravità delle condotte e del complessivo quadro indiziario a carico degli indagati, il Giudice per le Indagini Preliminari di Palmi (RC), anche alla luce delle dichiarazioni rese dagli investigati in sede di interrogatorio preventivo, ha disposto nei confronti dei tre associati la misura del divieto temporaneo di esercitare l’ufficio direttivo delle persone giuridiche per un periodo, rispettivamente, di 8 mesi nei confronti del “regista” dell’associazione e di 6 mesi nei confronti degli altri due soggetti coinvolti.

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