Guardia di Finanza: a Roma, eseguite 3 misure cautelari e sequestrati beni per circa 4,8 milioni di euro per il fallimento pilotato di emittente tv privata

Di Antonella Casazza

ROMA. I Finanzieri del Comando Provinciale di Roma, in esecuzione di un’ordinanza emessa dal G.I.P. del Tribunale di Roma su richiesta della locale Procura della Repubblica, hanno notificato il divieto di esercitare attività imprenditoriali e di assumerne uffici direttivi in imprese e persone giuridiche per dodici mesi a un imprenditore attivo nell’editoria radiotelevisiva e a due suoi collaboratori.

Inoltre, hanno sequestrato beni mobili – fra cui una Lamborghini Diablo 30° anniversario, del valore di oltre quattrocento mila euro – e immobili, oltre a disponibilità finanziarie del valore di circa 4,8 milioni di euro.

Guardia di Finanza servizio 117

I tre sono accusati di bancarotta fraudolenta patrimoniale, preferenziale e documentale per aver cagionato il fallimento di una società proprietaria degli impianti e delle frequenze di una nota emittente televisiva.

Le indagini condotte dal 6° Nucleo Operativo Metropolitano di Roma hanno permesso di appurare come il patrimonio dell’impresa decotta sia stato progressivamente depauperato dei suoi asset più rilevanti, subendo, invece, l’addossamento dei debiti maturati da altri soggetti giuridici riconducibili all’imprenditore.

In particolare, dal 2013 al deposito della proposta di concordato fallimentare (omologato nel febbraio 2021), è stata costituita una rete di società “satelliti”, facenti capo al medesimo dominus, cui sono stati ceduti per un valore effimero avviamento commerciale, know how, portafoglio-clienti e infrastrutture radiotelevisive, al fine di rendere vane le azioni esecutive intentate dall’Erario e dagli altri creditori, venendo meno ogni garanzia patrimoniale.

I Finanzieri del 6° NOM Roma durante le indagini

L’attività investigativa testimonia l’efficacia dell’azione della Procura della Repubblica capitolina e dalla Guardia di Finanza a tutela della collettività dai danni arrecati da soggetti senza scrupoli che operano sul mercato in modo spregiudicato, falsando la leale concorrenza e sottraendo introiti all’Erario.

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